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Resident Evil 3: Nemesis
per PSX, Pc, GameCube, Dreamcast

Orrore dal passato


Il boss dei desideri

Se c'è una cosa che ritengo importantissima nella qualità generale di un gioco è il nemico che devo affrontare (escludendo oviamnete giochi come The Sims in cui devo misurarmi solo con la mia poca pazienza). E tra tutti i boss finali ed i nemici che mi sono stati alle costole per tanto tempo, un posto speciale l'ho riservato a Nemesis (ed un altro a Pyramid Head): lui, a metà tra un morto vivente ed un esperimento genetico, mi fece sobbalzare dalla sedia quando la prima volta si scaraventò nel corridoio della stazione di polizia di Racoon City. Egli è l'indiscusso protagonista del terzo Resident Evil, che guarda caso nella versione occidentale gli dedica persino il sottotitolo. Fatta questa breve quanto probabilmente inutile premessa, mi accingo a ripescare questo titolo nel mio cestino dei dimenticati anni '90 e a buttare giù i miei pensieri a riguardo.

Staaaars!

Uscito nell'ormai già lontano 1999, Nemesis è il terzo episodio della celeberrima saga di casa Capcom. Presumendo che i lettori abbiano giocato a Resident Evil 2 (altrimenti tutti in castigo), vi dirò che la trama è ambientata quasi parallelamente alle vicende di Claire e Leon. Questa volta però non potremo scegliere il personaggio, perchè sarà giocabile solo Jill, già protagonista dell'immortale primo episodio. La ragazza si troverà a dover fuggire da una Racoon City che ha ben poco di vitale, e nel cercare la salvezza verrà affiancata dal bello quanto inutile Carlos Oliveira. In queste poche righe vi quindi è il succo della storia, che però si andrà evolvendo man mano che esploreremo la città e faremo nuovi incontri. La novità più importante della storyline è che molto spesso ci imbatteremo in Nemesis, il quale in quella sua zucca geneticamente modificata ha un solo pensiero: uccidere i membri della S.TA.R.S., che tanti danni procurarono all'Umbrella nel primo capitolo.

Testa o croce

Poiché il 1999 prevedeva che vi fossero alcune svolte nel mondo, anche gli sviluppatori di Resident Evil decisero che era arrivato il momento di proporre qualcosa di nuovo. Quello che fecero fu un abbozzo di libertà di scelta del giocatore, che in alcuni frangenti poteva districarsi tra due o tre azioni diverse sul come affrontare determinate situazioni. Spesso questo implicava il combattere contro Nemesis o scappare da lui il più furbamente possibile, ma ciò portava in ogni caso minime variazioni nel proseguire della vicenda. A suo tempo era inoltre una novità il potersi creare le munizioni da soli e il poter schivare i colpi dei nemici. Nemesis fu il primo cattivone a saper fare le nostre stesse azioni e che inoltre sapeva anche passare da una stanza all'altra, inseguendoci fino alla nausea (quando scappai negli uffici e me lo ritrovai dietro fu uno shock).

Conclusione

Nulla di eccezionale sia per grafica che per storia, Resident Evil 3 era in fondo il tentativo di racimolare ancora qualcosa sulla cresta dell'onda del mitico primo episodio e del suo ottimo sequel. Chi non l'ha mai provato può benissimo continuare a vivere senza, e per chi l'ha finito sta bene lì dov'è, riposto tra gli scaffali. Magari ogni tanto riprenderlo giusto per vedere la copertina con Nemesis che se la ride beffardo di tutte le paure che mi ha fatto prendere.

A cura di : Nina "Nina125" Delalic

Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Capcom
GENERE
Survival Horror
CONSOLE
PSX, Pc, GameCube, Dreamcast
Pagella
Voto Attuale: 60
Voto Passato: 88



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