QUANDO L’INFERNO SARA’ PIENO, I MORTI CAMMINERANNO SULLA TERRA
Introduzione
E’ un Sabato pomeriggio come tanti altri. Il sottoscritto sarebbe dovuto andare in giro per locali con gli amici, se non fosse che tutti hanno ceduto alla pigrizia e alle tentazioni del caldo focolare, abbandonandomi tra le verdi e ipnotiche grinfia della mia 360.
Ma io ho un articolo da scrivere! E’ passata ormai una settimana, e devo guadagnarmi il posto nella redazione di GAME. Dunque, dove cercare ispirazione? Chi sarà la mia prossima musa?
Una piccola cittadina americana di nome Willamette, un audace e sfortunato fotografo, Frank West, e tanti, ma tanti zombie da massacrare: “Chop till you drop!” And the winner is: DEAD RISING, capolavoro del 2006 firmato CAPCOM.
Come già detto Dead Rising è stato sviluppato dalla software house che ha dato i natali alla saga di Resident Evil, cult game degli anni ’90, che ha rilanciato dal Giappone il genere survival horror. Se nella saga dedicata alla malefica corporazione UMBRELLA era già evidente una forte ispirazione a pellicole di George Romero quali Night of the living dead(1968), Dawn of the dead (1978) e Day of the dead (1985), questa influenza appare ancora più esplicita, per non dire palese, in Dead Rising. La storia di questo gioco presenta un contesto e alcuni personaggi molto simili a quelli descritti nel secondo capitolo della trilogia dei morti di Romero (poi divenuta una tetralogia con Land of the dead, 2005), rendendo D.R. un’interessante retrospettiva e approfondimento sul tema, nonché la sublimazione del genere “zombicidio”.
UMBRELLA NO MORE
Storia
La trama di Dead Rising è tanto semplice quanto avvincente. Voi impersonerete Frank West, un intrepido fotoreporter che, avendo ricevuto una dritta su un caso scottante, si reca nella cittadina di Willamette, in Colorado, in cerca dello scoop di una vita. Il governo degli Stati Uniti ha messo la zona in quarantena, ma il protagonista, con l’aiuto di un pilota e del suo elicottero, riesce ad aggirare in volo i posti di blocco. Le linee generali della vicenda vengono gettate sin dai primi minuti di gioco, quando scoprirete che la cittadina è in preda al caos e che avete solo tre giorni per “coprire” la notizia. Frank si fa lasciare sulla cima di un grosso centro commerciale con la promessa di trovarsi 72 ore dopo esattamente nello stesso posto, per tornare a casa con un articolo da Pulitzer. Tempus fugit, e in men che non si dica vi ritroverete in mezzo all’azione, tra un manipolo di maldestri superstiti che, poco dopo il vostro arrivo, lasceranno entrare all’interno dell’edificio orde di zombie. Da questo momento in poi i compiti di Frank si moltiplicano con il passare del tempo. Un orologio vi indicherà costantemente quanto vi rimane prima della grande fuga e scandirà l’avanzare delle vostre missioni attraverso le tre giornate.
Scordatevi la UMBRELLA e le sue aberrazioni genetiche da laboratorio, perché in Dead Rising sono gli zombie a farla da padrona. Gli unici nemici “non-non-morti” (o volendo “morti wanna be”) che dovrete affrontare sono una carrellata di simpatici boss umani soprannominati “gli psicopatici”. E’ questo forse l’aspetto più interessante del titolo CAPCOM, che al contrario di Resident Evil non disdegna un po’ di “mal-sana” comicità e di satira. La cittadina di Willamette è quanto di più a stelle e strisce si possa immaginare, e il fatto che l’istinto primario dei non-morti locali sia quello di recarsi al centro commerciale, la dice lunga sugli intenti satirici del gioco. Infatti, la galleria di boss che dovrete affrontare non è altro che un compendio di americanità media e topoi del cinema horror hollywoodiano di serie B. Xenofobia, razzismo e ignoranza sono alcuni dei temi principali veicolati attraverso le storie di questi bizzarri personaggi.
L’apparato narrativo si avvale di numerose cut-scene che lentamente svelano tutti i retroscena della storia. Queste, assieme ai messaggi radio che riceverete sulla vostra ricetrasmittente, sono gli strumenti principali di sviluppo della storia, mentre a voi sarà affidato il compito si immortalare il tutto con la vostra fedele macchina fotografica.
TUTTI PAZZI PER FRANK
Gameplay
Andiamo dritti al sodo: Dead Rising non è un gioco per tutti. Come direbbe un programmatore di mia conoscenza (e grande estimatore delle opere del buon Carmack) D.R. è un “videogioco-giocattolo”, per via della sua intrinseca tendenza a deviare l’attenzione del giocatore verso obbiettivi differenti da quelli inizialmente proposti. Prendete Resident Evil e fondetelo con G.T.A. e otterrete più o meno il mix di gameplay sviluppato da CAPCOM per questo titolo. La struttura è a metà tra il lineare e il free roaming, laddove lo sviluppo degli eventi è strettamente pianificato e scriptato, mentre a voi è lasciata la scelta di seguire la storia principale o infischiarvene delle priorità di Frank e divertirvi con un po’ di sana e libera ultraviolenza. Infatti, subito dopo le prime missioni avrete accesso a tutte le aree del centro commerciale. Se doveste fallire o ignorare una delle quest principali (dette scoop) tutte le successive diverranno automaticamente non più accessibili e vi verrà chiesto di scegliere se caricare l’ultimo salvataggio o continuare la partita senza seguire più la trama. Ma questa è solo la punta dell’iceberg della complessa struttura del gioco. Dopo aver perso l’accesso agli scoop, potrete decidere in qualsiasi momento di terminare la partita, salvando lo status del personaggio, per ricominciarne una nuova con tutte le abilità sbloccate e ottenute fino a quel momento. Per quanto tanta libertà di scelta possa apparire come un paradiso videoludico, la ripida curva di apprendimento e l’imbarazzante numero di nozioni che è necessario apprendere la prima volta che si approccia il gioco, rendono Dead Rising un gioco non per tutti, che richiede alcune ore affinché si possa entrare in confidenza con le sue dinamiche.
Lasciando da parte l’aspetto meramente gestionale del gameplay, l’azione e l’interattività del mondo di gioco sono disarmanti. Praticamente tutto ciò che si trova all’interno del centro commerciale può essere distrutto o utilizzato come un’arma per abbattere gli avversari. CD, piatti, motoseghe, ombrelloni, coltelli, fucili, sparachiodi, mazze, motociclette, automobili, bombole del gas, maschere e pupazzi sono solo alcuni esempi dell’enorme varietà di oggetti disponibili. Frank, inoltre, acquisirà punti esperienza per ogni azione compiuta (foto scattate, uccisioni, salvataggi, scoop), che vi consentiranno di apprendere nuove abilità e ottenere nuovi slot per gli oggetti. Il tutto tornerà estremamente utile nei momenti in cui dovrete salvare gli stupidi superstiti (perché privi di alcun tipo di I.A.) e quando dovrete affrontare gli ostici boss che presidiano ogni settore del centro commerciale. In quelle circostanze infatti dovrete far appello a strategie degne del miglior stratega e ad ingenti quantità di cibo per poter infine sconfiggere l’inviso e odiato nemico. Ogni psicopatico avrà i propri punti di forza e punti deboli, che voi dovrete individuare e sfruttare a vostro vantaggio per poter assistere alla tanto truculenta quanto appagante cut-scene successiva.
TEORIA E TECNICA DELLA MACELLAZIONE
Grafica e sonoro
Mai orde di zombi furono tanto belle. Forse non è giusto utilizzare un incipit di così gran trasporto per descrivere l’aspetto tecnico di un prodotto, ma se come il sottoscritto avete sempre sognato di poter vivere in prima persona una delle scene girate da G. Romero, Dead Rising vi entusiasmerà come la mattina di Natale. Il sistema swarm, utilizzato dalla software house per ricreare folte orde di zombi, permette la gestione di un impressionante numero di personaggi che riempiranno l’ambiente di gioco. Dovrete letteralmente sgomitare tra le masse di non-morti per farvi strada verso la vostra meta. Detto questo, è naturale che un alto numero di personaggi su schermo vada a discapito del dettaglio dei modelli. Le texture degli ambienti e dei nemici non sono eccessivamente dettagliate e un più solido sistema di illuminazione avrebbe sicuramente giovato all’atmosfera del gioco. Le cut-scene presentano invece modelli più curati e una gestione delle ombre più drammatica, tutti elementi che rendono estremamente godibili questi momenti.
Il gioco utilizza l’ormai svenduto sistema havock per la gestione della fisica. I vostri colpi andranno sempre a segno in modo discretamente realistico, scaraventando per il livello i corpi degli avversari e gli oggetti colpiti. Con l’aiuto di Frank potrete afferrare uno zombi con una mossa di wrestling e lanciarlo addosso agli altri nemici, oppure più semplicemente trivellarne uno con il trapano e utilizzare il suo corpo rotante come estensione della vostra arma.
L’ I.A. dei personaggi, in particolare quella degli alleati, è decisamente modesta, fatto che crea non poche difficoltà nel momento in cui cercherete di portarli in salvo ed essi andranno sistematicamente a gettarsi tra le braccia dei famelici zombi. Il problema è parzialmente risolvibile munendo di arma l’immeritato superstite e cercando di indicargli la via di fuga più sicura da seguire.
Sotto il profilo audio, gli effetti delle armi sono sicuramente azzeccati, e la musica d’ambiente, che riecheggia per i negozi del grande magazzino, amplifica l’interessante atmosfera grottesca che gli sviluppatori hanno voluto donare al gioco.
CHOP TILL YOU DROP!
Conclusioni
Se amate il genere horror e siete stanchi di trame da film di serie B con ambizioni da oscar, se amate la pungente ironia dei film di Romero e volete sfogare la violenza repressa che c’è in voi, Dead Rising è il vostro gioco. Se invece siete dei semplici appassionati del genere action a tinte nere, date comunque una possibilità ad un titolo che, anche dopo alcuni anni dalla sua uscita, ha ancora qualcosa di originale da dire e può regalare intense sessioni di gioco a chiunque abbia la pazienza di investire alcune ore per imparare a conoscerne la struttura. Il comparto tecnico ancora adatto allo scopo, l’originalità del progetto e la controversa ironia che lo caratterizzano, rendono Dead Rising un classico da giocare ancora oggi, anche grazie all’interessante prezzo attualmente proposto per il prodotto.
GRAFICA 73
Gli anni si vedono, ma le orde di nemici e il sangue a fiumi continuano a fare la loro disgustosa figura
SONORO 80
Generalmente nella media, ma particolarmente apprezzabile il contrasto creato tra le macabre scene e la leggerezza di alcuni temi
GIOCABILITA' 85
Date libero sfogo alle vostre più perverse fantasie in fatto di zombicidio
LONGEVITA' 80
La trama principale non è lunghissima, ma la grande varietà di azioni disponibili lo rendono un prodotto praticamente intramontabile
VOTO 80
Immergetevi nel perverso ritratto di satira e sangue creato da CAPCOM, disponibile ora ad un prezzo estremamente concorrenziale


