Adrubale ha scritto:Premesso che anche i siti internet sono oramai inseriti nella categoria dei periodici, l'aperiodicità è rilevante solo in casi di palese non uniformità tra una uscita e l'altra. Esistono aperiodici che escono praticamente ogni mese e che sfuggono alla catalogazione solo per motivi fiscali. A voler essere ancora più fiscali, anche i cataloghi anni 80 di Atari e compagnia bella erano di fatto riviste di videogiochi gratuite, tant'è che le prime riviste di videogiochi nacquero proprio da queste pubblicazioni (Atari Age).
GameOn era una rivista regolarmente registrata, mentre la seppur breve rivista di Multiplayer fu anchessa redatta sotto marchio registrato.
Dunque, facciamo largo ad equivoci evidenti.
Da wikipedia:
"Per rivista si intende una pubblicazione periodica, che appare cioè a determinati intervalli superiori alle 24 ore, e che tratta di argomenti riguardanti un particolare settore di studio o di attività in modo più o meno esauriente, prevalentemente a fini di aggiornamento e di approfondimento."
1. Aperiodici che escono ogni mese, non catalogati per motivi fiscali.
Il fatto che una pubblicazione aperiodica sia più o meno regolare non la rende periodica. Il fatto che non sia registrata per motivi fiscali la riporta ad un ambito diverso (fanzine). Una rivista deve essere appunto registrata in tribunale.
2. Cataloghi anni '80 di Atari.
Come spiegavo nel mio intervento precedente, i cataloghi di una singola azienda non sono riviste, bensì house organ. Anche se sembrano riviste (sono di carta, hanno foto e testi)... non sono riviste, sono cataloghi con articoli o comunque vincolati a veicolare messaggi commerciali
3. Riviste in PDF
GAME non è stata una rivista in PDF, bensì il primo mensile stampato su carta gratuito dedicato ai videogiochi. Il primo che non fosse un catalogo o house organ di singole aziende.
Spero sia abbastanza, ma se serve altro basta chiedere!



