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Press Start

La nuova critica

‘‘Per molti versi la professione del critico è molto facile. Ma la triste realtà a cui ci dobbiamo rassegnare è che nel grande disegno delle cose, anche l'opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale.’’

[Anton Ego - Ratatouille]

Tale citazione presente nel genuino lungometraggio Pixar, “Ratatouille”, è perfettamente applicabile al mondo dei videogiochi così come lo sarebbe se contestualizzato a quello della settima arte. In rete non mancano i portali critici dove recensire un gioco diventa il pretesto più ghiotto per approfittare del potere di chi scrive su coloro i quali sottopongono il proprio lavoro al loro giudizio. Voti maggiorati, stroncature immotivate e videorecensioni ad alta risoluzione sono ormai la prassi. Meno lo è l'approfondimento intimo, quello strettamente personale che approfitta del web 2.0 per trasformare il lettore in giornalista e così viceversa.
Sono molti i blog monotematici che vivono di pane e videogiochi, eppure sono pochi quelli realmente apprezzati e conosciuti. Perché? In un epoca in cui le pagine più lette di un portale di videogiochi sono quelle relative ai trucchi e alle soluzioni, è sintomo che la società, per lo meno quella degli internauti, andrebbe indottrinata; poiché i videogiochi sono già una meravigliosa forma d'arte che aspetta di essere compresa. E non dobbiamo ricordarcene solo quando le loro violente tematiche vengono spiattellate in prima pagina dalle riviste scandalistiche.
Se c'è da imparare qualcosa in tutto questo è che non è la “classica recensione” a qualificare realmente un lavoro, giacché si limita a definirne il valore strettamente ludico connesso al prezzo. E' si determinante nello stabilire “cosa” acquistare in un dato momento ma in una visione globale, in cui il videogioco è arte e non prodotto, tale approccio risulta men che meno fuorviante. Sarebbe come valutare un film sulla base del prezzo del biglietto o del relativo supporto in cui esso è contenuto.

Per questa ragione non parleremo dei titoli appena usciti – a meno che non ne sentiremo la necessità - e non seguiremo le incrostanti regole del mercato. Il nostro approccio sarà totalmente free roaming, in cui regnerà la condivisione di pensiero. “Press Start” tuttavia non ha grandi pretese né vuole diventare un punto di riferimento per nessuno, in questo siamo molto modesti. Si accontenta del suo spazietto concessoci da Gameplayer.it e del sostegno di tutti quei lettori che vorranno supportare la nostra causa e sostenere moralmente chi scrive. Tra un'opinione insensata, un approfondimento serioso e una battuta sarcastica, cercheremo di decifrare i contenuti stessi dei videogiochi, le saghe, le aziende e le personalità di spicco che muovono i fili dei nostri sogni; sempre tenendo a mente chi, dietro questo magico e illuminante mondo digitale, rende possibile tutto questo. Perché anche l’opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale.

Abbiamo raccolto una piccola squadra di videogiocatori con un nutrito bagaglio di esperienze nel settore perché speriamo di coinvolgere, attraverso i nostri alti e bassi, chiunque. Chiaramente quello che cerchiamo è il confronto (anzi, miriamo proprio a questo); ergo, inondateci di messaggi privati, create nuovi topic sul forum o scriveteci tramite e-mail le vostre considerazioni su questo nuovo corso parallelo a GAME e Gameplayer.it.

La partita non è che appena iniziata.

Press Start.



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