Non solo GTA
Rockstar è da sempre garanzia di prodotti di ottima qualità che negli anni si sono saputi distinguere per originalità ed innovazione di un genere di videogiochi di sua ideazione, da cui sono partiti tantissimi tentativi di emulazione, buoni o meno che siano, così come la rinomata serie di Grand Theft Auto, che ha attirato i videogiocatori di tutto il mondo e inaugurando il genere del free roaming, genere, verso il quale sono stati improntati la maggior parte dei titoli di nuova generazione, resi interessanti dalla quasi illimitata libertà di azione concessa al giocatore e per la varietà della giocabilità che essi offrivano.
Ma Rockstar non è solo criminali e scorribande alla Grand Theft Auto, e quando vuole sa dimostrare di essere veramente all’altezza del compito, sfornando titoli che, seppur vagamente simili alla struttura di base del suo titolo di punta, sono in grado di offrire uno spettacolo sempre nuovo agli occhi degli utenti e che risultano interessanti per tutti coloro che vi si avvicinano, proponendo elementi sempre nuovi in un gameplay ormai collaudato, cui appartiene il titolo che andiamo a recensire: L.A. NOIRE.
Come novelli Sherlock Holmes
La struttura del gameplay cala il giocatore nei panni del poliziotto Cole Phelps, ex silver star della guerra del Vietnam, alle prese con una serie di casi che lo aiuteranno a farsi strada nel dipartimento di polizia della città di Los Angeles degli anni 40 e raggiungere i massimi livelli è delle più classiche. Il giocatore partirà dal grado di poliziotto semplice, nei cui panni dovrà risolvere una serie di semplicissime missioni introduttive che permetteranno al giocatore di prendere confidenza con i comandi di gioco e con tutte le infinite possibilità . Al detective Phelps sarà concessa la possibilità di condurre l’azione nella maniera e nelle modalità che preferisce, partendo dall’analisi della scena del crimine, esaminandone minuziosamente tutti i dettagli, che saranno evidenti solo dopo una attenta e accurata analisi delle ambientazioni, molto ben caratterizzate e dettagliate, e fissando la propria attenzione non appena il controller vibrerà evidenziando la presenza di oggetti importanti o nei pressi di locazioni fondamentali che permetteranno di scoprire nuovi dettagli e progredire nella trama. Le indagini potranno essere condotte nelle maniere più disparate, confrontando indizi, interrogando sospetti, ed esaminando i corpi le scene del crimine e più dettagliatamente gli oggetti presenti sulle stesse in cerca delle prove che incastreranno i colpevoli.
Il modello di gameplay risulta veramente sofisticato e accurato che si discosta notevolmente dal genere delle avventure investigative presentando possibilità praticamente illimitate, i nuovi indizi riporteranno a nuovi personaggi da interrogare, interrogatori da condurre giudicando, a seconda delle espressioni e delle movenze dei personaggi, la veridicità delle dichiarazioni degli stessi e utilizzando gli indizi e le prove raccolte durante le esplorazioni degli scenari per confutarne le affermazioni e inchiodare il colpevole.
Alternate alle sequenze investigative, alcune, brevi, sequenze d’azione, che saranno disponibili come missioni secondarie accettabili rispondendo alle chiamate via radio dalla centrale, intervalleranno l’avventura, comprendendo, sparatorie, rapine in banca, inseguimenti , che faranno crescere il livello del giocatore e gli permetteranno di acquisire punti esperienza che saranno utili per l’evoluzione del personaggio.
Unici punti a sfavore di un titolo dal potenziale effettivamente accertato che strizza l’occhio alle più famose detective story anni 40 riportando sui nostri schermi le ambientazioni dietro la cornice di una Los Angeles terriblmente noire e accattivante, consiste nella eccessiva linearità di alcune ambientazioni e degli stessi casi, che potrebbero non coinvolgere il giocatore meno smaliziato, e la poca cura nella gestione della crescita del giocatore che si riduce al solo aumento dell’esperienza che porterà , per ogni livello raggiunto, lo sblocco di un nuovo punto intuito, che semplificherà il compito al giocatore eliminando una reazione errata in un interrogatorio, o che evidenzieranno tutti gli indizi di una scena.
Sotto i riflettori
Dal punto di vista tecnico, LA noire, rappresenta un titolo veramente interessante sotto ogni aspetto. Il comparto grafico offre un piacevole affresco della Los Angeles degli anni 40, e le ambientazioni sono realizzate con una cura maniacale per i dettagli, tutti definiti in maniera splendida, come ancor più sorprendenti sono le animazioni dei personaggi, riprese dai programmatori tramite la tecnica del Motionscr tramite 32 telecamere in grado di cogliere alla perfezione tutte le espressioni degli attori digitali che riproducono al meglio i comportamenti in determinate condizioni.
E se da un lato le espressioni e le ambientazioni sono rappresentate in maniera foto realistica, altrettanto si può dire dei modelli delle auto dell’epoca, riprodotti in maniera fedelissima e molto dettagliate, al punto da implementare i danni derivanti dagli incidenti in cui si potrebbe incorrere scorrazzando lungo le strade della città alla caccia dei colpevoli.
Anche il motore fisico risulta essere ben implementato, all’altezza di quanto visto nell’ottimo Red Dead Redemption, caratterizzato da una risposta fedele dei modelli ai pugni e ai proiettili e al controllo delle pesanti vetture, rendendo le fasi di guida ben più realistiche.
Per il comparto sonoro nulla di particolare da segnalare, a parte l’ottimo doppiaggio, rigorosamente in inglese, sottotitolato in italiano, ben sincronizzato con le movenze dei personaggi a sottolinearne la perfetta recitazione, anche se, unico difetto da segnalare, è l’impossibilità di decidere la veridicità delle dichiarazione dall’osservazione delle movenze dei modelli contemporaneamente alla lettura dei sottotitoli, cosa che rende abbastanza scomode le sezioni degli interrogatori, a cui ci si abitua dopo alcuni minuti di gioco.
La città degli angeli
Insomma, Rockstar va a segno ancora una volta e dimostra di saper sfornare titoli di un certo spessore, capaci di divertire e lasciare il segno, e il risultato è un gioco sbalorditivo sotto molti aspetti, cui mancano veramente pochissimi dettagli per raggiungere la perfezione. Un gioco veramente ben realizzato, con una trama solida e ben strutturata, dove un unico filo conduttore lega l’intricata faccenda cui fa da sfondo una Los Angeles più noir che mai, fino ai colpi di scena finali e con una realizzazione tecnica evoluta e ben consolidata.
Giocabiità - 9 Possibilità illimitate, divertente e rigiocabile in pieno stile GTA
Grafica - 8 Costruzione degli ambienti dettagliata ed espressioni dei personaggi curate in maniera maniacale, ma evidenti imperfezioni grafiche
Sonoro - 8 Musiche d'epoca e doppiaggio di ottima fattura
Longevità - 9 Un gran numero di missioni nella modalità storia e la possibilità di rigiocarlo una volta finito in modalità libera
+ Innovativo e divertente
+Tutto molto ben curato
+Tecnicamente molto valido...
-...ma pecca di alcune imprecisioni
-modalità storia un po troppo breve
-missioni secondarie troppo semplici


