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Recensione di
Adam's Venture: Alla ricerca del giardino perduto
per Pc

L'Eden e i suoi misteri
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Un Indiana Jones a puntate
Dopo il già redatto Casebook: sulla scena del crimine, titolo investigativo in stile CSI con cadenza “a puntate”, ecco arrivato il turno di un nuovo progetto con la stessa tipologia di distribuzione: pronto a fare l’ingresso nel mondo delle avventure ibride Adam’s Venture, titolo che scherza tra pronuncia e significato in quanto narra le avventure di un archeologo, ovvero Adam Venture, giovane baldanzoso con la battuta sempre a pronta, alle prese con vari misteri di varia natura. Adam’s Venture: Alla ricerca del giardino perduto è dunque il primo episodio di una saga, che probabilmente avrà un determinato filo conduttore, sviluppata da Vertigo Games e prodotta da Adventure Productions. E’ bene dunque iniziare fin da subito a delineare quelli che sono – e saranno – i personaggi di questo primo episodio, perché ce ne dobbiamo aspettare altri.
La creazione
Fin da subito, Adam metterà in chiaro quelli che sono i suoi intenti: dopo numerose ricerche sul crociato Charles L’Eheureux, pellegrino di Riccardo Cuor di Leone che nel 1192 intraprese un misterioso viaggio, il giovane archeologo è riuscito a trovare le informazioni che cercava, ovvero come accedere al Giardino dell’Eden seguendo le orme del crociato stesso, attraverso i quattro fiumi che circondano le Porte dell’Eden. Giunto finalmente d’innanzi alla porta, con la sua fedele compagna Evelyn e il professore Jacques Saint Omar, il problema sarà uno soltanto: come aprirla? Presto svelato il mistero: aprendosi un varco sul lato destro della facciata con la dinamite. Purtroppo il passaggio aperto non porterà all’entrata del giardino misterioso, bensì, sarà l’ingresso di un labirinto che intraprese lo stesso pellegrino di Riccardo Cuor di Leone a suo tempo. Attraverso le sue testimonianze sparse per tutto il tragitto e una serie di ostacoli e manufatti, Adam riuscirà a scoprire come aprire le porte, grazie anche al legame che c’è tra la Creazione e le Sacre Scritture.
Fedele mouse, riposati
Adam’s Venture: Alla ricerca del giardino perduto come detto nell’introduzione dell’articolo, non è una vera e propria avventura grafica, bensì è più un ibrido che dispone di controlli attraverso la tastiera, una visuale in terza persona con telecamera dinamica e un gameplay misto di sezioni platform ed enigmi. Adam potrà correre, abbassarsi e saltare come movimenti di base, mentre nelle sezioni platform a cui andremo incontro potrà sfoggiare tutta la sua abilità nell’aggrapparsi ad una sporgenza o nello scorrere una fune sopra il vuoto più totale. Dal punto di vista strettamente legato agli enigmi, questi si presenteranno sotto due forme. La prima, più diffusa e presente in ogni mini-capitolo dell’episodio, consiste nell'ordinare una frase spezzata in tre campi. Il meccanismo, leggendo la frase corretta, darà libero accesso a quella che può essere una porta chiusa o un passaggio ostruito dall’acqua. La seconda invece consiste in una piccola prova a tempo nell’accendere delle torce spente che vanno ad azionare l’apertura di una porta. Come extra invece, in pochissime circostanze, bisognerà giocare con alcuni elementi presenti nello scenario. Purtroppo il gameplay è tutto qui: è un continuo incedere verso una precisa locazione, con percorsi ed azioni obbligati, fino alla fine del gioco. Non è presente l’inventario, perché non sarebbe servito a nulla.
L’unica variante al mero obiettivo di uscire dal “labirinto” ed entrare nel Giardino è quella della raccolta delle testimonianze del crociato pellegrino. Purtroppo raccogliere tutte le testimonianze – dieci – non porta a nessuna valutazione extra o a qualche altra opzione rispetto a chi non ne raccoglie nemmeno una.
Finalmente qualità!
Adam’s Venture: Alla ricerca del giardino perduto vince sicuramente la sua sfida con la critica sotto l’aspetto tecnico. Graficamente, il gioco si presenta piacevole e curato grazie all’utilizzo dell’Unreal Engine 3, motore grafico utilizzato per giochi del calibro di Bioshock e Mass Effect, per citare i primi due capolavori recentemente usciti col rispettivo seguito. Ovviamente, il livello grafico raggiunto non è lo stesso, per mancanza di sviluppatori e risorse di contorno, però è indubbia la qualità del titolo rispetto a tante altre avventure poco convincenti sotto l’aspetto tecnico, ovvero il 90%... A farla da padrona è sicuramente l’illuminazione, sfruttata a dovere con ambienti scuri e l’equipaggio della cara vecchia torcia, assolutamente indispensabile per il videogiocatore. La torcia restituisce un risultato credibile grazie anche e soprattutto alle resa perfetta delle ombre, stampate sulle mura fredde delle grotte a seconda di come Adam viene colpito dalla luce di una torcia. Peccato per alcuni percorsi non definiti quanto altri, per superfici ricoperte d’acqua non sufficientemente credibili o per la mancanza di interattività con l’ambiente. Le location sono per lo più un insieme di sotterranei e grotte, governati talvolta da stanzoni ricoperti da piccoli percorsi d’acqua. Grazie ad una sapiente gestione della telecamera, il muoversi tra i vari percorsi obbligati delle grotte non sarà mai frustrante, poiché verremmo sbattuti in una visuale dall’alto in caso di stanzoni enormi o vedremo fare il giro degli angoli alla telecamera in caso di cunicoli. Dal punto di vista sonoro invece, è uno dei rari casi in cui un’avventura grafica viene doppiata veramente bene. Le voci, purtroppo solo tre, sono molto credibili, e gli effetti ambientali, seppur pochi, non dispiacciono. Poche idee e mancanza di originalità per la trama invece, potenzialmente in grado di appassionare visto il legame diretto tra la Chiesa e i suoi misteri frutto di numerosi libri di successo. Peccato però che alcune trovate risultino forzare la storia verso un punto preciso, rovinando in parte l’atmosfera. Il difetto più grande di Adam’s Venture: Alla ricerca del giardino perduto è la longevità: il gioco si completa in circa 3 ore raccogliendo tutte le testimonianze del crociato, e la difficoltà molto bassa non aiuta in tal senso.
Alla prossima puntata!
Adam’s Venture: Alla ricerca del giardino perduto risulta essere un progetto che fa ben sperare: se da una parte il gameplay risulta povero in termini quantitativi e ricco in termini di idee, l’aspetto tecnico è sicuramente ben curato e rappresenta il punto di maggior fiducia per gli sviluppatori e i videogiocatori a cui questo primo episodio
sarà piaciuto. Dispiace per la ridottissima longevità, se fosse durato almeno il doppio il risultato finale sarebbe stato veramente migliore. Il titolo è consigliato a chi non riesce a star lontano dalle avventure grafiche per più di un mese, aspettando prodotti sicuramente più blasonati. Adam’s Venture: Alla ricerca del giardino perduto però nel complesso parte decisamente col piede giusto. |
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Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Vertigo Games
PUBLISHER Adventure Productions
SITO UFFICIALE www.adams-venture.co...
GENERE Avventura
GIOCATORI 1
ONLINE NO
CONSOLE Pc
CARATTERISTICHE OS: Windows® XP(SP2/SP3) o Vista Processore: 2 Ghz RAM: 512 MB Scheda Video: nVidia 6200/ATI R520 Hard Disk: 600 MB Supporto: 1 CD
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Pagella
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Grafica:
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75 |
Ottima illuminazione e gestione delle ombre |
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Sonoro:
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75 |
Doppiaggio ben realizzato |
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Giocabilità:
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65 |
Platform ed enigmi ben alternati |
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Longevità:
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40 |
3 ore di gameplay a prezzo pieno sono pochissime |
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GLOBALE:
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65 |
Partenza positiva! |
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Pro:
- + Comparto tecnico che sà distinguersi
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Contro:
- - Trama che non entusiasma
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