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sherlock holmes

nulla gli sfugge  

Quest’ultimo scampolo di decennio è stato particolarmente avido di blockbuster, per cui i vostro affezionato (a proposito, Benvenuti nel nuovo Decennio!!!) ha trovato particolarmente difficoltoso scovare la pellicola adatta con cui digerire il cenone. In aiuto è giunta una produzione che faceva affidamento su un ben scarso battage pubblicitario (a parte un trailer particolarmente fuorviante) e proprio per questa ragione suscitava parecchi dubbi sin dal titolo. Intendiamoci, se il detective creato da sir Doyle è giunto così famoso fino ai nostri giorni lo deve soprattutto alla televisione (credevate davvero che qualcuno avesse mai scritto ‘elementare Watson?’). Ma il dubbio sulle produzioni americane è sempre il medesimo: spesso nel loro revisionismo tradiscono completamente l’idea originale. Basta guardare cosa è diventato La Leggenda Degli Uomini Straordinari. Solo che in questo caso basta scrutare tra i credits per avere ben chiara in testa l’intento di questa produzione. Per cominciare Robert Downey Jr e Jude Law. Entrambi bravi attori e, se si potrebbe obiettare che le phisique dello Yankee Downey potrebbe male accordarsi al role del britannicissimo detective, l’eleganza di Law calza a pennello il ruolo del più famoso medico zoppo che la letteratura ricordi. Ma è scorgendo il nome di chi è seduto alla regia che i primi dubbi sorti si placano: anche se per lasciare spazio a di nuovi. Guy Ritchie. È un nome che non è certo una novità per i polizieschi pulp di ambientazione londinese. Solo quanto può essere diversa una storia ambientata nei moderni malfamati Docks rispetto alla Baker Street vittoriana? Poco, a quanto pare. Storcano il naso quanto vogliono i puristi, ma la Londra dipinta da Ritchie è viva e pulsante, sa di sangue e marciume, la violenza è proprio quello che ci si aspetta e la ricostruzione degli ambienti, forse meno caratteristica rispetto allo Sweeney Todd di Tim Burton eppure è essenzialmente fedele alla realtà. Quello che l’emulo britannico di Tarantino aggiunge è un pizzico di adrenalina e dinamicità in più. Il ritmo della storia è calzante e frenetico. La regia, cadenzata da sequenze veloci non scivola mai nel gratuito o peggio, nell’americanata. Tutto è ben controllato e logico. Le eccellenti capacità intuitive del detective sono interpretate con una sensibilità moderna che non nuoce, anzi, al contrario rende il personaggio vivace ed interessante: proprio come lo scriverebbe Sir Doyle se fosse vissuto ai nostri giorni. La storia vede il cinico detective alle prese con un assassino che non vuole saperne di morire e con un’ombra forse ancora più grande che lascia sperare in un addirittura più interessante sequel. Il ritmo con cui le indagini si svolgono è essenziale. Un sapiente uso del flashback lascia proseguire le scene di azione indisturbate mostrando in un’ottica differente le intuizioni di Holmes. Ma il comparto più efficace della sceneggiatura è indubbiamente il dialogo. Gli scambi di battute tra Holmes e Watson sono impagabili, e la sagacia britannica ben si mescola ad un certo humor squisitamente di matrice pulp. Ovviamente una produzione USA deve pur concedere qualcosa e forse alcuni dettagli sono un po’ troppo fuori le righe, ma non abbastanza da guastare la visione. Lo stesso Downey Jr, somaticamente ricorda ben poco un inglese di sua maestà, ma, in questo caso, più che l’interpretazione stessa, comunque eccellente, è l’approssimarsi di esperienze tra interprete ed interpretazione a rendergli Sherlock Holmes un personaggio su misura. Entrambi (ex-)tossici, entrambi rovinosamente dannati. In più non si deve trascurare un rispetto di fondo per l’universo creativo pensato da sir Doyle. Anche i più piccoli dettagli strizzano l’occhio a chi si è dedicato alla lettura delle opere originali. In sostanza siamo di fronte ad un prodotto ben confezionato, ma senza troppe pretese. Estremamente godibile e fondamentalmente divertente. Tutti i comparti funzionano alla perfezione. Chi poi ama le pellicole di Ritchie non saprà non riconoscere alcune sue piccole ossessioni : il pugilato, la presenza di personaggi squinternati ed un certo interesse per gli inseguimenti. A questo proposito, la scena iniziale, capace di catapultare letteralmente all’interno del XIX secolo è semplicemente impagabile. Molto apprezzato è il non utilizzo di una colonna sonora contemporanea che, in qualche modo guasterebbe la sospensione dell’incredulità. Detto questo, aspettarsi un sequel adrenalinico e scoppiettante sarebbe quanto meno elementare.
Punto.

A cura di : Mario "flywas" Moschera


sherlock holmes Holmes e Watson
Scheda Film
Voto
Regia
Guy Ritchie
Cast
Robert Downey Jr, Jude Law, Rachel McAdams
Durata
128 minuti
Distribuzione
warner bros
Titolo Originale
sherlock holmes
Genere
Poliziesco
Anno di Pubblicazione
2009
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