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Wolfenstein

Nazisti, raggi della morte ed il ritorno di un mito.

Alias: Wolfenstein

By Daniele Casadei, 22/08/2008

La Storia non muore mai Seguire un gioco dai 16 bit fino ad una grafica prossima al fotorealismo è qualcosa di esaltante. Se poi il ritorno sui nostri schermi è quello del celeberrimo Wolfenstein allora c’è di che esultare. Ne sono passati di byte sotto i computer della id software da quel lontano 1992 in cui fece capolino quel capolavoro di “Wolfenstein 3D”, considerato il primo FPS della storia dei videogiochi. Successo dovuto (oltre al bellissimo gioco) alla sua geniale campagna di marketing, la quale permetteva di scaricarsi la prima parte del gioco shareware e poi decidere se pagare per avere il gioco completo. Dopo 9 anni arrivò il secondo capitolo della saga “Return to castle Wolfenstein”, reso famoso dalle innovazioni apportate dal suo multiplayer e dal motore grafico che poi fu utilizzato per “Call of Duty 2”. Saprà questo nuovo capitolo rimanere all’altezza di un passato così glorioso? Mi chiamo Blazkowicz, B.J. Blaczkowicz Ancora una volta dovremo sgominare quelle brutte canaglie delle SS, sempre intente a giocare con l’occulto. Questa volta dovremmo impedire che entrino in possesso di una possente forma di energia mistica chiamata “Black Sun”. Per fortuna saranno rallentate da una “dimensione cuscinetto”, chiamata Shroud (il velo o la sindone, a seconda delle traduzioni), che serve a separare il nostro mondo da questo potere. Chi meglio del buon vecchio agente segreto alleato Blaczkowicz, abituato da tempo a passeggiare tra le mura di Wolfenstein, potrebbe farlo? Ancora gli sviluppatori non hanno fatto trapelare un gran che sulla struttura della trama, però sappiamo che all’inizio del gioco, dopo un livello di normale guerriglia urbana a base di MP43, ci verrà donato un artefatto col qual potremo entrare ed uscire dallo Shroud a piacimento. Entrando in questa oscura dimensione potremo muoverci più velocemente dei nostri nemici, attivando in pratica una modalità molto simile al bullet time, in cui saremo anche invisibili. Potremmo in oltre passare attraverso alcune pareti e vedere attraverso delle altre. Insomma è come se fondeste il bullet time di “Max Payne” con la dimensione della morte di “Soul Reaver”; in più avremo anche la possibilità di assimilare dei poteri sovrannaturali, sui quali è sceso lo Shroud del mistero. La città in cui si svolgerà il gioco sarà suddivisa in aree, percorribili in stile “free roaming” (GTA, Just Cause, Assassin’s Creed … insomma una cosa di moda) piena di missioni secondarie, che ci permetteranno di guadagnare soldi spendibili al mercato nero in armi e munizioni. Oltre a maciullare gli scagnozzi del Fuhrer, potremmo anche aiutare i partigiani locali, il Kreisau Circe…uno dei pochi elementi di realismo storico del gioco. Il motore del paranormale Essendo questo gioco firmato sia da id che da Raven, ci si aspetta una grafica di buon livello. L’influenza dei motori grafici sviluppati da id hanno sempre avuto un peso storico notevole nel mondo dei videogiochi. Infatti come ho già detto nell’apertura il primo motore della id fu quello utilizzato da “Return to Castle Wolfenstein” e poi rielaborato per “Call of Duty 2”. In Wolfenstein troveremo la versione potenziata del “idTech (precedentemente utilizzato per “Enemy Territory: Quake Wars” con la sua famosa tecnologia MegaTexture), elevata attraverso l’apporto di molteplici effetti, tra cui rivestono un ruolo fondamentale quelli di post-processing come: Soft-Shadow, Bloom ed un sistema di illuminazione in tempo reale. Da quello che è possibile vedere non urleremo al miracolo tecnico come è successo per Call of Duty 4, Crysis e Bioshock, però il sistema sarà estremamente più fluido e gestibile da sistemi hardware medio-alti. Unico punto negativo è il probabile sistema di salvataggio a check-point. Squarceremo il velo? Insomma io non sto più nella pelle. Questo nuovo capitolo della serie si preannuncia ricco di spunti stra-interessanti: Seconda Guerra Mondiale, paranormale, raggi della morte, trama non lineare, etc. Le promesse, come sempre, sono tante, ma ci fa sperare in bene l’incredibile esperienza di Raven Software (Hexen, Star Trek: Voyager, Soldier of Fortune) e nel supporto di un mito come la id. Al momento la data di uscita è impostata su “Quando sarà pronto”, quindi l’attesa è l’unica soluzione per godersi questa fantastica promessa. Nel frattempo una ripassata al Necronomicon non potrà che farvi bene.


Pagina ufficiale: Wolfenstein
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Info

SVILUPPATORE:

Raven Software

EDITORE:

Activision

GENERE:

Fps

SOTTOGENERE:

N/A

CONSOLE:

PC

GIOCATORI:

Multiplayer