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Harry Potter e il Principe Mezzosangue
Harry Potter è tornato, in attesa dell’ultimo atto...
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La saga di Harry Potter ormai ha un successo strepitoso. Il maghetto con gli occhiali è conosciuto in tutte le parti del mondo e il suo creatore, o meglio creatrice,l’inglese J.K. Rowling è diventata spaventosamente ricca grazie alla vendita dei sette libri e la cessione dei diritti cinematografici alla Warner Bros. La stessa Warner non ha perso tempo, cavalcando benissimo l’onda di successo di Harry Potter, arrivato quindi a sei film e sei relativi videogiochi. Quello uscito il 15 luglio è dunque il sesto episodio della saga, intitolato Harry Potter e il Principe Mezzosangue. Anche per questo film la regia è stata affidata a David Yates, già regista del quinto film, coadiuvato dalla sceneggiatura affidata a Steve Kloves.
Lord Voldemort non è più un fantasma, ma terribilmente reale..
La trama di Harry Potter e il Principe Mezzosangue è più o meno questa: il mondo magico è alle prese con il ritorno prepotente del perfido e crudele mago Lord Voldemort e della sua temibile schiera composta dai suoi fedele Mangiamorte. Il terrore regna sovrano, con continue sparizioni, morti e distruzioni mentre Harry Potter (Daniel Radcliffe), il Prescelto per sconfiggere Voldemort, ormai è un sedicenne alle prese con il suo difficile e oscuro presente: aiutato come sempre dagli amici Ron Weasley (Rupert Grint) e Hermione Granger (Emma Watson) e dal carismatico e saggio Preside di Hogwarts Albus Silente (Michael Gambon), Harry inizia a conoscere la vita e il passato del suo acerrimo nemico, di come lentamente sia diventato il mago più malvagio di tutti i tempi. Tornato nella scuola di Hogwarts, Harry a suo malgrado scopre che nemmeno lì è al sicuro: infatti, qualcuno sta tramando nell’ombra nel tentativo di uccidere lui e Silente, con i sospetti che cadono su Draco Malfoy, sempre più coinvolto nelle Arti Oscure e altro nemico di Harry. Ma i nemici non sono finiti, poiché anche il professor Severus Piton è presente nella scuola, dopo che all’inizio della pellicola ha stretto un Voto Infrangibile (che solo la morte può infrangere) con la madre di Draco Malfoy, Narcissa, affinché aiuti il figlio in un’ impresa che egli deve compiere. La cattedra di Pozioni è stata dunque occupata da Horace Lumacorno, simpatico ma ambiguo che nasconde un evento terribile nel suo passato e che Harry grazie alla buona sorta (ehm, una pozione chiamata “Felix Felicis” oppure “Fortuna Liquida”) scoprirà come fondamentale per il suo percorso.
Ma non c’è solo oscurità: gli ormoni viaggiano a mille a Hogwarts, con Harry che si avvicina sempre più alla sorella di Ron, Ginny, mentre Hermione e lo stesso Ron dopo molte incomprensioni cominciano a sentirsi sempre più attratti. Nel frattempo, Harry viene in possesso di un vecchio libro di Pozioni, intestato da un certo Principe Mezzosangue, che grazie ai suoi consigli rende Harry incredibilmente il miglior alunno in Pozioni, suscitando la stima del professor Lumacorno e l’invidia dei suoi compagni. Il tutto si conclude tristemente nel finale, dove una terribile perdita ad opera di un traditore sconvolgerà per sempre Harry Potter e l’intero mondo magico…in attesa dell’ultimo atto: lo scontro finale.
Pregi e difetti: i film non nascono per magia..
David Yates ha avuto molto tempo e molto denaro a disposizione per realizzare questo Harry Potter e il Principe Mezzosangue: difatti la pellicola è stata rimandata di oltre sei mesi (anche per motivi di incasso) e la Warner Bros ha concesso un budget molto alto. Yates, reduce dal positivo precedente, ha impostato al film un taglio molto psicologico e descrittivo: rinunciando molto all’action presente nel libro e relegando a poche scene le battaglie (totalmente assente quella finale), Yates ha permesso agli spettatori di conoscere meglio i personaggi, da Harry a Ron, da Hermione a Piton e via discorrendo. Una scelta tutto sommato azzeccata, perché in attesa dell’atto finale è doveroso avere una conoscenza sufficiente di chi arriverà alla conclusione del tutto: ampio spazio quindi agli umori tipicamente adolescenziali dei protagonisti (baci, abbracci e gelosie come se piovessero) ma anche sofferenze e battute divertenti che allietano nell’intero corso del film. Si poteva fare meglio però nella descrizione più generale della storia, perché alcune parti rimangono inevitabilmente oscure a chi non ha letto il libro..due soli Mangiamorte? Due soli ricordi del giovane Voldemort,alias Tom Riddle? Perché vanno alla caverna in mezzo al mare? Lascia un po’ perplessi il taglio completo del finale del libro, probabilmente la parte più commovente (andatevi a leggere il libro,chi non l’avesse ancora fatto). Molto efficaci gli effetti speciali, mai esagerati ma che danno quel tocco di adrenalina giusta negli scontri tra forze del bene e del male, mentre l’atmosfera generale rispecchia quella descritta dalla Rowling: tensione, oscurità, paura sono perfettamente intuibili dagli spettatori.
Piccoli talenti crescono, e altri si riconfermano.
Difficilmente si sarebbero potuti trovare attori più adatti per interpretare i protagonisti della saga di Harry Potter: Daniel Radcliffe mostra il suo crescente talento impersonando sempre meglio il mago dagli occhi verdi, passando agevolmente da ragazzo tormentato a spiritoso, da romantico a combattivo; Rupert Grint è perfetto per interpretare il divertentissimo Ron Weasley, meno “evoluto” di Harry Potter ma davvero spassoso con le sue battute ad effetto ed i suoi comportamenti goffi ma ilari. Anche Emma Watson con il passare degli anni diventa sempre più carina (forse troppo, considerando la Hermione dei libri) e brava, con la sua aria da ragazza innocente e intelligente, mentre Tom Felton (Draco Malfoy) non sfigura nella sua parte di tormentato “bad boy”. Sempre di livello le “performance” di Micheal Gambon (Albus Silente) e Alan Rickman (Severus Piton), che rendono al meglio i personaggi che ci siamo immaginati, mentre personalmente adoro la bionda e bizzarra Evanna Lynch, che interpreta in maniera geniale Luna Lovegood. Per concludere, da sottolineare l’ottima intepretazione del gioviale e un po’ matto professor Lumacorno (Jim Broadbent), tra l’altro ulteriormente abbellita dal doppiaggio in italiano inconfondibile del grande Carlo Valli, conosciuto ai più come doppiatore di Robin Williams.
Insomma, la saga cinematografica di Harry Potter divide sempre i suoi appassionati: onestamente, credo che sia impossibile che la trasposizione su pellicola sia perfetta, perché rappresentare centinaia di pagine in poco più di due ore è ardua impresa e ognuno di noi vorrebbe vedere ogni dettaglio del libro. Nonostante questo fardello, David Yates ha prodotto un film molto piacevole, e pazienza se ha saltato alcune parti o modificato alcuni eventi..del resto, noi poveri Babbani non facciamo mica magie, no?
HARRY POTTER E IL PRINCIPE MEZZOSANGUE
Recensione a Cura di Mario Moschera
Diciamolo. Parlare del nuovo Harry Potter non è un’impresa da poco. Perché è riuscito a dividere legioni di fan accaniti. I più integralisti, accaniti, convinti che un film del genere possa solo nuocere all leggenda del maghetto. Gli altri, convinti tutto sommato che un film è un film. E che la differenza tra i due media è tale da giustificare una differenza di intenti così notevole. Devo essere sincero, a me , la vicenda del Ragazzo Che è Sopravvissuto ha sempre intrigato, al di là del fatto che sia inoppugnabilmente derivativa sotto certi aspetti. E se non ci credete correte subito a leggervi i Books Of Magic di Neil Gaiman. Però è anche innegabile che, partendo da un presupposto comune la Rowling sia riuscita a creare un personaggio ed una saga dal fascino indiscusso. E se, per amore di compressione molti dettagli non riescono a trasfigurarsi in celluloide, altri, magari appena accennati, sopravvivono perfettamente e, anzi, splendono ancora di più una volta percepiti magari sullo sfondo di una delle bellissime inquadrature del castello di Hogwarts. Il team di sceneggiatori scenografi in questo si sono davvero impegnati e, se c’è veramente un fattore su cui non si sono risparmiate forze è proprio il non voler prendere per il naso i milioni di fan sparsi per il mondo. Di pellicola in pellicola il mondo di Harry diventa sempre più cospicuo e consistente. Non ci sono ripensamenti o spiegazioni posticce, il senso della storia, seppure magari asciugato, è presente e ben letale.
Del resto, sin da quando a prendere le redini della saga è stato il buon Alfono Cuaron, la storia ha perso forse alcune caratteristiche corali ma è rimasta ben concentrata principalmente sul punto di vista di Harry. E David Yates riesce a seguire la stessa strada senza intoppi: non sono previste scene estese nei dvd (e questo è un piacevole fattore!) a raccontare della campagna di Hermione a favore degli elfi domestici. E nessuno probabilmente si prenderà la briga di dilungarsi sulla profezia che era parte integrante della pellicola precedente. La storia riprende quasi dove era stata interrotta nel precedente episodio. Come tradizione inizia con l’anno accademico ad Hogwarts con la sola differenza che il mondo in cui vive Harry è seriamente divenuto un posto letale e rischioso. L’ascesa dell’Oscuro Signore non è più una semplice leggenda metropolitana, al contrario sono ben chiari a tutti i suoi piani e, se mai c’è stato un momento per stringere alleanze è questo. A concupire l’attenzione del nostro eroe sono questa volta gli Horcrux, curiose relique prodotte dallo stesso Voldemort che hannno il potere di renderlo praticamente invincibile. Ed il cui ruolo effetivo verrà spiegato più dettagliatamente nei prossimi due sequel.
Certo, probabilmente il ruolo del Principe Mezzo Sangue, che pur condivide il titolo con Harry e di cui non rivelerò l’identità, passa un po' sottotono In questo caso è un sacrificio essenziale, anche se, probabilmente un dettaglio in più, qualche scena girata con maggiore intensità, in riferimento al principe, avrebbero di certo giovato. Se non altro alle infinite legioni di fan integralisti. Ma quella di Harry è anche l’eterna storia dell’equilibrio del bene e male, della forza e del controllo, dele passioni e della ragione. E, tutto sommato, quello che traspira dalle immagini girate nel castello è estremamente umano. Parallelamente alle drammatiche vicende che accompagnano l’ormai nutrito stuolo di amici di Harry infatti piccole passioni e amori sbocciano tra i protagonisti ormai diciassettenni. Le scene a volte volutamente comiche, altre volte marcatamente sentimentali servono ad allegerire la tensione ma rendono i characters anche estremamente umani. E poi, si, sono divertenti. Gli anglosassoni in questo sono incredibili. Lasciano crescere i loro personaggi, non permettono che rimangano schiavi per sempre della prima impressione e se finisce che un certo giovane mago vada a baciarsi con qualche ragazzina negli angoli bui di una soffitta, beh, ben venga. Al contrario sembra che la nutrita compagine di adattatori italiani (che già ha più e più volte masacrato l’edizione cartacea) non ne voglia sapere. Così ecco che Harry, ormai teenager continui ad avere la stessa voce del primo capitolo, come se fosse appena uscito dalla scuola elementare. Peccato, ma del resto sono idiosincrasie tipiche del paese di Pinocchio.
Al contrario la fiaba di Harry Potter si tinge sempre più vorticosamente in favola ed infine vira in storia e, non è mai decisamente un prodotto mirato per l’infanzia. La regia in questo episodio aiuta decisamente, concentrandosi su colori cupi, dai forti contrasti. Solo la scena iniziale, che altri non è se non una colossale strizzata d’occhio a Neverwhere (Si, lo so, ancora Gaiman...), basta a capire come il registro si sia alzato ed approfondito. Le scenografie sono al solito impagabili anche se, forse la scena della caverna ricorda un pò troppo da vicino il Signore degli Anelli. Ma, del resto, alzi la mano chi non ha pensato a Gandalf il grigio la prima volta che ha adocchiato il canuto preside di Hogwarts. La colonna sonora, quasi prettamente sinfonica funziona bene da commento ed accompagna la storia piacevolmente. Gli attori del cast, bravi e coraggiosi nel riconfermarsi anno dopo anno, danno ancora una volta prova di una capacità genuina, senza montature, neppure di testa. I tre attori principali riescono ancora una volta ad amalgamarsi per bene e chi, ha avuto modo di sentirli nella versione originale, sa che non ci sono praticamente sbavature di recitazione. Non è un’impresa da poco parlare di questo Harry Potter, ennesimo blockbuster annunciato. Ennesimo blockbuster di qualità. Se deve avere un difetto è quello di toglierci per sempre la possibilità di immaginare un Harry differente ogni volta che ci avvicineremo ai libri. Ma in fondo, questi sono privilegi che solo le grandi saghe possono permettersi.
Punto.
A cura di : Thomas "tommypast" Pastorino
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Scheda Film
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Regia
David Yates
Cast Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, Michael Gambon, Tom Felton
Durata 153 minuti
Distribuzione Warner Bros
Titolo Originale
Harry Potter and The Half-Blood Prince
Genere
Avventura
Anno di Pubblicazione
2009
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