Medal of Honor Warfighter
Torna Medal of Honor… Torna la Guerra secondo Danger Close!
Alias: Medal of Honor: Warfighter#0, Medal of Honor 2#0
Un’occasione mancata?
Nel 2010, Ea tentò di rilanciare in un più sempre affollato mercato videoludico, una delle sue vecchie glorie del passato. Appartenente ad un genere estremamente in voga in questo periodo, Danger Close decise così di prendersi a carico una grossa responsabilità con l’arduo compito di riproporre un brand forse sottotono, forse non ancora degnamente esplorato a fondo, forse non ancora capace di esprimere tutto il suo potenziale fino ad un sospirato fatidico reboot che avrebbe finalmente ribaltato le sorti della saga. Nasce così il nuovo Medal of Honor ricco di aspettative, attese e promesse. Come è andata a finire? In ambito critico la produzione Ea non è riuscita a superare l’agguerrita concorrenza made in Activision, ma siamo veramente sicuri che si sia trattato di una competizione ad armi pari o magari di una diversa concezione dello stesso genere? Potremo averne la prova solo con il sequel diretto, Medal of Honor Warfighter, titolo che approfondiremo proprio in questo first look!
![]()
Guerre comuni
Belli che sopravvissuti ad un periodo pre-natalizio qual è stato il mese di Novembre 2011, abbiamo assistito ad un periodo florido per i First Person Shooter che ancora una volta sono riusciti a catalizzare l’interesse del pubblico in due principali capisaldi del genere… Per quanto il riferimento sia ovvio, stiamo parlando proprio di Battlefield 3, detentore di ottimi successi nell’ambito della critica videoludica quanto di esaustivi dati di vendita a livello globale e simultaneamente controbattuto dalla risposta che ancora una volta, annualmente, Activision ha saputo dare con l’intramontabile Call of Duty. Seppur paragoni e differenziazioni non sono mancati all’appello in occasione della debita analisi di entrambe le produzioni, va sempre detto che i publisher hanno diverse modalità di proporre la medesima tipologia di titoli in modo da accontentare una fetta di videogiocatori quanto più vasta possibile. Tuttavia, l’anno precedente, Electronic Arts affidò alla neonata divisione Los Angelina che risponde al nome di Danger Close, la possibilità di riportare in auge la serie Medal of Honor con un quantitativo di hype spropositato da parte dei fan. Nonostante gli evidenti difetti che la produzione mostrò agli occhi della critica a progetto concluso, non furono pochi gli appassionati della saga che diedero una possibilità al tanto atteso Fps di mamma Ea, anche se i motivi e le possibilità di presentare un titolo che qualitativamente parlando avrebbe decisamente saputo offrire maggiori soddisfazioni erano molte… Eccoci quindi che a circa due anni di distanza, Danger Close cerca nuovamente di colpire nel segno con Medal of Honor Warfighter approfittando della GDC 2012 per presentarci un cupo e misterioso teaser trailer dalle sfaccettature informative ancora poco note, incapace così di lasciarci intendere l’impostazione che a livello di trama troveremo in questo interessante sequel. Basandoci su quanto abbiamo visto nel primo capitolo, non risulta essere trascurabile la sistemazione episodica degli eventi narrati lungo tutto l’arco dell’Avventura che tuttavia a differenza del suo predecessore non condivide il concetto di Tier 1 come unica e sola squadra militare capace di portare avanti la componente narrativa basata su fatti realmente accaduti. Una delle caratteristiche su cui si basava Medal of Honor era infatti Uno spiccato senso patriottico incline all’elogio del tipico modello con cui il soldato americano viene comunemente riconosciuto, su cui tra l’altro si sono sviluppate polemiche di indubbio impatto scandalistico relative alla forza militare di opposizione, ovverosia i talebani, rinominati successivamente in “Opposing Force” per evitare ulteriori contraddizioni. Non allontaniamoci troppo, tuttavia, dal nostro intento di proporvi un articolo quanto più dettagliato possibile, evitando di incentrarci quindi su un elemento che nulla ha a che fare con il titolo preso in causa ma che ha comunque avuto una sua importanza durante il periodo di pre-lancio. Tornando a parlare di trama, infatti, il team di sviluppo si mostrò particolarmente sicuro di offrire un plot di indiscusso livello anche con l’originale ma a conti fatti così non è accaduto, conseguentemente lo spettro di narrazione basata su eventi sì reali ma comunque privi di patos rischiano di compromettere un susseguirsi di vicende altrimenti di ben altro spessore in termini di coinvolgimento. Come dicevamo prima, i Tier 1 non saranno l’unica forza militare che prenderanno parte alle diverse missioni, nonostante alcuni comprimari del predecessore di Warfighter torneranno sulle scene insieme a nuove conoscenze focalizzate per l’appunto su altre organizzazioni di cui attualmente non sono stati resi noti ulteriori particolari riguardanti un possibile coinvolgimento nel circolo narrativo; tra queste figurano la SAS britannica, gli KSK tedeschi, gli australiani SASR ed i corpi speciali d’istanza in Polonia.
![]()
A quanto pare, nel trailer rilasciato viene inoltre basata l’attenzione su fasi action talmente abbozzate e appena visibili da essere pressoché incomprensibili ad un occhio meno attento, ma le informazioni rilasciate durante la GDC compongono un quadro abbastanza completo per farci intendere di essere basate su una missione ambientata in Isabela, nelle Filippine, nel tentativo di salvare dei civili in pericolo presi in ostaggio da terroristi spinti da tutt’altro che amichevoli intenzioni; ad impreziosire un contesto d’Azione già curioso, ci pensano delle condizioni climatiche sfavorevoli condite da un temibile stato post-uragano ed un’alluvione in pieno svolgimento che assedia il centro abitato. Proprio riguardo alla differenziazione delle fazioni militari, va detto che questi verranno presi in causa nel comparto multiplayer del titolo con un’implementazione alquanto vasta ed interessante considerando le intenzioni di Danger Close relative all’architettura della modalità in questione, a quanto pare slegata dalle concezioni di possibili alleanze fra i differenti corpi speciali (ben 12 da quanto reso noto e ad oggi non sembra essere inclusa alcuna unità italiana), ed è proprio per queste parole che una deduzione “buoni vs. buoni” sembra essere sensata. Comprendere ciò risulta essere semplice non appena alcune meccaniche di gameplay vengono approfondite appositamente in future prove che speriamo avremo modo di trattare prima dell’uscita del prodotto finale. Questa però è una delle tante motivazioni per cui Warfighter merita più di un’analisi pre-recensione, partendo dal fatto che andrebbe trattato con dedizione il comparto tecnico che stavolta può contare sul potente Frostbite 2 sfruttato da DICE per il recente Battlefield 3. Occasioni per esaltare tecnicamente un particolare frangente in un Fps odierno sono infinite ed una realizzazione grafica sopra le righe contornata dalle oramai immancabili fasi scriptate risulterebbe un cocktail dagli effetti cinematografici esplosivi… Naturalmente tutto ciò dovrà basarsi su un gameplay coadiuvato da elementi funzionali e che soprattutto non abbiano una continuità in un certo senso limitativa come quella di Medal of Honor, facendo comunque affidamento su una struttura frenetica ma allo stesso tempo caratterizzata da una piacevole componente tattica che secondo i dettagli emersi di recente garantirebbe peraltro un diverso approccio alle missioni da affrontare lungo il corso della campagna, come agire diversamente in base alle metodiche da adottare in caso ci si presenti dinanzi un edificio da violare, scegliendo se utilizzare esplosivi per fare breccia all’interno o magari munirci di flashbang per accecare i nemici e fare piazza pulita poi non appena riusciremo ad entrarvi poderosamente.
![]()
Che la battaglia abbia inizio
Ciò che saltava in evidenza anche con il primo capitolo ad opera di Danger Close, era il modo con cui il team di sviluppo ha tentato di mescolare gli elementi più caratteristici e funzionali delle colonne portanti del genere in un mix che forse non ha convinto pienamente la critica e che soprattutto ha imposto dure limitazioni ad un ritorno che sarebbe potuto essere qualcosa di nettamente migliore di quanto abbiamo visto. Un sequel come Medal of Honor Warfighter potrebbe però risollevare le sorti di una saga in lento declino nonostante l’arrivo di un reboot che circa due anni fa avrebbe dovuto già da subito prendere in mano la situazione e mettere d’accordo tutti. E’ così infatti che questo sequel diretto sembra un chiaro richiamo al riscatto da parte del team di sviluppo Los Angelino che ancora una volta si dimostra deciso a mostrare impegno e dedizione per un prodotto che tra l’altro fa della narrazione un elemento importante per l’orchestrazione perfetta di un coro sinergico, a detta di Ea. Noi però non vogliamo ancora esprimerci in tal merito poiché deduzioni del genere meritano di essere trattate, approfondite, dovutamente descritte e magari elogiate solo in sede di recensione per un verdetto finale che speriamo sarà capace di spiccare il volo a favore dell'ambizioso progetto che gli sviluppatori stanno portando avanti a testa alta... Un progetto chiamato Medal of Honor Warfighter.
Info
Danger Close Games
EDITORE:Electronic Arts
GENERE:Azione
SOTTOGENERE:Fps
CONSOLE:Multipiattaforma
GIOCATORI:Multiplayer
SITO UFFICIALE:Info aggiuntive
Linguaggio volgare
Violenza
Ultime news
Ultime recensioni
Giochi annunciati
Ultimi trucchi
Multi
Multi
Multi
