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A Vampyre Story

Un'avventura da brividi...

Alias: A Vampire's Story, A Vampire Story

By Massimo Groppi, 07/02/2009

Una spolverata sul genere Diversi anni fa, con l’avvento nelle case di tutti dei Personal Computer come la serie Amiga di Commodore e relativi sistemi di controllo, ebbe anche inizio un genere che ancora oggi è ritenuto uno dei prediletti dai giocatori su PC. Facendo un ulteriore passo indietro, arrivando ai tempi in cui le capacità grafiche delle macchine non erano sufficienti nemmeno a visualizzare schermate di immagini statiche, troviamo i veri capostipiti del genere: per divertirsi i programmatori più ingegnosi dell’epoca compilarono diversi programmi di avventura testuale, nei quali le situazioni, i luoghi, i personaggi e le scelte possibili erano tutte rappresentate appunto testualmente. Il giocatore doveva scrivere con la tastiera le sue intenzioni, utilizzando una sintassi ben precisa, “usa-chiave-sulla porta”, per esempio, e attendeva gli effetti dell’azione. Volendo mostrare e condividere con altri il loro talento, con quei ragazzi volenterosi e le loro idee nasceva il genere delle avventure per PC. Con il passare del tempo e con l’aumento delle prestazioni soprattutto grafiche però le parti prima solo testuali si sono arricchite prima di immagini statiche a completamento delle descrizioni testuali, poi poco per volta, le immagini hanno preso il sopravvento. La serie più famosa e di maggior successo in tal senso è quella che da anni ci propone LucasArts: Monkey Island. Passeggiando virtualmente nella storia dei numerosi episodi della serie vedremmo proprio quanto appena detto: l’arricchimento dell’interfaccia grafica, e di come quest’ultima abbia soppiantato le descrizioni testuali. Diveniva quindi infine sufficiente l’uso del mouse sulle immagini a schermo, poiché ormai tutti gli oggetti, gli ambienti esplorabili e i personaggi erano chiaramente visibili e riconoscibili. Il testo veniva relegato solo in termini di dialoghi tra personaggi e il gioco era (ed è) interamente fruibile solo per mezzo del mouse. Le avventure testuali si trasformavano cioè nella loro definitiva forma divenendo le tanto amate “avventure grafiche”, o “avventure punta-e-clicca”. Genere cui appartiene il gioco che esaminiamo oggi, A Vampyre Story. Che denti affilati che hai! Ad accompagnarci nella storia i due personaggi. Complementari come spesso accade: lei, la vera protagonista, Mona, è divenuta vampira ad opera del cattivone di turno ed è la parte più “divertita” della coppia; lui, un pipistrello di nome Froderick , è la voce della coscienza e nelle sue soppesate esclamazioni si nascondono spesso particolari utili ai fini del gioco. Durante il peregrinare negli ambienti di gioco, nel tentativo di Mona di tornare nella sua adorata Parigi e riprendere la sua carriera di cantante d’opera, affronteremo molti luoghi impervi e dovremo, come da consuetudine del genere, risolvere svariati enigmi. Lo faremo vagando per locazioni, perlopiù fisse, create in grafica bidimensionale e con spiccati tratti cartooneschi. I personaggi sono poligonali ma nonostante questo non stonano con i fondali prevalentemente statici. I colori sono stati scelti con perizia e teniamo presente che una eventuale impressione di mancanza cronica di sfumature è dovuta semplicemente ai lugubri luoghi in cui opereremo, specie all’inizio dell’avventura. La realizzazione tecnica è dunque ben confezionata, personalmente ho amato molto il carattere dei disegni, ma questo è soggettivo; tuttavia da un punto di vista grafico è stato fatto certamente un ottimo lavoro di caratterizzazione. Grazie alla pulizia visiva avremo sempre la situazione sottomano e avremo sempre ben presente quelle che saranno le parti di schermata con le quali è possibile interagire. L’audio non è da meno. I doppiaggi sono ben sincronizzati e gli attori che hanno prestato le voci ai protagonisti e ai loro nemici hanno fatto un ottimo lavoro, garantendo al parlato una bella varietà di inflessioni. L’accompagnamento sonoro è nella media, ma le melodie del gioco sono a tratti molto azzeccate, se non per qualità, almeno nel ricreare l’atmosfera, volutamente lugubre ma dissacrante e scherzosa al tempo stesso. I dialoghi sono inglese, i sottotitoli e i testi a schermo in italiano, tradotti in modo preciso. Il mouse è il mio migliore amico Durante la prova di A Vampyre Story non abbiamo avuto il minimo problema di stabilità del programma, che pure nella sua prima versione sembra esente da particolari vizi di programmazione. Certamente, come consuetudine, usciranno degli aggiornamenti; ma non si nota nulla da un punto di vista tecnico che abbisogni, una volta tanto, di urgenti ritocchi. Il sistema di interazione con i personaggi e gli ambienti è come detto “punta e clicca” e si risolve essenzialmente con l’uso del mouse. Da un punto di vista fisico, naturalmente, chi ha intenzione di passare molte ore con giochi come A Vampire Story sa benissimo di doverne acquistare uno più che preciso, comodo. Tuttavia, i ragazzi di Autumn Moon hanno sviluppato un sistema di interazione non originalissimo ma decisamente funzionale, oltre che immediato. Con il tasto destro del mouse apriremo l’inventario, con un click sinistro selezioneremo l’oggetto e lo sposteremo nell’area di gioco. Con il tasto sinistro su una parte attiva del luogo di gioco, invece, comparirà un’icona, nella quale selezionare l’opzione che ci interessa provare: esaminare, interagire/prendere, volarci verso o attraverso. Gli enigmi sono ben congegnati, il loro livello di difficoltà è crescente via via col procedere dell’avventura in modo ben bilanciato. In certi passaggi si avrà meno da fare che in altri, ma il tutto scorre con un buon senso di immedesimazione derivato proprio dal citato ottimo carattere dei personaggi. Alcuni enigmi sono piuttosto complessi, rendendo il gioco non appetibile immediatamente ai novizi del genere, ma in nessuno di questi comunque si corre il rischio di restare obbligati ad oltranza. Come sempre in questi giochi, quindi anche in A Vampyre Story, bisogna fermarsi a pensare, provare e riprovare. Non vogliamo certo rovinarvi la trama svelandovi nulla. Certo, non sarà degna di un film da Oscar, ma giustifica le peripezie dei personaggi al punto giusto. A tratti molto ispirato, A Vampyre Story è una bella rinfrescata del genere punta e clicca, che pare stia tornando ai vecchi splendori con giochi degni di attenzione. Forse i meno navigati del genere troveranno alcuni passaggi troppo complessi, ma i più smaliziati e gli amanti del genere troveranno un ottimo titolo con cui divertirsi diverse ore in compagnia di personaggi carismatici. Commento E’ da un po’ di tempo che le avventure grafiche per PC tornano ad affacciarsi sul mercato. Un buon titolo col quale giocare come ai vecchi tempi. Generalmente ben confezionato a tratti pare “poco interattivo”, in altri troppo cervellotico. Ma in compenso l’ambientazione è molto ispirata.


Pagina ufficiale: A Vampyre Story
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Info

SVILUPPATORE:

Autumn Moon Entertainment

EDITORE:

Crimson Cow

GENERE:

Puzzle

SOTTOGENERE:

Avventura

CONSOLE:

PC

GIOCATORI:

Singleplayer

SITO UFFICIALE:

Link

Voti

Grafica: 85
Ispirata e ben disegnata
Sonoro: 80
Ottimi doppiaggi
Giocabilità: 80
Begli enigmi
Longevità: 70
Una volta finito…
GLOBALE: 82
Bella avventura, ma vi piacerà?
Pro:Contro:
  • Buona tecnica
  • Ottimi personaggi
  • Alcuni enigmi da rivedere
  • Poco longevo