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Recensione per
Il Trono di Spade

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Ispirato al mondo fantasy creato dallo scrittore George R.R. Martin, dopo un’attesa durata piu di due anni, arriva finalmente in italia Il Trono di Spade, distribuito da Nexus Game. Tra le lande desolate e gelide di un paese sconosciuto ai confini del tempo, le 5 casate dei Lannister, Baratheon, Tyrell, Greyjoy e Stark si scontrano tra di loro per appropriarsi del titolo di piu forte e prendere possesso del Trono di Spade. A primo impatto il gioco si presenta come un classico Wargame ma ad uno studio piu approfondito risulta essere molto diverso da titoli analoghi. Innanzitutto il gioco non richiede l’uso di dadi, diminuendo molto il fattore fortuna; si gioca inoltre per un tempo definito di 10 turni e vince chi controlla piu città o fortezze. All’inizio di ogni turno, i giocatori posizionano dei segnalini chiamati “segnalini ordine”; Questi sono di 5 tipi: marcia, per attaccare o spostare le truppe, difesa, per difendere da un possibile attacco o raccogliere denaro da tutti quegli stati che consentono di farlo, supporto, per aggiungere altre truppe a quelle gia presenti in combattimento, e infine incursione, per annullare le azioni degli avversari nelle zone adiacenti. Naturalmente i segnalini sono posizionati coperti e sta all’abilità di ogni singolo giocatore intuire che tipo di situazione occorrerà prevenire. A partire dal secondo turno si iniziano a utilizzare le carte Westeros; si tratta dell’unica componente affidata alla casistica e permettono di reclutare nuove truppe, regolare l’indicatore delle scorte (che determina la grandezza degli eserciti) e fare l’offerta nelle tre aree di influenza (Corte dei Re, Feudi e Trono di Spade); grazie a quest’ultima azione è possibile ottenere uno dei poteri associati: Messaggero Alato, che ha il potere di far scoprire uno dei segnalini ordine dell’avversario, Spada della Valchiria, che aggiunge un bonus di +1 e la possibilità di decidere l’esito della battaglia in caso di pareggio, e Trono di Spade, che garantisce il potere di decidere l’esito di tutti i pareggi tranne quelli in battaglia. Ogni casata puo decidere di allearsi con un’altra per sconfiggere un nemico comune. Ma attenzione! Niente è per sempre e voltare le spalle per troppo tempo al proprio alleato può significare la disfatta. Sul campo di battaglia non contano le alleanze, non contano donne e bambini, non contano le emozioni: in battaglia tutto cio che ha valore è la vittoria e per raggiungere lo scopo è necessario ingannare l’avversario... |
Redattore: Emanuele "
Exodus "
Bianchi |
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