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Recensione di
Aliens Versus Predator
per Pc

L'affascinante mondo ostile degli alieni  

Ritorno alle origini

Dopo ben undici anni dal primissimo Aliens Vs Predator, che riuscì a dare per la prima volta una ventata di freschezza nel genere FPS grazie a varie trovate volte a dar profondità al gameplay scontato degli sparatutto, ritorna finalmente il secondo lavoro targato Rebellion sul loro titolo di punta, titolo che, appunto circa 11 anni fa, li lanciò nel mercato che conta. Ricordiamo, per chi non conoscesse la saga, che due anni dopo il primo Aliens Vs Predator uscì il secondo, affidato però a Monolith, che riuscì a bissare il successo del titolo firmato Rebellion che per una serie di produzioni non assolutamente all’altezza delle prospettive che il primo Alien aveva lasciato, finì con l’abbandonare anche il suo progetto più importante. Nel più recente passato però, nonostante altri titoli non propriamente esaltanti, Rebellion non si è tirata indietro, ed ha sfornato il terzo capitolo della serie mantenendo lo stesso titolo del primo, grande, Aliens vs. Predator che ispirò anche famose pellicole cinematografiche. Il 19 Febbraio 2010 dunque, è il giorno di Aliens Versus Predator, distribuito come di consuetudine da SEGA. Per chi ama la serie, è un giorno fantastico, per chi ama il genere è un giorno che rappresenta il ritorno di un grande simbolo.

Nature differenti per differenti avvicendamenti

Ispirato a libri e, soprattutto film, questo Aliens Versus Predator, che ricordiamo è uscito in formato multi (quindi PC, PlayStation 3, Xbox 360) non si distacca assolutamente dal percorso dei precedenti, ed offre la solita scelta tra le tre razze in combutta: umani, rappresentati dai Marines, Alien e Predator. Come si è già capito, il titolo offre dunque ben tre campagne in single player, e la trovata geniale è stata quella di porre le tre campagne nello stesso contesto temporale e location, a distanza di poche ore l’una dall’altra. Il tutto col pretesto, azzeccato, di costruire una singola storia che offre però tre punti di vista differenti. Ma procediamo con ordine.

Il Marines è sicuramente la razza più vulnerabile e meno soggetta a fascino rispetto alle altre due. Il caro protagonista umano per riuscire a sopravvivere dovrà tenere ben chiara una cosa in testa: ogni proiettile non può essere sprecato. Ecco perché dovremo fare attenzione alle nostre munizioni (meglio tenere l'arma sempre carica) e soprattutto all'ambiente circostante. Il marines si presenta come una figura spaesata e sempre attenta. Dotata di un rilevatore di razze aliene nel proprio equipaggio, questo non farà altro che segnalare con un bip la presenza di forze ostili in prossimità. Ecco dunque salire la tensione del videogiocatore che piano piano – veramente – si avvicinerà alla fonte dell’anomalia, per inevitabilmente saltare dalla sedia non appena il mostriciattolo sbucherà da qualche piccolo buco. Come se non bastasse, le location aperte daranno, inverosimilmente, ancora più senso di claustrofobia perché risulteranno la metà più piccole e il doppio più pericoloso a conti fatti di quanto non avviene nei corridoi di una base. L’arsenale di cui disporrà il marines è vasto e funzionale, con la solita pistola – a proiettili infiniti, onestamente brutta scelta – e il solito carico di fucili: fucile a pompa, lanciagranate e pistola pesante. L’unica arma contro l’alleato degli alieni, ovvero il perenne buio in cui ci muoveremo, sarà soltanto un bengala lanciato qua e là che riuscirà ad illuminare il percorso giusto quei 3-4 secondi per farci capire dove andare. L’Alien è la figura più misteriosa delle tre. Il gameplay questa volta cambia totalmente: dall’essere un puro FPS con il Marines, diventa un titolo stealth in cui l’unica arma sarà la ferocia e la velocità dell’alien. Grazie al suo corpo predisposto agli agguati, infatti, l’alien avrà una serie di possibilità su come eliminare le proprie vittime. Potremo infatti studiare i movimenti dei nemici, soprattutto umani, arrampicandoci sul soffitto o su di un muro, magari sostando dietro l’angolo proprio mentre il marine varca la soglia mortale. L’alien riuscirà a vedere tranquillamente nel buio senza particolari abilità da attivare: anzi, una serie di caratteristiche di cui dispone, ne faranno una vera e propria macchina da guerra al buio, con tanto di sensore di occultamento rispetto all’ambiente e di posizione dei nemici incorporato. Per poter far fuori le vittime, si dovranno usare solo e soltanto combattimenti corpo a corpo, con gli artigli che la faranno da padrone. Avremo tre diverse possibilità: la prima si tratta di fiondarsi sul malcapitato e lasciar fare tutto ad una mossa d’uccisione automatica, con tanto di smembramenti qua e là e sangue dappertutto. La seconda usufruirà della coda per fermare la preda e farla fuori senza particolari difficoltà. La terza invece consiste nell’uscire allo scoperto, magari con un paio di marines vicini, e tentare di ucciderli prima che loro prendano la mira per far fuoco. La razza Predator dispone invece di un gameplay ibrido, una fusione tra lo stealth dell’alien e l'FPS del marine. Il predator è infatti potente dal punto di vista organico e ben dotato per quanto riguarda le armi da fuoco. Sotto l'aspetto fisico, esso possiede una corazza in grado di mimetizzarsi con l’ambiente circostante e di rilevare le varie presenze nemiche. Grazie agli artigli di cui dispone, potrà sferrare colpi corpo a corpo di estrema potenza. Per quanto riguarda le armi, avrà a disposizione della lance da scagliare, alcune mine e soprattutto il famoso cannone al plasma tipico dei Predator. La varietà del gameplay è ulteriormente rafforzata dal fatto che questo gioca a favore della tipologia di nemici affrontati. Se davanti a noi ci sarà un alien, è inutile provare a mimetizzarsi, perché grazie ai suoi particolari sensori termici e visivi riuscirà a beccarci senza particolari problemi, e sarà dunque necessario sparare in fretta per avere la meglio, piuttosto che tendergli un agguato. Agguato invece assolutamente possibile ai marines, grazie alla mimetizzazione della corazza e agli artigli infatti sarà un piacere cogliere di sorpresa l’umano incurante del pericolo.

Tecnica da rivedere

Sul piano tecnico c’è qualche nota dolente di troppo, soprattutto dal punto di vista visivo. Il livello grafico delle texture non è particolarmente impressionante. Il più delle volte troveremo dettagli in bassa risoluzione non giustificati da nessun alibi data la natura del titolo che non prevede né numerosi oggetti a schermo né vaste zone da esplorare. Ad aumentare la sensazione di trovarci davanti ad un titolo che non brilla graficamente anche alcuni vistosi cali di framerate ed effetti particellari da rivedere completamente. Inoltre, vi è la quasi totale assenza dell’interazione con l’ambiente, poiché tranne per il caso dell’alien che riesce in un certo senso a diventare una cosa sola con tutto l’ambiente di gioco, e qualche pulsante da premere, non c’è traccia di interattività. Peccato perché dal punto di vista sonoro siamo assolutamente davanti ad un ottimo titolo. Campionamenti ben riusciti, effetti sonori in grado di far immergere nell’atmosfera e colonna sonora che funziona, come anche il doppiaggio. La longevità si attesta su buoni livelli, considerato che la singola avventura ruba 12 ore, da moltiplicare per tre almeno, se non oltre considerato che il gioco offrirà statistiche di completamento missione, vera e propria scusa per permettere ai più accaniti di rigiocarsi la mappa. Longevità aumentata anche da un ottimo e solido comparto multiplayer.

Il ritorno funziona

Globalmente, Aliens Versus Predator “funziona”. Il gioco riesce a regalare un gameplay vario nonostante la natura del titolo, ed una storia avvincente in tutte le sue tre varianti. Per gli amanti della serie è sicuramente un gioco da non perdere, anche se non è assolutamente ai livelli dei primi due. Per chi ama gli sparatutto o, viceversa, gli stealth, bisogna farsi prima qualche conto nel portafogli: considerato appunto che il prodotto offre ben tre esperienze diverse, è bene spendere i propri soldini per un titolo che può divertire al 100% e non in parte. Onore però alla Rebellion che ha sfornato un titolo che saprà intrattenere soprattutto gli amanti della serie.

Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Rebellion
PUBLISHER
SEGA
SITO UFFICIALE
www.sega-italia.com/...
GENERE
Fps
GIOCATORI
1-16
ONLINE
SI
CONSOLE
Pc
CARATTERISTICHE
Requisiti minimi: * Windows 7/ XP/Vista 1 GB System RAM (XP)/ 2 GB System RAM (Vista) 3.2 * GHz Intel Pentium 4/Athlon 64 3000+ or equivalent processor * DirectX 9.0c compliant video card with 128 MB RAM (NVIDIA 6600 or better, ATI X1600 or better) Requis
Pagella
Grafica: 70
Buona nel complesso, ma alcuni problemi ne minano il voto
Sonoro: 80
Atmosfera ricreata con stile
Giocabilità: 85
Ottimo mix di elementi
Longevità: 90
Divertente e spassoso in multi
GLOBALE: 75


Pro:
  1. + Alien e Predator sono sempre affascinanti
  2. + Atmosfera ben ricreata
  3. + Multiplayer

Contro:
  1. - Tecnicamente si poteva fare di più
  2. - Non per tutti




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