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It Came from the Desert
per Commodore Amiga, DOS, Sega Genesis/Megadrive, Turbo Grafx 16

Cinemaware firma un capolavoro indiscusso


Venuto dal cielo

Lizard Breath, una calda e desolata cittadina della California. Un’alba come tante altre sta per sorgere… così almeno sembra. Un assordante rumore rompe il silenzio del deserto. All’apparenza niente più che un semplice, curioso fenomeno. Vi svegliate di soprassalto per il frastuono, ma guardando fuori dalla finestra della vostra abitazione, all’orizzonte non riuscite a vedere nient’altro che l’usuale panorama. Qualche ora dopo, qualcuno bussa alla porta.

“Dott. Bradley ?”.
“Si?” rispondete, ancora assonnati.
Aprite la porta e vi trovate davanti il vecchio Geez, un agricoltore locale.
“Dottore questa mattina presto un meteorite è caduto nella zona della vecchia miniera. Ho fatto un giretto per curiosare e ho raccolto questi campioni di roccia per voi”.
“Un meteorite? Ecco cos'era quel suono stanotte...Comunque grazie Geez, non dovevate disturbarvi”
“Di niente dottore. D’altronde siete l’unico geologo della città, e l’unico che può capirci qualcosa!”.
Aprite Il sacchetto di tela che il vecchio vi porge. All’interno alcune piccoli frammenti pietrosi. Strano, sembrano emettere una debole luminescenza.
“Vedrò di esaminarli quanto prima Geez. Statemi bene.”
“Grazie doc, ci vediamo!”.
Chiudete la porta e appoggiate al tavolo i frammenti. Ora la luminescenza è decisamente aumentata, non si tratta più di un’impressione.
Un meteorite caduto, rocce fosforescenti. La giornata si annuncia interessante! Interessante, si… se solo sapeste quanto…

Prodotto nel 1989 dai geniacci della Cinemaware, e assurto immediatamente al rango di capolavoro, “It Came from the Desert” si distingue tra le immortali creazioni della casa statunitense per la squisita rappresentazione, quanto mai azzeccata, dello stereotipo hollywoodiano del B-Movie, quello per intenderci pieno zeppo di creature mostruose e improbabili, che nel più classico dei clichè puntano solitamente alla distruzione del genere umano per divenire incontrastati dominatori del nostro bel pianeta. Nel titolo Cinemaware, a farla da padroni, anzi da padrone, sono delle belle formicone giganti, grandi, tanto per intenderci, più o meno come un carrarmato, rabbiose più che mai e desiderose di banchettare con noi poveri terricoli. Nei panni del Dott. Greg Bradley, dovrete innanzitutto indagare sullo schianto del meteorite, e gli effetti che questo ha portato nella zona dell’impatto. Come presto scoprirete, la roccia spaziale ha saturato l’ambiente circostante di sconosciute radiazioni, che se da un lato non hanno provocato alcunché di dannoso nella popolazione, hanno però fatto crescere a dismisura le nostre formichine che non si lasceranno così perdere l’occasione assai unica di schiacciarci, ricambiandoci il favore una volta per tutte.
Non resterà dunque che cercare in tutti i modi di bloccare l’invasione mutante e restituire la pace e la serenità alla vostra città. Tecnicamente eccelso, “It Came from the Desert” si avvale di un team di programmatori, grafici e musicisti di primissimo livello, che già sotto l’ala protettrice della Cinemaware ci avevano regalato perle come “Rocket Ranger”, “TV Sports Football” (entrambi del 1988), “The King of Chicago” (1987), e che avranno nuovamente modo di esaltarci con titoli del calibro di “TV Sports Basketball” (1990) e “Wings” (1990). L’atmosfera cinematografica che permea l’intera esperienza di gioco è resa alla perfezione, merito anche di una sceneggiatura che, seppur come detto in precedenza, raccoglie (volutamente) a piene mani dai film di fantascienza americani anni ‘50/’60, offrendo al giocatori brillanti momenti ora d’azione, ora d’esplorazione, il tutto condito con tensione ed un pizzico di sano umorismo. L’aggirarsi per le strade di Lizard Breath è un’esperienza ludica che ogni appassionato di videogiochi dovrebbe fare almeno una volta.

Trovarsi faccia a faccia con gli agguerriti insettoni ha regalato più d’un brivido in passato, ed anche se noi, smaliziati players dell’anno 2008, siamo ormai abituati ad ogni sorta di trovata e di effetto, potremmo riscoprire in “It Came from the Desert” un tassello fondamentale per la nostra crescita di videogiocatori.

A cura di : Leonardo "Leonardo71" Masciadri

Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Cinemaware
GENERE
Azione
CONSOLE
Commodore Amiga, DOS, Sega Genesis/Megadrive, Turbo Grafx 16
Pagella
Voto Attuale: 95
Voto Passato: 95



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