Ritorno alle origini e innovazione, è possibile?
Sono passati parecchi anni dall'uscita dell'ultimo Driver su console casalinghe (Parallel Lines), questo nuovo capitolo rappresenta la prima uscita su console della generazione corrente da parte degli studi Ubisoft Reflections. Il tutto, condito da un buon motore grafico, che garantisce 60 fotogrammi al secondo stabili, cosa sempre gradita per una fluida esperienza di gioco, nonché da un'ottima colonna sonora e menu stilosi, come da tradizione della saga. Come da incipit, tale episodio è un vero e proprio ritorno al passato, ai fasti del primo storico capitolo della saga, quel Driver che all'epoca impressionò tutti per la spettacolarità degli inseguimenti e incidenti, nonché per l'ottima trama da poliziesco anni '70. Un ritorno alle origini, anche perché, rispetto ai tanto criticati “Driver 2” e “Driv3r”, San Francisco è un vero e proprio gioco di guida vecchia maniera: nessuna sezione a piedi, nessuna sparatoria, solo tanta azione a bordo di macchine più o meno veloci, all'insegna della velocità e del puro divertimento. Come accennato sopra, il gioco in questione è anche innovazione, ovviamente riferita al famoso sistema “Shift”.
Shiftare, ohh-ohh!
Ciò che rende Driver San Francisco diverso da qualsiasi altro gioco di guida è proprio lo Shift. Chiunque, vedendo i primi video di gioco ha avuto dubbi sul funzionamento e praticità di tale sistema. In parole povere, la trama riprende da dove si era concluso Driv3r, con il poliziotto in incognito Tanner (il protagonista) all'inseguimento del ricercato Jericho. Dopo le fasi iniziali di gameplay, le quali permettono di prendere confidenza coi comandi, Tanner subisce un forte trauma a seguito di un incidente stradale. Salvo per miracolo, scopre di essere in possesso di un particolare “potere”: viaggiare a volo d'uccello sopra alla città e prendere possesso del corpo di qualsiasi persona, naturalmente in possesso di un veicolo. Tutto ciò sembra quasi ridicolo e troppo fantascientifico, ma è garantito che, essendo il titolo sviluppato attorno ad esso, tale sistema funziona molto bene. La dote in questione diventerà sempre più efficace man mano che si prosegue con la trama, permettendo di salire più in alto (e quindi coprire distanze maggiori in poco tempo) o di passare da un veicolo all'altro con la pressione di un tasto, come nel caso delle gare a coppie o in inseguimenti nel ruolo della polizia. Un esempio dell'efficacia dello Shift si ha proprio nel caso della caccia di malviventi: qualora con le macchine non si è in grado di raggiungere in autonomia i criminali in questione, basta “shiftare” in un veicolo contromano (meglio ancora se un camion) e, con un bel frontale, rallentare o mettere fuori combattimento il ricercato. Gli esempi potrebbero andare avanti per ore, tutto ciò per confermare la bontà di questo sistema, alquanto geniale.
Non solo trama
Oltre alle missioni principali, che in sé non hanno una durata elevatissima, si aggiungono una grandissima quantità di compiti secondari, retribuiti con la “moneta di gioco”, i punti determinazione (PD), che servono ad acquisire garage, vari potenziamenti, veicoli (quasi 150 e per la prima volta nella serie, tutti su licenza) e sfide. I punti determinazione possono anche essere ottenuti eseguendo salti, derapate, sorpassando gli altri veicoli e via dicendo. E' vero anche che, dopo aver comprato tutto ciò che è acquistabile, tali punti continuano ad accumularsi senza poterli utilizzare in altro modo, rendendoli quindi poco utili. Tornando alle missioni secondarie, queste si compongono di sfide di velocità e acrobazie, gare singole o in coppia, inseguimenti nei panni sia dei criminali che delle forze dell'ordine. Degni di nota sono una serie di compiti, nei quali, tramite il già citato Shift, è necessario difendere un blindato dagli attacchi di macchine avversarie, chiaramente lanciando loro contro ogni veicolo che ci capita sotto tiro, meglio ancora se pesante. Per gli amanti del primo capitolo, sono presenti un paio di sfide in omaggio ai fan della serie, molto apprezzate dai seguaci più accaniti del buon Tanner!
Singolo è bello, multigiocatore... anche!
Non contenti di aver creato un ottimo videogioco single player, Reflections ha anche inserito una corposa opzione multiplayer, sia in split-screen su singola console, sia online. Nello specifico, la parte online offre una serie di modalità quasi “anomale” per un titolo del genere, e non solo per il fatto di “shiftare”. Per chi ha provato la demo, sono presenti “Ce l'hai” e “Scia infuocata”. Nel primo, ogni giocatore deve cercare di mantenere la “patata bollente” per più tempo possibile, vince chi ha raggiunto il punteggio previsto; la seconda consiste nell'inseguimento di una DeLorean, la quale emette due scie luminose, il giocatore che riesce per più tempo a stare dietro alla macchina in questione accumulando punti, conquista il round. Parlando di “modalità strane”, è dovere citare il “cattura la bandiera”, classico nel mondo degli FPS, inutile dire che non cambia nulla dall'originale: si tratta (a squadre) di portare una bandiera alla propria base per segnare punti. Sempre mutuata dal mondo degli sparatutto, è presente anche una modalità simile al classico attacca-difendi la base. Si possono citare anche le gare in squadra o staffetta, dove la coordinazione è a dir poco fondamentale per la riuscita delle sfide in questione. Tutte queste modalità si avvalgono dell'utilizzo dello Shift, tranne che per le gare classiche e i Mini GP, dove vince chi meglio guida, rispetto a chi padroneggia al massimo l'innovazione cardine di Driver San Francisco.
E' tutto perfetto?
Fin qui si è parlato di tutto ciò che c'è di buono in questo capitolo della saga poliziesca di casa Reflections, come ovvio che sia, è necessario indicare ciò che non è propriamente stato realizzato a dovere. Graficamente non siamo ai livelli dei mostri sacri del genere. Inoltre sono presenti degli sporadici fenomeni di tearing, però bisogna tenere conto del fatto che il motore di gioco gestisce quasi in tempo reale tutta la città, inoltre la citata grafica non dettagliatissima aiuta a mantenere stabili i già citati 60 frame al secondo. A proposito di fluidità, è giusto dire che, purtroppo, in multigiocatore online, la grafica rimane ancorata ad un framerate inferiore, pur mantenendo un aggiornamento video costante e lag praticamente inesistente, ma sicuramente sarebbe stato gradito lo stesso lavoro della parte a giocatore singolo. Purtroppo è presente anche un piccolo problema sulla IA: nel momento in cui si prende possesso di un altro veicolo, la nostra macchina di origine viene controllata da una specie di “pilota automatico”, purtroppo non sempre all'altezza, tanto che, una volta ripreso il suo controllo, serve sempre una mano da parte del giocatore nel recuperare la distanza persa o addirittura nel riprendersi da incidenti e sbandate.
Concludendo...
In risposta a ciò che è stato indicato all'inizio, ossia se è possibile tornare alle origini ed innovare allo stesso tempo, il responso è assolutamente positivo, gioco promosso a pieni voti! Una volta superati i piccoli problemi indicati in recensione, il titolo Ubisoft si rivela un grande mix di guida vecchia scuola e nuove idee, che non ci si stupirebbe di vedere implementate in altri titoli futuri, simili e non.

Parlando della recensione, è meglio rispondano le autorità competenti 

