Amnesia: The Dark Descent
Scappando dall'ombra
Alias: Amnesia The Dark Descent
By Angelo Bruno, 12/09/2010
Riassaporare Penumbra
Dopo il successo della serie Penumbra, i ragazzi del team Frictional Games hanno optato per dare il via ad una nuova serie o perlomeno ad un titolo che offrisse una storia completamente nuova, senza però perdere lo spirito del gameplay e di regia che li ha resi famosi fino ad oggi. Nasce così Amnesia: The Dark Descent, un survival horror da vivere tutto d’un fiato con luce spenta e cuffie nelle orecchie. Il gioco è disponibile con sottotitoli italiani dall'otto Settembre 2010.
Daniel e l’eterna lotta contro il male
Protagonista della vicenda è Daniel, un uomo confuso che vaga per i corridoi del castello di Brenneburg, un piccolo paese lontano dalla città, il classico paesello ricco di boschi, splendido di giorno e inquietante di notte. Fin da subito è proprio lo stesso Daniel che parlando al suo io tramite delle lettere, lo informa che due forze lo stanno perseguitando e vogliono la sua morte: l’ombra e Alexander, il barone del castello. Daniel non sa esattamente come sconfiggere l’ombra, un’entità troppo forte per i mortali che insegue a ritmo incessante chiunque osi avvicinarsi ad una fantomatica sfera che racchiude enorme potere. Però lo stesso Daniel nella sua scorsa vita -o parallela, chi lo sa- ha capito che se non può fermare l’ombra, può distruggere Alexander. Come? Andando proprio a cercare la fonte del male, la sfera. Sarà dunque compito nostro, impersonando il nuovo e confuso Daniel, venire a capo di questa losca faccenda e scoprire la verità mettendo a ferro e fuoco il castello… anche se di fatto dopo i primi secondi capiremo che sarà il castello stesso a manipolare le nostre intenzioni conducendoci sì verso la verità ma, soprattutto, verso la fine di tutto. E come nel miglior horror che si rispetti, quando arriverà quel momento sarà tutto nelle vostre mani. Daniel, Alexander, l’ombra, la vita, i peccati: chi avrà la meglio?
Lo stile che manca a molti
Il punto cardine del gameplay di un survival horror cosa può essere? Gli enigmi? Assolutamente no. Le armi vincenti di un gioco che deve spaventare sono sicuramente gli effetti di contorno e lo stile che circonda gli avvenimenti, e in questo il team di Frictional Games sono grandissimi maestri. L’effetto finale però è tre volte quello di Penumbra, evidentemente l’esperienza è aumentata. Ebbene sì: Amnesia: The Dark Descent fa paura. Se dunque siete di cuore debole non vi addentrate nel castello di Brenneburg e nelle vicende oscure che coinvolgono Daniel, tra esperimenti e torture. Chi invece ama la sfida del terrore portato a vivere in prima persona da un survival che rievoca l’era rinascimentale, allora faccia pure.
La vista di Daniel fin dalle battute iniziali sarà offuscata e confusa, mentre la sua andatura sarà priva di equilibrio barcollando qua e la per il corridoio.
Effettivamente lo stile di cui sopra è tutto qui. Daniel è un tipo molto emotivo, come qualsiasi persona possa esserlo nelle sue circostanze. Non è quell’impavido ospite di un videogame che non batte ciglio davanti alle mostruosità del male, anzi. Basterà restare nell’ombra più consistente e densa per far emergere uno stato d’ansia non indifferente: seppur le pupille si abitueranno al buio, cominceranno a sgranarsi dal terrore, aumentando l’instabilità mentale che sarà messa a dura prova da tanti eventi scriptati nel corso dell’avventura. Cercate dunque di portare con voi sempre la lanterna o di accenderne di fisse, presenti in grandi quantità in ogni stanza. Laddove la luce rappresenta salvezza e il buio morte, al cospetto degli zombie che controllano il castello rappresenteranno l’opposto. Ogni volta che Daniel vedrà un mostro comincerà ad essere pervaso da un senso di angoscia e terrore, la vista si annebbierà in qualche secondo e sarà difficile muoversi camminando verso la meta prestabilita. La cosa migliore da fare sarà allontanarsi dalle fonti di luce e scovare un angolo buio restando lì, ancor più in ansia, finchè il mostro non sarà andato via. Queste fasi, non mi azzardo a definirle “stealth”, ma sono un buon modo per variare un attimo l’andamento del gioco e aumentare l’attenzione del videogiocatore verso l’ambiente circostante ricordandogli, come se ce ne fosse davvero bisogno poi, che il castello anche nelle fasi più tranquille rimane un posto pericoloso e pieno di male. Per vincere la sfida contro l’oscurità ambientale sarà dunque importante esplorare per bene ogni stanza andando alla ricerca di acciarini per accendere le torce o di riserve d’olio per alimentare la nostra lanterna. Il gameplay di Amnesia è di fatto tutto qui, se non fosse per una serie di enigmi ambientali da risolvere tutti o quasi con l’ausilio del motore grafico del gioco, mettendo in risalto lo splendido lavoro fatto con la fisica del gioco. Sono presenti comunque piccoli enigmi stile avventura grafica classica, combinando degli oggetti nell’inventario o facendoli interagire con l’ambiente. Sarà indispensabile ai fini di alcuni enigmi e perlopiù per capire la trama, recuperare tutte le lettere che troverete durante l’esplorazione del castello. Se le lettere di Daniel saranno molto importanti per capire cosa è successo durante la sua prima visita al castello, le lettere degli altri personaggi saranno utili per completare il quadro della situazione che ruotava attorno.
Fin troppo riuscito
Quando si parla di avventure grafiche, vuoi ibride come Amnesia: The Dark Descent vuoi pure, la recensione del lato tecnico nasconde sempre uno o più punti deboli. Stavolta questa parte dell’articolo è, di fatto, quella dell’elogio agli sviluppatori. Il gioco è perfettamente riuscito sia sotto l’aspetto grafico che sotto quello audio. Anzi, oserei dire che il lavoro è stato talmente maniacale e perfetto, che forse minor impegno da parte degli sviluppatori avrebbe risparmiato ai videogiocatori qualche sobbalzo dalla sedia, e ciò non sarebbe stato male. Graficamente il gioco a risoluzione full hd e dettagli alti appare molto definito: texture curate, pulite ed effetti particellari di prim’ordine. La cura con la quale è stata adornata la pazzia dal punto di vista degli effetti visivi e di blur è fenomenale. Le varie stanze sono riempite ad hoc e ciò rappresenta una gioia per gli occhi in alcuni frangenti, complice anche una realizzazione dell’illuminazione -ancor più fondamentale come detto rispetto ai Penumbra- di primo livello. Un plauso, ma questo era risaputo, per la gestione della fisica, utilizzata come già detto per il 90% degli enigmi. Da lodare come è stato curato e rafforzato il motore grafico proprietario HPL2, versione rivisitata per l’occasione, dell’originale HPL usato per Penumbra. Dal punto di vista audio, ho aperto la recensione consigliando le cuffie proprio come gli sviluppatori suggeriscono ad inizio gioco… e a questo c’è un perché. Il perché risiede proprio nella maestria con la quale è stato curato tutto il comparto audio. Voci penetranti dalle zone adiacenti, folate di vento, assi che si muovono con l’incedere di passi sicuri sul soffitto, effetti ambientali delle luci, musiche di sottofondo o volutamente fuori contesto inserite nell’avventura, fanno solamente da contorno a Daniel e i suoi sospiri, la sua paura avvertibile dal respiro, dall’angoscia, dai blocchi in gola e dal rumore delle sue palpebre e dei suoi passi incerti. E, fidatevi, tutto questo dentro le vostre orecchie senza alcuna dispersione e con il completo buio attorno tra voi e lo schermo, fa un effetto che vi lascio immaginare, perché a parole è quasi impossibile spiegare. Anche il doppiaggio fa la sua bella figura, potendo contare su voci rauche o pesanti in tema con gli avvenimenti sinistri che accadono o che hanno preceduto l’arrivo di Daniel. Ottima anche la longevità, che garantisce dalle 9 alle 10 ore di gioco, tutte ricche di suspense, da vivere secondo per secondo. Inoltre sono presenti tre finali che faranno capire al videogiocatore le varie sfumature che contraddistinguono le scelte degli ultimi momenti di gioco.
Un seguito? Ci speriamo!
Questo Amnesia: The Dark Descent ha raccolto pareri più che positivi perché se li merita davvero. E’ un titolo consigliato a tutti che prende come pochi. Proprio per questo mi auguro, e credo se lo augurerà chiunque finirà il gioco, che ci sarà un seguito e che sia solamente l’inizio di un’altra mini-sega come è accaduto con Penumbra. E se così non sarà, l’esperienza vissuta da Daniel nel castello di Alexander di Brenneburg resterà di certo indelebile nella memoria di ogni impavido videogiocatore.
Pagina ufficiale: Amnesia: The Dark Descent
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Info
SVILUPPATORE:
Frictional Games
EDITORE:Frictional Games
GENERE:Survival Horror
SOTTOGENERE:Avventura
CONSOLE:PC
GIOCATORI:Singleplayer
SITO UFFICIALE:Voti
| Grafica: | 85 |
| Cura impressionante per i dettagli ed effetti visivi eccezionali | |
| Sonoro: | 95 |
| Pretendere di più da un videogame è impossibile | |
| Giocabilità: | 80 |
| Ordinaria amministrazione dei survival horror | |
| Longevità: | 85 |
| All'incirca 10 ore di brividi | |
| GLOBALE: | 91 |
| Lodevole | |
| Pro: | Contro: |
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Info aggiuntive
CARATTERISTICHE:
Requisiti Minimi Processore a 2.0Ghz 2048MB di Ram 3GB di spazio libero su disco Scheda video Radeon HD/GeForce 6
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