Se negli anni ’50 con il titolo: “Dark City”, usciva un mediocre thriller con un esordiente Charlton Heston, quasi 50 anni dopo il creatore de “Il Corvo”, Alex Proyas, firma un altro Thriller dall’omonimo titolo, gettando le basi per un cult movie come “Matrix”.
Il “Dark City” di Proyas, propone un Fanta-Thriller dai toni scuri e ambienti rarefatti, che abilmente preludono a quella che è la situazione reale (scenografie poi riutilizzate in Matrix).
Il Film è ricco di simbolismi che ne suggeriscono una lettura più profonda e la regia, ben curata, è molto attuale: calca inquadrature che ridisegnano le Graphic Novel di Allan Moore e Neil Gaiman, da cui gli stessi personaggi sembrano essere attinti, da segnalare William Hurt (investigatore cinico e perfezionista) e Kiefer Sutherland (ravveduto medico che aggisce da doppio-giochista per il bene umano).
La Colonna Sonora non è esaltante, e a parte le due affascinanti, ma brevi, performance canore di Jennifer Connely, le musiche accompagnano sufficientemente lo scorrere della pellicola, ma il vero coinvolgimento lo si trova nella trama (originale per il 1998):
Una città fa da “laboratorio” agli Strangers: alieni in grado, con la sola forza del pensiero, di ridisegnare l'esistenza, i ricordi ed il contesto di vita di migliaia di esseri viventi. John Murdoch si sveglia in un sinistro albergo per scoprire di essere ricercato per omicidio: ma i suoi ricordi non quadrano... John non è tuttavia una cavia qualsiasi ed è deciso a risolvere l'enigma intricato di un'identità che non sembra corrispondergli…
Il finale del film viene suggerito all'inizio della pellicola: la stanza dove si trova John è la 614 e nella Bibbia: “Giovanni 6:14” è riferito alla venuta del Salvatore; ed è proprio John quel Salvatore, che restituirà la libertà a tutta la città in un finale un po’ troppo colorato, e un po’ alla “the Truman Show”.
In conclusione, “Dark City”, non è un cult e non verrà acclamato dai cineasti, ma sicuramente è una pietra miliare di un genere e con una regia sempre più attuale, che certamente ridimensiona di molto il suo più illustre successore: “Matrix” e anche di molto il talento dei fratelli Wachoskwy che sembravano aver creato un mito della fantascienza con farina del loro sacco.
Ma se siete amanti del Thriller classico: senza Alieni, Cyborg o Superuomini vi rimando a 2 film del genere: “Memento” e “Following” entrambi di Christopher Nolan, regista e sceneggiatore Inglese fra i migliori del momento.
Andrea "Rea" Mangano.



