PRO EVOLUTION SOCCER 2010
Konami prova a difendere lo scettro di re del calcio.
Genere: Simulazione Calcistica
Produttore: Konami
Sviluppatore: Konami
Giocatori: 1-4
Multiplayer: Si
Data Rilascio: Ottobre 2009
Fin dai tempi del Super Nintendo la serie calcistica giapponese è riuscita a stupire, grazie ad una giocabilità fantastica ed a un livello di realismo mai visto fin da quei tempi. Con gli anni la tecnica si è evoluta e il passaggio, prima a 32 e poi a 128 bit, ha solamente giovato a colui che per anni ha detenuto il titolo di re dei giochi del calcio. Se il nome è cambiato – da International Superstar Soccer a Pro Evolution Soccer, passando per le versioni nipponiche Winning Eleven –l’anima è rimasta sempre quella. Ai giocatori non interessava se il nome del loro campione era leggermente storpiato, a loro importava sedersi davanti uno schermo e iniziare a giocare per ore o, in caso di compagnia, per giorni interi. Però sembra che a sedersi non siano stati solo i giocatori ma anche qualcun altro nel lontano Sol Levante.
Il terzo episodio della serie sulle console next-gen cerca di riacquistare il vantaggio perduto con le versioni 2008 e 2009. La concorrenza di FIFA si fa sempre più inesorabile e ogni anno la casa americana ruba qualche fan. Perché? Perché mentre la società di Redwood ha incassato i colpi in maniera magistrale e ogni anno ha sfornato delle ottimizzazioni fino ad arrivare all’ultimo FIFA 10 che rasenta la perfezione, Konami sembra essersi rassegnata al fatto che di più non si può fare, ma dopo due anni di delusioni finalmente Shingo “Seabass” Takatsuka tira fuori dal cilindro un prodotto valido e degno di tener testa all’avversario, pronto per l’ennesima finale!
Ma passiamo all’analisi del gioco.
Le migliorie apportate a Pro Evolution Soccer 2010 sono visibili soprattutto nella veste grafica. Il livello dei dettagli risulta,infatti, elevatissimo e, sicuramente, il migliore della serie. Le animazioni del corpo sono fluide e prive di rallentamenti, anche se l’imposizione di sole otto direzioni in fase di movimento fa storcere un po’ il naso a non pochi. Ciò nonostante, veder correre i vostri campioni e i gol realizzati vi manderà in visibilio e non rimpiangerete la spesa sostenuta.
Mentre per quanto riguarda la grafica PES 2010 segna un importante passo avanti nei confronti delle sue versioni precedenti, per la giocabilità si limita a conservare il risultato raggiunto precedentemente. Nonostante l’altissimo livello, che,come già detto in precedenza, rappresenta il punto di forza di tale serie calcistica, non si riscontrano particolari novità.
Konami propone le ormai canoniche e classiche modalità di gioco: le amichevoli per le partitelle veloci, i vari campionati e tornei, dove non si può non bacchettare Seabass per la mancanza di un’importante compagine come la Bundesliga, la sempre verde Master League e la modalità Mito, rivista e migliorata ulteriormente.
La Master League è ancora una volta il punto nevralgico per il single player. La longevità di questa modalità è ottima, anche se è un po’ frustante a fine stagione veder retrocedere una squadra della propria nazione e promuovere squadre come il fantomatico Ganzoraccio. Tuttavia a parte questo che può, per qualche verso, sembrare un difetto, la struttura si concentra quasi totalmente sulle partite in sé per andare a toccare marginalmente parti manageriali come la ovvia compravendita di giocatori e la gestione dei contratti di sponsor onde poter rimpinguare le casse del club unitamente agli immancabili ingressi allo stadio.
La modalità Mito aggiunge un po’ di pepe alla salsa del monocorde gioco del calcio. Qui potrete indossare i panni di un vostro alter ego e intraprendere con lui una favolosa carriera calcistica. La storia avrà inizio con una partita dove giovherete in una squadretta locale e, a seconda delle prestazioni, riceverete le offerte dalle squadre del campionato scelto in fase di configurazione. Dopodiché potrete avanzare per tutti i cinque campionati presenti nel gioco – italiano, spagnolo, francese, inglese e olandese – e non mancheranno ovviamente le convocazioni in nazionale per partecipare alla coppa del mondo e agli europei dopo le rispettive fasi di qualificazione. Inutile dire che la maggiore soddisfazione si ha scegliendo dei ruoli strettamente offensivi. Nonostante i vari livelli di difficoltà – 5 per ogni modalità di gioco - non sarà difficile farsi strada nella carriera calcistica intrapresa, anche se noterete che i vari allenatori che vi seguiranno non riporranno quasi mai una totale fiducia su di voi, tanto da sostituirvi quasi sempre al 60’ anche dopo essere partiti titolari e aver segnato una doppietta!!! Decisamente manca, e sarebbe il caso di inserirla, una funzione che imiti la stizza del giocatore al momento del cambio, ma forse non sarebbe politically correct perché la sostituzione è per il bene della squadra, no?
In tutte le modalità il divertimento quindi regna sovrano, ma il prezzo per questo successo è un notevole passo indietro a livello di realismo di gioco. Le partite risultano frenetiche, il pallone fila che è un piacere e allo stesso tempo è molto facile intercettare un passaggio, tanto che non noterete - forse - l’assenza di licenze ufficiali come i nomi della Premier League e della Liga spagnola. Squadre e maglie di club blasonati come Chelsea e Manchester City saranno solamente frutto di un’indigestione di sushi degli sviluppatori nipponici.
Gli arbitri sono praticamente senza fischietto limitandosi ad essere un semplice arricchimento coreografico in campo (scordatevi di vedere molti rigori in questa serie) e risulta fin troppo efficace l’utilizzo di campioni che sembrano inarrestabili come Cristiano Ronaldo, Pato o Messi. Già dopo poche partite imparerete, nel bene e nel male, la facilità di segnare con uno di questi campioni dopo un veloce contropiede o un cross dalla fascia. Insomma più divertimento e meno realismo, un po’ sembra ritornare alle vecchie glorie calcistiche dei coin op di un tempo come il mitico Virtua Striker.
Tra le modalità descritte non avete trovato quella online? Non si può dimenticarla ovviamente, anzi merita una considerazione a parte.
La modalità Online, infatti, è stata sempre presa a calcioni da tutti i giocatori. Konami sembra non aver trovato ancora la formula magica per avere la fluidità di altri giochi che online fanno davvero la differenza (chi ha detto Modern Warfare?). Nonostante l’annuncio del rinnovo del team messo a cura della sezione online i lag si susseguono e le pecche, descritte prima, riguardanti la giocabilità si fanno sentire ancora di più. Se volete fare un bel derby Palermo – Catania non pensateci neanche, è solo un sogno che possa avvenire casualmente. Online si troveranno quasi esclusivamente Real Madrid e Barcelona per quanto riguarda i club, Brasile e Spagna per quanto riguarda le nazionali. Ma per un mezzo passo indietro – si può dire che non ci siano stati né miglioramenti né peggioramenti – se ne rileva uno decisamente in avanti. L’introduzione della Comunità, in effetti, fa si che si possa creare un punto di ritrovo per le tribù dei giocatori e quasi tutti i forum videoludici ne hanno una propria per poter organizzare tornei con squadre che altrimenti non si vedrebbero mai. Infatti chi prenderebbe il Chievo sapendo di trovarsi contro Barcelona o Real Madrid? Questa positività riscatta quasi del tutto la mancanza di ulteriori innovazioni riguardante la giocabilità.
In conclusione Pro Evolution Soccer 2010 è un ottimo gioco di calcio senza dubbio, ma se da una parte si ritiene doveroso premiare il livello sempre più alto, in qualche modo, per amor di verità, bisogna anche ammettere gli aspetti che ancora necessitano di miglioramenti. Ormai il passaggio verso un titolo molto più arcade a discapito di un realismo tattico è palese. Sicuramente non influenzerà chi lo acquista per poter passare una bella serata in compagnia a tirare un po’ di calci al pallone, rendendosi protagonisti di azioni eclatanti, contropiedi mozzafiato e gol spettacolari.
Chi invece si attende da PES un maggiore realismo sulla fisica, sulle tattiche e l’andamento della partita può tranquillamente girarsi a guardare l’altra sponda calcistica e aspettare il prossimo episodio che, secondo il mitico Seabass, sarà qualcosa di mai visto prima.
Il fatto che tale indiscrezione sia fuoriuscita solo un mesetto dopo la release di PES 2010 fa un po’ storcere il naso ma anche ben sperare!
VALUTAZIONE
GRAFICA: 9 – Livello di dettaglio altissimo, dalle texture dei giocatori allo svolazzamento delle magliette durante le animazioni
SONORO: 7 – Una colonna sonora senza gloria né infamia, mentre è apprezzabile sicuramente il tifo di casa durante le partite e il cambio delle espressioni in base all’andamento della partita. Il commento di Pardo e Altafini è come sempre serio, comico e delirante allo stesso tempo.
GIOCABILITA’: 9 – Non vi annoierete mai, il divertimento sarà sempre assicurato.
LONGEVITA’: 7 – E’ pur sempre un gioco di calcio… e dura quasi sempre un anno.
TOTALE: 8,5
Gionny "The King"





