Max Payne III
Rockstar ci ha mostrato il nuovo Max Payne paulistanos!
By Pier Giorgio Liprino, 11/11/2011
Un ritorno tanto atteso!
Sono passati ben otto anni da quando l’inquieto Max Payne vendicava l’omicidio di sua moglie e di sua figlia sui nostri schermi. Questa volta ho avuto il piacere di assistere durante il Games Week di Milano al primo gameplay di Max Payne che viene mostrato in Europa. La presentatrice che ci ha commentato il titolo, giocato in diretta su Xbox 360, ha sottolineato come i Rockstar Studios a lavoro su Max Payne 3 siano spinti nel loro lavoro dall’amore per la serie. A dimostrazione di questo sconsiderato affetto i team internazionali di Rockstar sono seguiti nello sviluppo direttamente dai ragazzi di Remedy, i creatori dei precedenti capitoli. Ma quali sono i caratteri distintivi di Max Payne che lo hanno reso così famoso? La presentatrice ha sentenziato con sicurezza: l’originalissimo Bullet Time trasposto dai film d’azione (Matrix in primis) all’interno dei videogame proprio dal vecchio Max, la profondità psicologica con cui venivano affrontati i problemi dal protagonista ed infine la celebrissima ambientazione noire newyorkese. Il primo livello infatti rispecchia fedelmente tutto ciò, con la sola differenza che Max Payne, dopo molti anni dai terribili fatti accaduti nell’ultimo episodio, è caduto nel tunnel dell’alcolismo e della dipendenza da antidolorifici (che tra l’altro saranno l’unico modo per curarci, come dei medikit insomma).
New York, molti anni dopo.
All’inizio ci troviamo nella casa di un Max Payne totalmente distrutto in compagnia di un amico che critica la nostra trascuratezza e con cui intraprendiamo un breve botta e risposta mentre ci scoliamo una bottiglia di scotch. All’improvviso sotto casa nostra si fionda un uomo con appresso un piccolo esercito personale, il quale ci urla contro tutta la sua rabbia per avergli ucciso il figlio. Ovviamente il livello continua con noi che cerchiamo, usando abbondanti dosi di bullet time, di fuggire per i corridoi del condominio uccidendo tutti i nemici che ci si parano davanti. Come sempre il luogo migliore da cui fuggire è il tetto, che nonostante tutto ci offre una spettacolare vista di New York innevata! Dopo un brevissimo sospiro di commozione la presentatrice ci introduce al nuovo livello: un nostro collega poliziotto, per aiutarci a sfuggire alla morte, ci ha consigliato di andare a lavorare come mercenario (quale impiego migliore per salvarsi la vita?!) per una corporazione sotto il caldo sole brasiliano. Già... e dov’è l’amore per Max Payne in tutto questo? Dov’è Remedy? Cercando di rilassarmi senza perdere la pazienza analizziamo una cosa alla volta.
Remedy forse non si sente, ma Rockstar sì!
Proprio così, a parte la componente free roaming, tutto il resto è made in Rockstar. A partire dagli engine che muovb>Euphoria per la gestione della fisica, gli stessi visti in azione in titoli come Grand Theft Auto IV e Red Dead Redemption (da pcista dico sigh! sia per l’engine decisamente pesante sia per RDR). L’utilizzo degli stessi motori si riconosce subito nella fisica del corpo di Max Payne che reagisce in modo davvero credibile e curato con l’ambiente circostante. Inoltre una peculiare e fantastica caratteristica di Rockstar presente in Max Payne 3 è la cura maniacale per i dettagli che ho potuto osservare in particolare nella caratterizzazione ambientale della casa di Max Payne e della stanza di un suo vicino di casa, che pur essendo una comparsa che si fa saltare in aria un secondo dopo averlo conosciuto, è stato caratterizzato psicologicamente in maniera impeccabile. Insomma tutte queste cose sono le stesse che avrei potuto dire raccontando di GTA IV, con la differenza che questa volta il protagonista non sarà Niko Bellic, ma un Max Payne fin troppo cambiato.
Metà Max Payne resta...
In ogni caso alcune caratteristiche dei vecchi Max Payne sono o dovrebbero essere rimaste puttosto invariate. Innanzitutto il già citato Bullet Time, che in alcuni momenti si attiverà automaticamente per farci vivere gli spannung emozionali nel momento in cui lo vogliono gli sviluppatori. Inoltre l’uccisione dell’ultimo nemico nella zona ci mostrerà un’incredibile fatality utilizzando un effetto già visto nei precedenti Max Payne, ovvero la telecamera che segue il proiettile fino al suo destinatario.
Un’altra cosa che ho notato di simile è l’HUD che mostra la vita del protagonista e che sembra a grandi linee immutata rispetto al passato. Al contrario la selezione delle armi sarà uguale a quella vista in Red Dead Redemption, con la possibilità di utilizzare due armi di piccolo calibro per mano. Altra caratteristica fondamentale, ma che per fortuna non è stata intaccata dalla Rockstar, è la linearità del gameplay, che dal poco che ho potuto osservare sembra soffrire di un piccolo problema, l’entrata in scena dei nemici mi è infatti apparsa poco realistica ed eccessivamente pilotata. D’altra parte l’intelligenza artificiale sembra davvero ottima e le animazioni (che ci assicurano non essere scriptate) appaiono molto più realistiche rispetto a GTA IV. L’ultima similitudine, su cui però possiamo solo fidarci della parola degli sviluppatori, sarà lo spessore narrativo dato soprattutto dalla profondità di riflessione e dai pesanti turbamenti di Max Payne. Una condizione anche solo simile a quella dei precedenti episodi vissuta tra i paesaggi tropicali del Brasile la vedo davvero difficile, ma da quello che è stato detto sembrerebbe che un grande spunto di riflessione in tal senso verrà dato a Max Payne dall’enorme squilibrio socio economico presente nel luogo tra i ricchi per cui lavoreremo e i poveracci delle bidonville. Nessuna vendetta personale? Nessun amico ucciso dai potenti? Ancora su questi interrogativi non si hanno informazioni.
... un Max Payne se ne va
Tutto il resto in Max Payne 3 è cambiato in maniera così radicale che ci si chiede perchè non potessero lanciare una nuova IP. Parto dall’elemento meno di rilievo ai fini del gameplay: i fumetti che prima dividevano i vari livelli sono stati sostituiti da cinematografici filmati che si suddividono a schermo in sezioni che del fumetto hanno giusto un accenno. Ovviamente la variazione più evidente, oltre all’ambientazione di cui abbiamo già parlato, è l’aspetto di Max Payne. Da uomo con l’impermeabile in pelle nera, la camicia hawaiana, la chioma scura e senza la barba si è trasformato in un rambo con solo la camicia hawaiana (fa caldo, mica siamo tra la neve newyorkese!), pelato e con una folta barba. No aspetta, ma che senso ha la mattina rasarsi i peli sulla testa e non i peli sul volto? Sinceramente già dalle prime immagini la trasformazione mi sembrava troppo simile a quella che la Ubisoft ha effettuato sul povero Sam Fisher in Splinter Cell: Convinction e ora che ho assistito alla presentazione ne sono ancora più convinto, visto che oltretutto molto nel gameplay mi ha ricordato le prodi avventure del fuggitivo Sam. La somiglianza più evidente è la possibilità che avrà Max Payne di utilizzare coperture nascondendosi al nemico che di conseguenza partirà alla sua ricerca ispezionando l’ambiente. Ovviamente le coperture, introdotte per la prima volta nella serie, verranno soprattutto usate come punto da cui sparare durante gli scontri a fuoco, togliendo comunque molto allo stile dinamico, pressante e sfrontato che aveva caratterizzato i primi titoli.
Chi lascia la via vecchia per la nuova...
Sinceramente ero e sono ancora oggi titubante di fronte a questa nuova versione del nostro amato Max Payne. Indubbiamente il lavoro tecnico svolto dai Rockstar Studios lascia a bocca aperta. Ma i dubbi restano sia per quanto riguarda le modifiche al protagonista e all’ambientazione, sia per il passaggio dal free roaming, per loro familiare, ad un classico sparatutto in terza parsona a corridoio. In ogni caso assicurano che l’esperienza sarà più immersiva di uno sparatutto in prima persona, grazie al carisma di Max Payne e al gameplay che vede il protagonista interagire dinamicamente e in maniera realistica con l’ambiente. Questo l’ho potuto osservare soprattutto nelle fasi di copertura e durante le capriole a terra (non quelle che farebbe un ninja, ma i tipici salti alla Max Payne). La distruttibilità dell’ambiente, di cui sembra che Rockstar vada tanto orgogliosa, si concentra “solo” sugli elementi esplosivi come bidoni di carburante o auto e sui materiali fragili come vetro e legno, rappresentando comunque un passo avanti nella gestione della fisica rispetto agli standard Rockstar.
Come già si sarà capito non mi troverei, in fase di recensione, ad essere nelle condizioni adatte per esprimere un giudizio quantitativo. Come per il già citato Splinter Cell: Convinction infatti, non saprei valutare quanto l’enorme divario rispetto ai capitoli precedenti posa influenzare il voto finale, soprattutto a fronte di un gioco eccellente che avrebbe rappresentato un’ottima nuova IP. Ai posteri recensori l’ardua sentenza...
Pagina ufficiale: Max Payne III, max payne
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Info
SVILUPPATORE:
Rockstar Studios
EDITORE:Rockstar Games
GENERE:Sparatutto
SOTTOGENERE:Azione
CONSOLE:xbox 360
GIOCATORI:Singleplayer
SITO UFFICIALE:Ultime news
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