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American McGee's Grimm

Nello spaventoso mondo delle favole

By , 18/06/2008

C'era una volta... American McGee Chi è American McGee e perché il suo nome campeggia nel titolo di alcuni videogiochi? Per rispondere a questa domanda bisogna tornare indietro nel tempo, nel 2000 per la precisione, perché in quell'anno American McGee (in caso ve lo stiate chiedendo, sì, questo è il suo vero nome), dopo essersi fatto le ossa alla id Software lavorando a titoli come Doom, ha creato il suo primo progetto riscrivendo da consumato autore la storia di Alice nel Paese delle Meraviglie. Quello che ne uscì fu American McGee's Alice, un videogioco degno di nota soprattutto per come il bizzarro Paese delle Meraviglie immaginato da Lewis Carroll viene ridisegnato da McGee come un luogo da incubo scaturito dalla mente folle di un'Alice traumatizzata dalla morte dei genitori, che, con un look da membro della famiglia Addams, va in giro a squartare le creature che lo popolano per ritrovare la propria sanità mentale. Dopo Alice, il genio visionario di McGee ha attraversato un lungo periodo di empasse, con il fallimento di un progetto sul Mago di Oz e lo scarso interesse suscitato da titoli come Scrapland e Bad Day L.A., e forse per questo adesso ha deciso di rimettere piede nel campo che gli aveva dato buoni frutti, quello delle favole. Le favole rivisitate a modo suo, naturalmente. Chi ha detto che le favole sono roba da bambini? Per McGee le favole sono qualcosa di più di uno sdolcinato racconto per bambini e non ha tutti i torti. Gli autori originali delle favole non andavano molto per il sottile. Chi ha visto solo la versione Disney della Sirenetta probabilmente ignora che nel racconto di Andersen la protagonista dopo aver ottenuto le tanto desiderate gambe soffre le pene dell'inferno perché i nuovi piedi le sanguinano ad ogni passo. E chi conosce solo la storia di Cappuccetto Rosso raccontata dalla propria nonna forse non sa che nella prima versione di Perrault non c'è nessun cacciatore che salva la bambina e la sua nonna dalla pancia del lupo. Per molti di questi autori era importante fare arrivare il messaggio della morale finale, non fare solo sognare il lettore. Se servisse una conferma, basterebbe ricordare che genitori americani hanno cercato di far vietare la lettura di questi testi nelle scuole per non impressionare i figli. Secondo le parole dello stesso McGee, il punto di partenza del suo nuovo progetto è proprio il ripristino della forza di comunicazione delle favole riproponendone i lati più oscuri che sono andati persi sotto l'aspetto patinato con cui sono state addolcite nel corso del tempo. O forse c'è sotto solo il divertimento di ribaltare il comune punto di vista e di aggiornare racconti risaputi con una messa in scena inaspettata. Quale che sia la motivazione, si sa per certo che in Grimm prenderemo parte alle storie di 24 famose favole, incontreremo personaggi come Raperonzolo, Cappuccetto Rosso e Biancaneve e il meccanismo chiave del gameplay sarà proprio quello di far mutare durante il gioco il mondo della favola da gioioso e luminoso a cupo e oscuro. Il motore grafico usato è l'Unreal Engine 3, ma non sarà spremuto per creare realistici dettagli ambientali, perché il design scelto è stilizzato e da cartone animato, come si può vedere negli artwork che McGee ha reso pubblici sul suo blog, facendo notare il duplice disegno di ogni personaggio e ambiente, uno in versione positiva e uno in versione negativa, in uno stile tra il buffo e il grottesco, che un po' ricorda quello caro a Tim Burton. Un nuovo modo di vendere i videogames Le 24 favole che costituiranno l'intera storia non le troveremo disponibili tutte in una volta ma verranno distribuite singolarmente, unicamente in formato digitale, nella divisione ad episodi che sta diventando abbastanza tipica nel mercato dei videogiochi. Quelli della Gametap, che hanno già pubblicato in questo modo il nuovo ciclo di avventure di Sam & Max, hanno intenzione di spingere ancora oltre questo sistema con American McGee's Grimm, puntando ad un uscita settimanale di ogni episodio, che richiederà circa mezz'ora di gioco per essere completato. L'idea di base è quella di intrattenere in uno stile televisivo, come se si seguisse una serie o un cartone animato a puntate, tanto che ogni episodio del videogioco avrà un finale in sospeso per convincere i giocatori a scaricare anche il successivo. Il digital delivery per i titoli nuovi è finora praticato solo su PC, ma McGee ha auspicato di poter distribuire il suo Grimm anche su console, puntando sull'Unreal Engine 3 per rendere semplice il possibile processo di porting. L'annuncio del ritorno delle fantasie allucinate e poco rassicuranti di American McGee, che hanno già colpito con il suo Alice, è ben gradito, ma le caratteristiche del nuovo titolo in uscita fatte trapelare lasciano in sospeso qualche quesito. Un videogioco che intrattiene per mezz'ora darà la stessa soddisfazione di mezz'ora di telefilm o cartone animato? Lo stile visionario di McGee saprà ancora entusiasmare? E soprattutto, riusciranno a vivere tutti felici e contenti? Per avere una risposta dovremo aspettare la fine di luglio, mese in cui inizierà la distribuzione solo online di American McGee's Grimm, in esclusiva per PC.


Pagina ufficiale: American McGee's Grimm
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Info

SVILUPPATORE:

Spicy Horse

EDITORE:

Gametap

GENERE:

Azione

SOTTOGENERE:

Avventura

CONSOLE:

PC

GIOCATORI:

Singleplayer

SITO UFFICIALE:

Link