Salve a tutti, dopo aver letto il regolamento per collaborare con il sito, vi propongo quest'anteprima del titolo EA: Alice Madness Returns.
L'articolo non tratta un gioco recentissimo, ma l'ho scelto a rispetto del regolamento in quanto si tratta di un pezzo inedito, mai pubblicato altrove.
A voi.
Alice Madness Returns (preview)
Il dover caratterizzare gli infiniti corridoi di Doom con scritte esoteriche e atmosfere claustrofobiche devono aver lasciato un segno indelebile nell’allora giovane American McGee. Segno che poi lui ha traslato nel mondo dei platform con American McGee’s Alice, action-platform d’inizio millennio ricordato per il design oltremodo ispirato e per le atmosfere che nulla hanno da invidiare alle produzioni di Burton o alle melodie di Robert Smith.
Dopo undici anni e diversi titoli all’attivo, il designer statunitense ha deciso di ridestare il germe della follia nella testolina della povera Alice per portarci tutti nuovamente nel suo Paese delle Meraviglie. Suo di lui, non di lei.
Whoo! ...nderland!
La leggenda vuole che nel 1865 la regina d’Inghilterra, estasiata da “Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie”, abbia convocato a corte Lewis Carroll chiedendogli di farle avere qualche altro suo libro. Due settimane dopo la sovrana si vide recapitare “Esercizi e Compendi di Matematica Avanzata” del professor Charles Lutwidge Dodgson.
Se avesse saputo che Alice nel 2011 si trova meglio a vagare per Wonderland armata di un coltellaccio imbrattato di sangue forse gli insiemi di numeri complessi le sarebbero apparsi un po’ più meravigliosi.
Oltre alla regina molti altri non si aspettavano un seguito da parte di Spicy Horse (la software house capitanata da American) che con Alice Madness Returns dovrà affrontare un eterno problema: il giusto bilanciamento fra design e gameplay. Inutile negare che i diversi titoli partoriti da American McGee erano tanto caratterizzati quanto deboli dal punto di vista strettamente ludico. Scenari onirici poggiavano su meccaniche formate a colpi di scure impedendo ai titoli sviluppati di risaltare nel panorama next-gen fattosi via via sempre più... intra-esigente.
Alice Madness Returns tenterà di farsi grande in mezzo ai tanti titoli in uscita ingerendo una torta fatta di stile, parti action, parti platform e tanta innocua follia.
Dopo undici anni di cure e il trasferimento dal manicomio di Rutledge all’orfanotrofio di Houndsditch la salute mentale della giovane Alice è lungi dall’esser salda e la situazione londinese non aiuta di certo con gli altri orfanelli che la deridono e la accusano di aver ucciso i propri genitori. Basta questo ed un gatto che le attraversa la strada per farla cadere nuovamente nel baratro della follia. Atterrata fra gli arbusti di un Paese delle Meraviglie che ormai di meraviglioso ha solo il nome e il ricordo, Alice si trova a dover affrontare nuovamente deviati abitanti di un paese altrettanto deviato che di fatto non è altro che la trasposizione della sua fragilità psichica.
Secondo quanto trapelato fin’ora la trama si concentrerà maggiormente sulla scomparsa della sua famiglia e sulla ricostruzione, tramite una strada fatta di ricordi ed allucinazioni, degli avvenimenti immediatamente precedenti.
Il bianconiglio mannaro
Attraverso paesaggi in grado di disturbare quanto di ammaliare il giocatore per il loro stile e le loro atmosfere, Alice Madness Returns sarà un titolo dark, malinconico e poco incline alla normalità. I livelli, dalla visione McGee della Londra vittoria di fine ‘800, al cupo bosco in cui vaga lo Stregatto, avranno tutti un loro stile differente che andrà ad allacciarsi con la parte di trama in corso. Ad esempio il livello del Cappellaio Matto sarà un ambiente dove gli ingranaggi degli orologi si daranno il turno con architetture ispirate alla forma della teiera e dove i conviviali del celeberrimo cappellaio non sono altro che bambole meccaniche.
Nelle sue peregrinazioni alla ricerca più di se stessa che di altro Alice sarà armata di un coltellaccio per difendersi dagli abitanti di un paese che ormai ha molto poco di meraviglioso.
Alternando fasi platform con altre improntate al combattimento Alice Madness Returns doterà il giocatore di un’arsenale, se così si può dire, composto da attrezzi specifici. Oltre al già citato coltellaccio per l’offesa, sarà possibile usare un ombrello come scudo, una teiera come lancia-granate e un macina pepe come mitragliatrice. Proseguendo nell’avventura diventerà disponibile una testa di cavallo a dondolo facente ruolo da martello gigante e dei simpatici coniglietti kamikaze utili per aprire varchi nei muri e separare i nemici, a livello viscerale s’intende.
La novità più interessante sarà data dalla capacità di Alice di rimpicciolirsi fino a dimensioni lillipuziane bevendo la famigerata pozione. Durante la trasformazione non cambierà solo la prospettiva dei livelli di gioco in ovvio senso fisico, aprendo nuove strade per proseguire nel gioco (buchi e anfratti minuscoli diventeranno caverne e canyon), ma consentirà di vedere l’ambiente in maniera diversa, appariranno ponti e passerelle prima invisibili a esempio... un po’ come la visuale detective in Batman Arkham Asylum per intenderci.
In base a quanto detto dal team di sviluppo più avanti nel gioco sarà anche possibile “ingigantirsi” per affrontare nemici altrimenti colossali.
Alice stessa sarà molto agile, tanto da poter compiere doppi salti e fluttare per brevi tratti. Infine, tutte le armi, e probabilmente anche le abilità, potranno essere potenziate tramite la raccolta di particolari denti rintracciabili nei livelli o recuperabili come bottino dai nemici sconfitti.
The spiderman is having me for dinner tonight!
Alice Madness Returns forte dell’esperienza di American Mcgee nel creare atmosfere indimenticabili e personaggi che rimangono impressi nella memoria del giocatore, dovrà saper soddisfare anche da un punto di vista più materiale: il divertimento e il ritmo.
Attraversare paesaggi da incubo, onirici, irreali su sentieri troppo guidati e ripetendo sempre le stesse meccaniche, causerebbe al gioco un danno che nessuna perfezione visiva potrebbe far passare in secondo piano. Si rischierebbe di trovarsi nella stessa situazione di quei film che, una volta visti al cinema, ci si rende conto che le parti più belle erano già tutte nel trailer.
Essendo questo un aspetto analizzabile solo con pad alla mano, bisogna incrociare le dita e sperare che, dopo 11 anni, American Mcgee abbia deciso di far precipitare nuovamente Alice nella follia con l’intento di farla spiccare fra i titoli dell’estate come uno dei più interessanti. Tracollo nervoso previsto per il prossimo 14 giugno.


