A volte ritornano: Abe’s Odyssee
Se quando terminate un videogame avete l’amaro in bocca, perché non siete sicuri di averlo completato al 100%, questo è il gioco che fa per voi. Sviluppato dalla Infogrames (l’attuale Ubisoft) e da Oddworld Inhabitants (che la leggenda vuole siano semplici impiegati di un mattatoio a cui è venuta l’idea del gioco) nel 1997, il titolo è per Playstation, un gioco di avventura a scorrimento orizzontale in 2d. Un viaggio surreale in un mondo strano, pieno di alieni che però non sono in guerra con gli umani (come nella maggior parte dei videogiochi) ma vivono le loro esistenze “normalmente”. Il gioco è ambientato in un mattatoio dove la legge del più forte la fà da padrona, dove il più forte macella il più debole. In questo mondo di pazzi assassini, Abe (Il nostro eroe) deve salvare la stirpe dei Mudokon da fine certa.
Il cavaliere senza armatura
Scarno e senza un filo di muscolo, dall’aspetto alquanto buffo, il nostro Abe non è proprio un gran bell’eroe: siccome è un impiegato-schiavo dei mattatoi, non è provvisto di armi o corazze. Ciò lo rende vulnerabile alla maggior parte degli “incidenti” (rocce che si staccano, lame affilate come rasoi, proiettili vaganti… ). Ma quel che lo rende speciale è il suo canto con cui si impadronisce dei suoi avversari (gli Slig, alieni corazzati con fucili, e i Glukkon, i dirigenti del posto), rendendoli burattini nelle sue mani. Inutile dire che la cosa è molto divertente, in quanto potrete uccidere altri nemici in “terza persona” senza sporcarvi le mani, o farvi grosse risate facendovi esplodere (molto bello in quanto i pezzi volano e rimbalzano ovunque). Questi sono solo passatempi però: il vostro scopo è quello di salvare più Mudokon possibili dal macello. Per farlo non potrete sempre usare il canto, ma dovrete nascondersi, correre, saltare, sgattaiolare in silenzio, rotolare, parlare con i vostri simili. Tutto ciò in fretta, pena la morte. Non preoccupatevi però: il nostro amico è in un certo senso invincibile.
Fuori è pieno di pericoli
Se uscirete vivi dai mattatoi, non pensate di averla fatta franca. Vi ritroverete in una jungla piena di bestie feroci pronte a mangiarvi al primo passo falso. E non è tutto. Il gioco è disseminato di bombe, burroni, massi, lame (tipo in guerra), che vi renderanno la vita un inferno. Quindi prima di andare avanti, date uno sguardo al paesaggio. La grafica è abbastanza buona per un videogioco psx che non sia stato sviluppato dalla Sony: gli ambienti enormi sono completamente esplorabili, sono privi di porte che non si aprono o cose del genere, i personaggi sono ben definiti (eccetto Abe), la grafica 2d permette di giocare anche sullo sfondo (molto utile). I video sono fatti anche meglio, con particolari definiti bene. Novità del titolo sono dei piccoli video durante i caricamenti mentre entri in una porta (geniale).
Suoni amici
Nel mondo di Abe il fattore audio è molto importante: siccome il gioco è a schermate, puoi già capire che situazione ti aspetta oltre la schermata semplicemente ascoltando. Purtroppo non è molto vario, ma quel poco è pulito e aiuta il giocatore. La colonna sonora cambia a seconda della situazione: si passa da un ritmo calmo ma che tiene comunque in tensione ad uno veloce che segnala la situazione di pericolo. Molto suggestivo.
Devo salvarli tutti!
Anche se le azioni che il nostro eroe può fare sono infinite, l'esperienza di gioco non è frustante, in quanto ti vengono insegnate gradualmente tutte le combo e le azioni da fare. Il problema sono i Mudokon da salvare che sono ovunque nell’Oddworld. Sono così tanti e così ben nascosti che rendono il titolo complicato (è stato paragonato come difficolta al primo Pacman, quello per sala giochi), ma mai noioso. Ciò lo rende perfetto per chi ha bisogno di una sfida maggiore nei videogiochi.
In due è meglio
Il titolo offre la possibilità di divertirsi in due alternando le partite. In Abe è una cosa incredibile: potete consigliare malvagiamente il vostro amico facendolo sbagliare, cosi da farvi quattro risate; oppure aiutarlo per superare velocemente gli enigmi che vi si presentano (io consiglio la prima).
Conclusioni
Il gioco è particolare ed è, secondo me, consigliato a tutti; il “multiplayer” puo essere utililizzato anche da più persone (per esempio mettendosi in due gruppi dove ogni componente gioca alternatamente); nella mia esperienza non ho mai visto un gioco che abbia la capacità di far divertire e impegnare allo stesso tempo come questo. Un ultima chicca: il titolo ha il doppio finale, uno buono e uno cattivo. Comportatevi bene durante il gioco, altrimenti…
Iuliano Biagio


