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The Last Story

L'ultima storia di Sakaguchi?

Alias: Last Story

By Alessandro Di Pietro, 03/02/2011

L'ultimo racconto... è solo l'inizio... C'era un tempo in cui in Giappone nascevano epopee videoludiche che rientravano nella categoria giochi di ruolo e avevano la capacità di affascinare anche una parte dei giocatori europei per quelle meccaniche articolate e trame ben costruite, che in pochi sprite sembravano far vivere vere e proprie opere eroiche ed epiche. Sfortunatamente era più facile vederle confinate nel Sol Levante in quanto le software house giapponesi pensavano che fosse un genere di giochi non propriamente adatto ai gusti di noi giocatori non con gli occhi a mandorla. Tutto questo fino all'avvento di uno dei giochi di ruolo che più di ogni altro ha oltrepassato i confini per portare alla consacrazione anche qui il genere: quel Final Fantasy VII che su PlayStation One fece capire di che pasta sono fatti i GDR. Sicuramente questo nome tra gli appassionati porterà tanti piacevoli ricordi... aprendo, più di una volta, il desiderio di vederne una riedizione aggiornata graficamente, per una delle più belle trame e caratterizzazioni create in questo ambito. Dietro i primi 10 capitoli della serie non possiamo non citare il game designer che ha saputo portare la serie a livelli altisssimi: quell' Hironobu Sakaguchi che con le sue storie sapeva magistralmente creare atmosfere uniche. La sua persona, legata a doppio filo con Final Fantasy, ad un certo punto decise di intraprendere una propria strada formando una sua casa di sviluppo: nel 2004 nasce Mistwalker e con essa progetti indirizzati all'Xbox360 (Lost Odyssey e Blue Dragon) e al Nintendo DS (Blue Dragon: Awakened Shadow, Blue Dragon Plus, Away: Shuffle Dungeon e ASH: Archaic Sealed Heat). Fino all'inizio del 2010 in cui, tramite un artwork del titolo (peraltro come iconografia avvicinabile a quelli di Final Fantasy) e un brano di sottofondo realizzato dal Maestro Nobuo Uematsu già compositore di celebri colonne sonore di importanti videogiochi (Super Smash Bros Brawl, Kingdom Hearts 1 e 2, molti capitoli di Final Fantasi ecc...), venne svelato al grande pubblico il nuovo progetto di Sagakuchi: The Last Story. Ciò che creò ancora più stupore tra gli appassionati fu apprendere che il gioco era confermato come esclusiva Wii in quanto finanziato da Nintendo stessa. L'accoppiata Nintendo-Mistwalker fece subito parlare di se visto anche l'annuncio, nello stesso periodo, di un' altra grande produzione in ambito gioco di ruolo da parte dei Monolith Soft: Xenoblade, anche questo esclusiva per la console domestica della grande N. Da quell'annuncio ad oggi di tempo ne è passato un bel po' e finalmente il 27 gennaio, almeno sulle sponde giapponesi, The Last Story è arrivato sul mercato accompagnato anche, per chi ancora non lo avesse, da un bundle con la console. Inutile dire che secondo gli ultimi dati, il pubblico giapponese ha premiato questa produzione di Sagakuchi, mandando il gioco in sold-out passate appena 24 ore dalla commercializzazione. Tutto questo non può che far piacere anche ripensando alle parole del game designer che affermava che si sarebbe ritirato dalla scena videogiochi se il titolo fosse stato un flop. La fortuna vuole che, a conti fatti, una mente geniale come la sua debba continuare ad apportare il suo contributo in questo colorato mondo. Per ora ancora orfani di una data di pubblicazione per l'Occidente, con una Nintendo ancora indecisa sul da farsi, quello che si è potuto ammirare è un gioco che non ha nulla da invidiare in termini grafici a produzioni indirizzate a console più performanti in ambito tecnico. Questo dimostra come la volontà possa spingere ad avere buoni risultati anche su un hardware che, seppur meno potente rispetto alle concorrenti, può dire la sua se spremuto a dovere. Ci racconti una storia? The Last Story ci cala nei panni di un mercenario che prende il nome di Elza il quale si muoverà sull'isola di Ruli ingaggiato, con i suoi compagni di avventura, per un incarico di primaria importanza dalla corte dell'isola e dove sicuramente non mancherà un intreccio amoroso, classico in questo genere di giochi, in cui la componente azione e missioni sarà spezzata dalle vicende e dai risvolti psicologici dei nostri protagonisti. Il gioco si regge su un motore grafico che pare gestire senza problemi il buon lavoro visivo offerto dall'ambientazione di gioco, in cui la vita sembra scorrere davvero attraverso i vicoli; o quando ci addentreremo in qualche negozio per comprare gli ultimi accessori necessari per proseguire o per rivendere artefatti magari trovati in giro. Fino ad arrivare alla bottega delle armi, dove potremo potenziare il nostro equipaggiamento e modificare l'abbigliamento in base alla scelta della miglior “armatura” da fargli indossare. Il tutto scorre sul video attraverso una visione molto occidentalizzata dei personaggi per mano del character design curato da Kimihiko Fujisaka. I combattimenti vengono gestiti in tempo reale potendo sia cimentarsi in strategie per colpire al meglio tra attacchi diretti e magici (allo scopo possono essere usati anche parte dei fondali contro i nemici o per nasconderci in attesa di sferrare un attacco a sorpresa), sia buttandoci a testa bassa in battaglia a colpi di armi e magie. In questo senso si offrono molte possibilità al giocatore per un'esperienza molto personale su come affrontare le situazioni. Le magie hanno la capacità di condizionare varie zone del campo di battaglia e ogni personaggio, legato a quanto sembra da un elemento naturale, può infliggere più danni ai nemici che si troveranno dentro il “perimetro” influenzato dal nostro attacco magico. Oltre la storia principale è implementata anche una modalità multigiocatore dove probabilmente sarà possibile giocare con altri amici in sfide “all'ultimo colpo” portando magari l'esperienza accumulata dal proprio personaggio durante le circa 30 ore di gioco, dichiarate dall'autore, per arrivare alla conclusione della storia principale: modalità multiplayer che ovviamente non farà altro che aumentare ancora di più il tempo da poter passare in compagnia dei personaggi del gioco. Ideogrammi? No, grazie. Attualmente le dinamiche della storia, attraverso ciò che si può trovare sulla rete, non riescono ad essere comprese fino in fondo: ciò è naturale contando il fatto che bisogna scontrarsi con gli ideogrammi giapponesi non propriamente di facile comprensione per chi non ne mastica. Proprio per questo motivo speriamo che The Last Story, possa rientrare presto nelle conferme Nintendo per un suo sbarco anche su questo versante (attiva attualmente anche una petizione con la quale si spera di convincere gli alti vertici Nintendo) e con un'opera di traduzione che ne renda il contenuto fruibile a tutti coloro che, amando questo genere, non vedono l'ora di affiancare Elza e svelare i segreti dell'isola di Ruli.


Pagina ufficiale: The Last Story
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Info

SVILUPPATORE:

Mistwalker

EDITORE:

Nintendo

GENERE:

Rpg

SOTTOGENERE:

N/A

CONSOLE:

Nintendo Wii

GIOCATORI:

Multiplayer

SITO UFFICIALE:

Link