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trucchi videogiochi
Aztec Challenge
per Commodore 64, Atari 8-bit, Commodore Amiga e Commodore VIC-20

Azione e piattaforme dal mondo azteco del C64 & Co.


Dall'epoca dei joystick...

Quando ancora non esistevano i joypad, i volanti con vibrazione e Force Feedback, i Sixaxis ed i wireless controllers di adesso, spesso a volare dalla finestra, in preda a crisi nervose o di rabbia, erano i nostri amati joystick anni ’80, quelli per intenderci con l’impugnatura a forma di cloche, con un bel tastone sopra (o due se avevate i modelli più elaborati) e delle belle ventose alla base per ancorarlo al tavolo durante le nostre sessioni dopo scuola. Vi chiederete ora, perché mai avremmo dovuto lanciar fuori dalle finestre i nostri amati comandi, e soprattutto perché saremmo stati preda di attacchi d’ira e siffatta violenza? Beh, i casi sono due: o eravate troppo piccoli per ricordarvi, oppure…non avete mai giocato ad “Aztec Challenge”. Prodotto dalla Cosmi nel 1983 e distribuito con grande successo in Europa dalla mitica etichetta U.S. Gold, Aztec Challenge si faceva notare, e ricordare, per la sua maligna difficoltà di gioco. I titoli d’oggi, con i loro continue, i salvataggi infiniti ed i checkpoint, non potrebbero mai sperare di avvicinarsi anche di poco alla curva d’apprendimento che un titolo come quello della Cosmi osava proporre al pubblico dell’epoca.

Attenti al tasto

Fondamentalmente un action/platform game per videoplayers dai riflessi fulminei, Aztec Challenge non perdonava il minimo errore, ed il concetto di vite (od omini come al tempo spesso si chiamavano) era sconosciuto. Uno sbaglio e bam!, morti e sepolti, si ricominciava dall'inizio anche se eravate arrivati all’ultimissimo livello, allo stage finale prima dell’atteso schermo di congratulazioni. Una pazzia pura da proporre ai giorni nostri, un gustoso e stimolante passatempo al limite del masochismo per i gamers primi anni ’80. Già dal primo livello, in cui dovevamo raggiungere una piramide azteca evitando giavellotti che ci venivano gettati contro, potendo solamente contare su due mosse, salto e piegamento, sgorgavano impietosamente curiose e quanto mai indicibili imprecazioni. I livelli successivi, sempre più perfidi, vedevano nell’ordine: la scalata della suddetta piramide mentre bei pietroni di una tonnellata tentavano, rotolandoci addosso, di rifarci il look; l’attraversamento di stanze con trabocchetti che nemmeno Indiana Jones nella sua forma più smagliante ha mai visto; un bell’attraversamento di fiume con gli immancabili piranha assassini e famelici al punto giusto ed il gran finale su di un ponte che andava attraversato mentre le sue varie sezioni scomparivano di volta in volta. Insomma, ce n’era davvero per tutti i gusti. Aggiungiamo poi la bellissima, suggestiva ed ipnotica colonna sonora che non solo sembrava messa apposta per distrarre, ma che anzi con l’avanzamento dei livelli diventava sempre più incalzante, aggiungendoci del suo ad una situazione già abbastanza ingestibile.

Il mitico Norman

Certo è come Paul Norman, uno e trino creatore, qui nelle vesti di programmatore, grafico e musicista, sia riuscito a tirar fuori dal suo cilindro di sadico mago una pietra miliare della storia dei videogiochi, Norman che peraltro avrà modo di assurgere ad uno status ancora più elevato regalandoci altri classicissimi come “Forbidden Forest” (1983) e “Beyond the Forbidden Forest” (1985), il curioso platform dal pittoresco titolo “Caverns of Khafka” (1984) oltre ai due capitoli alla serie elicotteristica di “Super Huey” (1985-1986).
Aztec Challenge rimane nella mente di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di provarlo come un titolo epocale, vera icona dell’ideologia ludica del periodo d’oro dei videogiochi, quando la grafica ed il sonoro, seppure all’altezza, venivano messi in secondo piano davanti alla prova d’abilità del giocatore, chiamato ad un vero tour de force di concentrazione e nervi tesi, ma sempre con quell’immancabile voglia di rifare per una volta ancora la classica ultima partita, finendo col rimanere totalmente ipnotizzato ed affascinato, e questo, allora come adesso, è proprio dei capolavori senza tempo.

A cura di : Leonardo "Leonardo71" Masciadri

Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Cosmi
GENERE
Azione
CONSOLE
Commodore 64, Atari 8-bit, Commodore Amiga e Commodore VIC-20
Pagella
Voto Attuale: 85
Voto Passato: 72



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