“Dobbiamo dimostrare al mondo che non eravamo tutti come lui.”
Un Colonnello Nazista senza occhio sinistro, mano destra e senza due dita nell’altra, e un nome intimidatorio: Von Stauffenberg.
No, non è la descrizione del cattivo di un vecchio film di fantascienza degli anni ‘80, ma un Eroe, un Colonello Tedesco che, il 20 Luglio del 1944, assieme ad altri complici nell’esercito organizzò un attentato per uccidere il Leader Nazista Adolf Hitler. All'omicidio sarebbe seguita la presa del potere a Berlino, sfruttando il piano denominato Operazione Valchiria per assumere il controllo dei centri di potere della città.
Ed è proprio questa: “Operazione Valchiria” che dà il titolo al nuovo film di Bryan Singer, un thriller d'ufficio basato su eventi reali.
Ci troviamo, però, di fronte ad un lavoro che se anche mantiene correttamente gli avvenimenti storici, non alterando i fatti e riproponendo fedelmente ambienti e costumi, non si esalta e non si distingue da Opere come “Schindler’s List”, “Munich” o le molteplici pellicole che affrontano di argomenti storicamente delicati sulla seconda guerra mondiale e non.
Fra le scene cult da evidenziare: la Cavalcata delle Walkirie di Wagner che fa da colonna sonora in un bombardamento che costringe la famiglia Stauffenberg a rifugiarsi nello scantinato; e le struggenti fasi finali con le citazioni storiche che sottolineano il voler reagire ad un regime, quello Nazista, che non tutti condividevano.
Da segnalare comunque una rinascita del regista Bryan Singer che dopo pellicole deludenti come: “Superman: Returns” o i due “X-Men” ritorna dopo “I Soliti Sospetti” a firmare un lavoro di qualità.
Della stessa lunghezza d’onda è Tom Cruise (Colonello Von Stauffenberg) che abilmente veste un personaggio che dall’aspetto sembra una versione addolcita di Snake Plissken di “1997: Fuga da New York” ma che come lo Schindler Spielberghiano ha l’animo di un Eroe vero.
Ma se da un lato la presenza di Tom Cruise ha indubbiamente dato spessore alla pellicola e ha riempito le sale, dall’altro ha creato non pochi problemi durante la produzione del Film. La sua appartenenza alla discussa setta di Scientology, infatti, è stata motivo di complicazioni, da prima il figlio del vero Colonello Von Stauffenberg non lo voleva per interpretare quel ruolo, e poi le istituzioni tedesche: con la negazione alla proposta della produzione di girare la scena del fallito attentato nel luogo dove accade veramente la vicenda.
In Conclusione, “Operazione Valchiria”, è una pellicola che ben ricostruisce ed enfatizza una vicenda poco conosciuta, e sottolinea che sotto il regime hitleriano non tutti i Tedeschi erano nazisti senza coscienza, ed è anche consigliato per il fatto che tratta di una delle poche vicende in cui al cinema gli eroi sono proprio i nazisti.
Andrea "Rea" Mangano


