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Prince of Persia: Spirito Guerriero
per PS2, Xbox, GameCube, PC

Le Sabbie del Tempo si tingono di rosso  

La trilogia delle Sabbie

Con Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo, uscito nel 2003, Ubisoft ripropose in chiave moderna questa stupenda saga nata nel lontanissimo 1989. Il gioco faceva infatti, parte di un ambizioso progetto: una nuova trilogia, la trilogia delle Sabbie. Il secondo episodio, disponibile dal 2004, fece subito parlare di sé per l’atmosfera cupa e dark che si portava appresso, abbandonando totalmente le vecchie e rasserenanti ambientazioni persiane. Malgrado questo improvviso cambiamento, che per alcuni fu uno shock, il titolo ricevette un considerevole successo dimostrandosi coinvolgente e divertente. Fatta questa breve premessa è bene, perciò, analizzare nuovamente il gioco in questione, e scoprire se tuttora possa farsi spazio in un così affollato anno di titoli d’azione in terza persona.

Non puoi cambiare il tuo Fato

Le vicende raccontate in Prince of Persia: Spirito Guerriero si svolgono qualche anno dopo gli eventi accaduti in Le Sabbie del Tempo. La scena d’apertura mostra il Principe correre affannosamente per le strade di Babilonia; ma non è solo, è inseguito da una strana ed invincibile creatura: il Dahaka, il cui unico scopo è quello di uccidere il Principe. Una volta liberate le Sabbie del Tempo, infatti, il Principe sarebbe dovuto morire; ora il Dahaka, una bestia mitologica, si deve assicurare che ciò avvenga. Il nostro eroe ha ora solo una possibilità: impedire la formazione delle Sabbie del Tempo e cambiare così il suo Fato. Come portare a termine questa apparentemente impossibile impresa? Semplice, raggiungendo l’ Isola del Tempo (luogo in cui le Sabbie furono create) e utilizzando i suoi portali magici per ritornare nel passato, in modo da far cessare la creazione delle Sabbie...

Come avrete facilmente intuito, il plot si dimostra piuttosto complesso, anche se non è necessario aver giocato il primo episodio per comprendere l’intera vicenda. In ogni caso, i diversi colpi di scena e i continui intrecci tra passato e presente susciteranno in più di un occasione delle domande che il giocatore si porrà costantemente. Ciò non è affatto un difetto (anche se è comunque vero che alcuni frangenti sono forse troppo articolati), piuttosto è un forte incentivo a proseguire nella storia, che comunque rimane, ancora oggi, quasi sempre appassionante e avvincente.

Un Principe tutto fare: non un semplice action!

Introdotta la trama, passiamo adesso ad esaminare per bene la giocabilità del titolo, che possiamo tranquillamente affermare sin da subito, appare ancora entusiasmante e divertente. Gli sviluppatori sono stati in grado di creare un sistema di controllo molto intuitivo ed accessibile a chiunque, che garantisce già dopo pochi minuti di gioco la quasi perfetta sincronia con il proprio alter ego, mettendo, in maniera del tutto naturale, il giocatore immediatamente a suo agio.

Per far subito chiarezza, va detto che Prince of Persia: Spirito Guerriero non è un gioco d’azione comune. Infatti il gameplay è costituito da diversi elementi: lunghe ed adrenaliniche fasi platform, piccoli enigmi, e violenti combattimenti. Se questi ultimi rappresentano solitamente il cuore della giocabilità dei prodotti del genere action, in Spirito Guerriero assumono un ruolo di minor importanza, a vantaggio delle sezioni platform. In questo secondo episodio vi è quindi un quasi perfetto bilanciamento di tali fattori, che permettono al titolo di fregiarsi di un maggior spessore ludico rispetto anche a molti giochi odierni. Il tutto appare miscelato in maniera squisitamente genuina e il ritmo di gioco non può che beneficiarne, risultando per la maggior parte dell’avventura ottimamente calibrato. Ecco così, ad esempio, che per superare una trappola bisognerà usare l’ingegno assieme alle incredibili doti acrobatiche del Principe (ma anche ai suoi poteri), o che per affrontare più nemici contemporaneamente si sfrutti l’ambiente circostante. I combattimenti, difatti, permettono un vastissimo numero di azioni e il numero di mosse e combinazioni concesse al giocatore è quanto mai appagante. La possibilità di utilizzare due armi contemporaneamente e la buona varietà delle stesse, rende poi il gioco ancora più divertente. Inoltre, correre verticalmente su di un muro per poi piombare a spade sguainate su diversi nemici è una sensazione molto soddisfacente. Stessa discorso per quanto riguarda le tecniche di combattimento più “classiche”, come ad esempio tagliare la testa ad un nemico, incrociando però le lame in una posa che se non si può definire artistica, per certi versi appare, almeno, incredibilmente evocativa. Come avrete capito, la violenza non manca; certo non siamo ai livelli di un God of War qualunque, e per fortuna aggiungerei!, dato che tale brutalità non si sposerebbe minimamente con lo stile letale e raffinato del nostro Principe (insomma è pur sempre un principino, suvvia!). Nel complesso, quindi, il gameplay fonde egregiamente sanguinosi combattimenti (resi divertenti ed entusiasmanti grazie anche alla sufficiente varietà dei nemici) ad emozionanti fasi platform, che vedono il protagonista correre su muri, aggrapparsi a colonne o semplicemente a saltare crepacci e burroni; e tutto questo può tornare utile anche durante lo scontro coi nemici. I poteri che man mano si sbloccheranno, inoltre, influiscono anch’essi in modo positivo sulla varietà e la libertà del gioco: riavvolgere il tempo, rallentarlo, e altri poteri marginali, più che altro efficaci in combattimento. Infine è quantomeno opportuno descrivere brevemente la vera “innovazione” che Prince of Persia: Spirito Guerriero si vantava di possedere (ancora oggi, comunque, è difficile trovare un gioco con tale caratteristica sfruttata a dovere, cioè come base fondamentale sul quale si poggiano le intere meccaniche della giocabilità). Sto parlando della necessità di viaggiare nel tempo, tra presente e passato o viceversa. Cambiare epoca si dimostrerà fondamentale, nonché obbligatorio, per superare ostacoli di svariato genere; solitamente la decadenza che grava sulle ambientazioni nel presente. Non è tutto, questa interessante componente non solo è ben congegnata a livello di gameplay, me è anche perfettamente inserita nel contesto narrativo, regalando così al giocatore un forte coinvolgimento.

Il Tempo passa per tutti

Soffermandoci ora a riflettere sul versante tecnico, possiamo immediatamente affermare che ciò che al tempo si assestava su standar medio-alti, appare oggi (ovviamente) poco sorprendente e nemmeno in grado di competere con le mediocri produzioni odierne. Ciò nonostante la cura nella modellazione dei personaggi e nelle ambientazioni è tuttora palpabile e per questo degno di nota. Purtroppo però, le scenografie appaiono troppo simili tra loro, probabilmente per colpa della scelta cromatica dei colori, tutti tendenti allo scuro e anche a causa di un backtracking piuttosto marcato (molte volte, infatti, rivisiteremo gli stessi ambienti). In parole povere, non si respira più quella sensazione evocativa di un tempo. Per fortuna, però, a compensare meglio il tutto c’è l’ottimo comparto sonoro. Le musiche, pur non essendo tantissime, contribuiscono sufficientemente a rendere l’azione più coinvolgente ed emozionante, rivelandosi appropriate al contesto di gioco. Molto buoni anche gli effetti sonori, che uniti ai brani favoriscono notevolmente l’immedesimazione del giocatore. Infine il doppiaggio, completamente in italiano, che pur non raggiungendo mai vette di eccellenza rimane godibile, non risultando particolarmente sottotono, se non in rarissime occasioni.
In ultima analisi veniamo alla longevità. L’avventura può essere completata in circa otto ore, se non di più, ma la presenza di moltissimi extra da sbloccare (bozzetti, filmati ecc) e di un finale alternativo permettono al titolo di ritagliarsi un degno posto tra i giochi moderni del genere, che spessissimo peccano in questa fondamentale caratteristica.

Non è il Re, però…

In definitiva Prince of Persia: Spirito Guerriero svolge splendidamente ancora oggi il suo dovere: intrattenere e divertire. Il gameplay è una fusione di più generi, in particolare il platform, l’action e l'adventure. Incredibile è come ogni elemento di gioco sia “incastrato” in modo così naturale in questo grande puzzle. La giocabilità del titolo è quindi varia e divertente, e difficilmente riuscirà ad annoiarvi se siete fan del genere. La geniale e articolata trama, inoltre, riesce nel suo scopo di coinvolgere ed immedesimare il giocatore. Infine, l’eccellente longevità e ancor meglio rigiocabilità, fanno sì che Prince of Persia: Spirito Guerriero diventi un acquisto obbligato per tutti coloro che non ebbero la possibilità di giocarlo all’epoca e che si definiscono amanti del genere. Nonostante gli anni, potrebbero trovarlo incredibilmente interessante...

A cura di : Filippo "Fatum92" Barbuscia

Prince of Persia: Spirito Guerriero Il Principe Kaileena, l'Imperatrice del Tempo Il Dahaka Occhio alla testa!! Combattimento Il comparto tecnico non fa più l'effetto di un tempo Le mosse del Principe Il principe in azione
Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Ubisoft Montreal
SITO UFFICIALE
prince-of-persia.it....
GENERE
Azione
CONSOLE
PS2, Xbox, GameCube, PC
Pagella
Voto Attuale: 80
Voto Passato: 83



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