Curiosando su uno dei siti di informatica, hi-tech ed attualità tecnologica più autorevole ed informato d'Europa (Punto Informatico) ho trovato una news che era passata molto sottotraccia un pò ovunque, causa console war presumibilmente, che vede protagoniste Microsoft e Sony. Questa news, datata 30 Luglio 2009, riguarda i dati di vendita delle console ed i profitti annessi, e precisamente quelli di Sony PS3 e Nintendo Wii.
Nel confronto diretto, in base alle dichiarazioni ufficiali per la chiusura dell'anno fiscale, Sony, come è già stato detto più volte, aveva subito un calo di vendite nell'ultima trimestrale di Aprile/Giugno, passando da 1.6 milioni di console vendute a 1.1 milioni ed aveva chiuso il bilancio nell'anno fiscale, chiuso ad Aprile, con una perdita di oltre 300 milioni di dollari.
Ben più preoccupante, ed oggetto di questo topic, è il calo subito dal Nintendo Wii, quantificato in base alle dichiarazioni ufficiali, con un calo del 60% nelle vendite della console (e dei relativi profitti) nell'ultimo anno. Come se questo calo non bastasse a preoccupare sufficientemente i boss Nintendo, ecco spuntare i dati relativi agli utili netti della cara vecchia grande N, in vertiginoso calo dai 100 miliardi di Yen del 2008 agli attuali 42 miliardi di Yen, in riduzione quindi anch'essi quasi del 60%.
Altra brutta notizia è il calo delle vendite della console portatile Nintendo DS, che, nonostante il lancio del DSi, ha visto un calo di circa un milione di unità rispetto al medesimo periodo di riferimento.
Ad una attenta analisi effettivamente entrano in gioco la crisi economica ed il mutamento del prezzo di riferimento dello Yen Giapponese, sfavorevole nel cambio per il paese del Sol Levante. Ma, nonostante tutto, è un dato che va confrontato direttamente con la concorrenza e, in assenza di dati aggiornati sul versante Microsoft, si deve fare un confronto diretto con Sony, altra ditta giapponese che ha subito le stesse identiche condizioni svantaggiose di Nintendo in patria.
Sony, pur avendo con PlayStation 3 un prezzo sensibilmente superiore rispetto alla concorrente, nonostante la crisi, lo yen e tutte le altre problematiche nei vari paesi del mondo in cui è commercializzata, ha subito un calo del 30% nelle vendite rispetto al precedente trimestre.
Dall'altra parte Nintendo con il suo Wii ha avuto, come già detto, un calo del 60% nelle vendite, il doppio di quanto abbia perso in termini di vendita di console la stessa Sony.
Cosa significa questo dato?
Probabilmente ci si sta avvicinando alla saturazione del mercato per i cosiddetti "casual gamers", che ora spendono molto meno e non comprano più console come prima.
La domanda, che sorge spontanea, è: come farà Nintendo, ora che il mercato delle proprie console è in vertiginoso ribasso, con la crisi, a mantenersi in vita, viste le esigue vendite di software (causa dell'utenza casual gamers poco propensa a spendere per avere più di uno/due giochi)?
Gli hardcore gamers, nonostante la crisi, continuano a comprare, seppur meno che in passato, console e software mentre i casual gamers che, giustamente, ritengono i videogames un lusso in questi periodi stanno chiudendo il portafogli e di conseguenza escludendo Nintendo da una fetta di mercato che "vorrebbe ma non può" per ragioni economiche, una "fetta" che potrebbe essere decisiva per il futuro.
A questo punto le sorti di Nintendo dipendono essenzialmente da due fattori: la crisi economica e la prossima generazione di console.
Il primo è un fattore incontrollabile, che influenza soprattutto il mercato a cui si rivolge il Wii ed in misura molto minore il mercato Xbox/PlayStation (che continua ad essere ricettivo e ricco di novità , nonostante la crisi economica), mentre il secondo, stando a quanto dichiarato mesi fa dai boss Nintendo, sarà incentrato su una evoluzione del Wii, con qualche nuova soluzione a livello di controller mantenendo un hardware molto simile, per massimizzare i ricavi. Se la strada scelta dalla grande N sarà questa, considerando la scarsa propensione dei casual gamers a comprare una nuova console, un lusso già concesso una volta, la politica commerciale ed i pochi software di qualità rispetto alla concorrenza (che va di pari passo agli investimenti, impossibili se si è una piccola realtà come Nintendo e se si deve sopravvivere ad una crisi), beh, la strada sembra essere purtroppo abbastanza segnata.
Non per fare drammi o proclames di chissà quale tipo, ma se la "curva" di discesa imboccata da Nintendo rimarrà così o addirittura aumenterà di pendenza, conti alla mano, per Nintendo il "mondo" potrebbe finire veramente nel 2012.





