Age of Empires Online - Hands On
Una nuova ricetta: tra novità e tradizione, tra storia e fantasia.
By Nicolò Azzolini, 02/05/2011
Innovazione o tradizione, questo è il problema!
La notizia della chiusura di Ensemble Studios, un paio d'anni or sono, gettò molti utenti nel più totale sconforto, in particolare quelli che si aspettavano un seguito ad una delle saghe di RTS più conosciute e apprezzate: Age of Empires. In realtà molti membri della vecchia società, compreso Tony Goodman, il fondatore, si riunirono in quella che viene ora chiamata Robot Entertainment. Il primo progetto sul quale lo studio si mise al lavoro fu annunciato durante il Gamescon 2010: Age of Empires Online. Fin dalle prime notizie trapelate, questo capitolo ha fatto molto parlare di se per gli evidenti elementi di rottura con i titoli della saga sviluppati negli anni scorsi, nonostante i produttori avessero più volte sostenuto che il gioco avrebbe mantenuto meccaniche tradizionali e riconoscibili. Quanto c'è dunque di nuovo e quanto di classico? Abbiamo avuto modo si mettere le mani su una fase beta già piuttosto avanzata e lo abbiamo provato in anteprima per voi. Le prime impressioni fino ad ora sono state tutto sommato positive.
Gestire la tua civiltà è gratis, per tutto il resto c'è Mastercard.
La politica intapresa da Robot Entertainment è quella del Free-to-play: e' possibile scaricare gratuitamente il client del titolo per poi giocarci illimitatamente; come succede di solito per prodotti di questo tipo, è stato introdotto in game l'ormai collaudato shop a pagamento, in modo che chi paga possa aver diritto ad agevolazioni di vario tipo. Sebbene su questo punto gli sviluppatori sono stati ben restii a rilasciare troppi dettagli, è alquanto plausibile un level cap, sbloccabile tramite pagamento con carta di credito, non con valuta virtuale interne al gioco. Inoltre il titolo si appoggia al sistema Games for Windows Live, anche se al momento non si sa ancora se prevederà degli achievement o meno. Questo permetterà a quanti usufruivano già del servizio di tenere le proprie liste di amici e i propri risultati.
Un bel minestrone!
Dopo aver installato il gioco, che occupa uno spazio irrisorio dell'hard disk, ed essersi completamente registrati, bisognerà scegliere una civiltà tra le tre disponibili per iniziare a giocare. Nella beta abbiamo avuto accesso unicamente a quella greca; mentre è già noto che la seconda sarà la civiltà egizia, nessuna informazione è ancora stata data in merito alla terza. Come spesso accade, ogni popolazione garantisce l'accesso a diverse tecnologie e a bonus differenti. Age of Empires Online è un azzardato esperimento: e non potrebbe essere altrimenti, vista la quantità di generi diversi che sono stati mescolati per ottenere questo nuovo capitolo: RTS, MMO, RPG e chi più ne ha più ne metta. Come è strutturato dunque questo concentrato di generi diversi? Anche se ad un primo momento tutti questi elementi sembrano intrecciarsi in maniera complicata, dopo qualche ora di gioco le meccaniche appariranno molto più semplici di quanto si possa pensare. Iniziamo dividendo il gameplay in due parti sostanzialmente differenti. La prima, quella principale, ricorda a grandi linee una sorta di browser game. Proprio in virtù di quell'online nel titolo, Robot entertainment ha deciso di puntare molto sulla socializzazione e l'interazione tra giocatori, nonostante il titolo in questione abbia allo stesso tempo forti componenti da single player. In questa prima modalità sfrutteremo la nostra città di base, la capitale del vostro regno in espansione; consideratela come il vostro personaggio giocante di un qualunque MMORPG. E' da qui che parte tutto: per le strade della cittadina passeggiano alcuni personaggi particolari aventi lo scopo di fornire quest e missioni di vario genere, qui è possibile costruire edifici per vendere e acquistare oggetti e sempre qui è possibile migliorare la propria civiltà. Procedendo con le missioni, invece, entrerete in quella che ricorda più da vicino i vari AoE del passato, la modalità sulla mappa strategica ormai cara agli appassionati. Ma procediamo con ordine.
Alla scoperta del sistema di quest...
I quest-giver sono personaggi immediatamente riconoscibili tramite l'enorme punto esclamativo giallo sulle loro teste in grado di fornire nuovi spunti per avventure e quest. Per rendere l'esperienza più varia, gli sviluppatori hanno pensato a missioni di vario genere e spessore diverso: quelle più numerose riguarderanno obiettivi ben specifici, come difendere il centro città per 10 minuti o distruggere tutti i porti dell'avversario. Alcune di queste missioni saranno anche giocabili in co-op, anche con amici improvvisati. In ogni istante del gioco infatti, proprio come in un MMORPG, nell'angolo in basso a sinistra è visibile una chat di gioco per poter chiedere aiuto in ogni momento, per poter commerciare con altri utenti o semplicemente per una chiacchierata tra amici. Altri tipi di missioni prevedono il pvp, ovvero Player versus Player, a tutti gli effetti una partita di schermaglia come già avveniva nei capitoli precedenti e le missioni a ripetizione, particolari serie di quest, con obiettivi sempre simili ma più difficili di volta in volta. Qualsiasi missione voi decidiate di accettare, comunque, vi porterà ad una mappa strategica. In quest'occasione il gameplay si avvicina molto a quello dei precedenti episodi, in particolare al secondo, The Age of Kings. Di norma all'inizio della partita si avranno a disposizione una manciata di abitanti e un esploratore. Il sistema è rimasto inalterato: gli abitanti raccolgono risorse con le quali costruiscono edifici per i potenziamenti e l'addestramento di truppe. Le varie missioni in generale sono abbastanza varie, quanto basta almeno a non annoiare quasi mai. Una nota un po' stonata è riscontrabile nella IA avversaria, che spesso non rappresenta una sfida stimolante e si comporta in modo assennato in alcune situazioni. Capita ad esempio che i giocatori gestiti dalla CPU si ostinino a mandare al massacro ad ondate truppe deboli e poco organizzate, piuttosto che concentrarsi a migliorare il proprio esercito. La speranza è che nel tempo che ci separa dall'uscita ufficiale del titolo gli sviluppatori siano in grado di porvi rimedio in qualche modo. Nel complesso le quest proposte sono quasi sempre molto brevi: danno luogo a partite da una decina di minuti circa ciascuna. E per fortuna, dato che gli sviluppatori non hanno introdotto una funzione di salvataggio all'interno delle quest.
... e di gestione della civiltà.
Finita una missione si ritornerà alla città base, dove è possibile usare i soldi guadagnati per comprare nuovi edifici e nuovi miglioramenti per le nostre unità. Due sono infatti le funzioni importate direttamente da un panorama più prettamente ruolistico: l'inventario e i potenziamenti. Costruendoli tramite gli appositi workshop o più semplicemente completando le quest entreremo in possesso di alcuni oggetti, come armature, munizioni, armi e vai discorrendo. Questi servono a potenziare definitivamente le proprie unità ed edifici; applicando un'armatura alla classe dei lancieri per esempio, questi otterranno dei determinati bonus in ogni missione. Oltre a ciò sono presenti anche i cosiddetti oggetti consumabili, ovvero potenziamenti usabili durante le quest previo pagamento di risorse. Tra questi possiamo trovare mercenari, edifici o boost alle abilità di particolari unità. Il gameplay non risente particolarmente delle sopracitate introduzioni, anzi ne esce rafforzato. Come in un gdr, anche qui esiste un sistema di livelli. Con l'esperienza guadagnata tramite le quest la civiltà salirà di livello, permettendo l'accesso a nuove tecnologie. Un elemento preso invece di peso dai browser games, è quello del tempo continuato: alcuni edifici infatti continueranno a produrre risorse anche a gioco chiuso, permettendo un'esperienza piacevole anche a coloro i quali non dispongono di troppo tempo da dedicare a Age of Empires: Online.
Eventi storici o mondo fantastico?
L'elemento che forse più di tutti ha fatto storcere il naso a più di un appassionato al momento di vedere le prime immagini del gameplay è rappresentato dalla grafica e dallo stile generale, che in questo titolo assume una connotazione molto più colorata e infantile, in netto contrasto con i primi tre capitoli, ben più attenti ad un look quanto più realistico possibile. I soldati si porteranno appresso armi più grandi di loro e le animazioni dei vari personaggi sono spesso molto divertenti, in uno stile che fa molto carino e coccoloso. Se da una parte effettivamente digerire una scelta del genere da grandi fan della serie non è inizialmente cosa facile, vanno tenuti in considerazione il target e il tipo di gioco, che si discostano leggermente da quanto la saga ci ha abituato fino ad oggi. Essendo per lo più free-to-play e molto leggero sul piano delle richieste hardware, non stupisce affatto la strada intrapresa da Robot Entertainment, che in questo modo ha potuto concentrarsi sul gameplay lasciando una grafica non all'ultimo grido, ma pur sempre piacevole e molto colorata. Riguardo al sonoro, come sempre il lavoro svolto è molto buono; in particolare il tema della saga ormai diventato famoso è stato ancora una volta riadattato per l'occasione.
Age of Empires Online, come detto in apertura, è un esperimento pieno di potenzialità. I nuovi giocatori che si accostano a questa saga per la prima volta troveranno interessanti stimoli e i fan di vecchia data, se in grado di guardare oltre l'aspetto colorato e infantile che permea questo reboot della serie, ritroveranno elementi classici mischiati a tante ed interessanti novità, per di più senza sborsare un centesimo (alla fine non sarà proprio così, ma sorvoliamo). Le premesse per un titolo accattivante e sopratutto innovativo ci sono tutte, vedremo come si comporterà una volta rilasciato ufficialmente.
Pagina ufficiale: Age of Empires Online - Hands On, Age of Empires Online
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Info
SVILUPPATORE:
Robot Entertainment
EDITORE:Microsoft
GENERE:Rts
SOTTOGENERE:Mmorpg
CONSOLE:PC
GIOCATORI:Singleplayer
SITO UFFICIALE:Ultime news
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