|
|
|
|
Sega

|
|
La storica casa Giapponese affonda le proprie radici nel lontano 1940, quando ancora si chiamava Standard Games e serviva le caserme militari con giochi a gettoni. Poco più di 10 anni dopo venne introdotto il nome SErvice GAmes, che rese famosa la casa di videogiochi produttrice di capolavori come Frogger, Zaxxon, e moltissimi coin op storici. Nel 1986, SEGA entra nel mercato Home Entertainment con il SEGA Master System, diretto competitore del Famicom di Nintendo, rendendo Alex Kidd la mascotte del periodo. Con l'uscita del Megadrive, nel 1988, si rese necessaria la presenza di un nuovo simbolo che facesse capire le potenzialità della macchina: ecco arrivare come un fulmine Sonic, che mostrava un look cool, correva a velocità supersonica e prendeva posto come nuova mascotte. Il successo di questi anni fu presto eclissato dalla voglia prematura di SEGA di innovare e rendere più vario il mercato: primo a mangiare la polvere fu il MegaCD, sfortunatissima espansione che prometteva giochi su disco di altissima qualità. Purtroppo il costo eccessivo della periferica, nonchè il parco giochi estremamente limitato, decretò la fine del Mega CD entro pochissimo tempo. Toccò poi al 32X, decantata espansione capace di rendere il Megadrive un 32bit capace di grafica a 256 colori tridimensionale. Nonostante titoli del calibro di Star Wars Arcade, Doom, Virtua Racing ed una sorprendente versione di Virtua Fighter, il 32X fu un vero e proprio flop e fece capire al mondo che il mercato dei videogiochi non apprezza gli add-on. Nel 1995 SEGA lanciò il Saturn, una potente console a 32bit, uscita assieme a Virtua Fighter: la console venne ben accolta ma le vendite tardavano a decollare per via della concorrenza della PlayStation di Sony, che vantava giochi graficamente migliori con un prezzo nettamente inferiore. Nonostante il vantaggio iniziale, infatti, SEGA arrancò sotto il successo della Sony, pur avendo dalla propria veri capolavori: il Saturn fu per questo una console largamente di nicchia, il cui insuccesso commerciale gettò SEGA in un baratro difficilmente colmabile. Per anticipare la successiva console di Sony, SEGA decise di far uscire il Dreamcast nel 1998. La grafica a quei tempi era sbalorditiva e non c'era nulla capace di eguagliarla: il Dreamcast riaccese le speranze grazie alle ottime vendite, ma all'uscita della Playstation 2 gli entusiasmi cessarono, abbattuti dal dominio Sony. Nel 2001 SEGA uscì dal mercato hardware per dedicarsi esclusivamente al software. Nello stesso anno, dopo la morte del più grande sostenitore di SEGA, l'allora presidente Isao Iwaka, SEGA fu messa all'asta ed acquisita in parte da Sammy, che diede inizio al binomio SEGA Sammy. Il futuro non è ancora chiaro, ma la casa del porcospino non è proprio in bellissime acque.
|
|
|
|
|