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Another Code: R

Investigare con un Wii Remote fra le mani non è mai stato così facile!

By Miriana Lo Conte, 12/07/2009

Another history Un autobus, un viaggio, una borsa rapita misteriosamente, un padre odiato, una chitarra, una villa incendiata, un lago, dei frammenti di memoria… se vi state chiedendo cosa significa tutto questo afferrate il Wii Remote e cominciate ad investigare. Another Code: R rispolvera una serie che torna a splendere su Wii più lucente che mai. L’ennesimo capolavoro di Cing o solo un abbaglio? Staremo a vedere. Benvenuti a Lake Juliet, tra luci e ombre Lasciatasi alle spalle le vicende dell’isola Blood Edward, Ashley si rincontra con suo padre dopo sei mesi in uno strano campeggio, vicino al Lake Juliet, un grande lago (apparentemente) limpido e tranquillo, dove proprio suo padre ci ha invitati a trascorrere qualche giorno in sua compagnia. Ashley è una normale ragazza sedicenne, con la passione per la musica e il sogno di riuscire a sfondare con la sua band. Da sei mesi, però, suo padre si è trasferito per lavoro e l’ha lasciata di nuovo dalla zia, dopo undici lunghi anni di assenza. Ashley è arrabbiata con lui. Le aveva promesso di non andarsene mai più, e invece l’ha lasciata sola, un’altra volta. Quello che la ragazza non sa è il motivo. Un motivo misterioso. Il padre quindi la invita a trascorrere un po’ di tempo con lui in un campeggio, cercando di riallacciare i rapporti. Ashley non ne vuole sapere, sa che è solo un pretesto, ma sua zia Jessica riesce a convincerla, e lei parte. I guai sono appena cominciati. Appena scesa dal bus, qualcuno la spinge e le ruba la borsa. La reception è chiusa e suo padre non è nemmeno passato a prenderla alla fermata dell’autobus. Per Ashley non c’è più motivo di restare, ma lungo il tragitto per arrivare alla tenda del padre ha un flashback: è già stata lì. Con sua madre, tredici anni prima. Prima che lei venisse assassinata. Quando ne parla con suo padre scopre qualcosa che non avrebbe mai immaginato. Lui non sa perchè lei e Sayoko fossero in quel posto tredici anni prima, ma deve essere successo qualcosa, e tutti e due hanno intenzione di scoprirlo. Ashley comincia così ad investigare sul posto, cercando disperatamente di ricordare qualcos’altro. Da quel preciso momento Lake Juliet per lei non sarà solo una comune meta turistica… sarà l’inizio di una serie di situazioni che la spingeranno fino ai confini della propria memoria. I flashback di Ashley saranno molto frequenti, e ci accompagneranno per tutto il resto dell’avventura. Nei panni della protagonista riusciremo pian piano a ricordare altri frammenti di quella vacanza con Sayoko, la bellissima scienziata dagli occhi a mandorla, e scopriremo la causa del suo viaggio. Alla fine di ogni capitolo, Ashley metterà insieme i pezzi grazie ad una sorta di quiz a risposta multipla, per ricordare tutti gli avvenimenti accaduti e completare il puzzle. Due giorni prima della partenza, nostro padre ci ha inviato l’unica copia esistente del nuovo DAS, il dispositivo inventato appositamente per Ashley, basato sulla fisionomia del suo volto: il DAS potrà essere utilizzato soltanto da noi, essendo basato sui valori biometrici dell’avventurosa protagonista, e ci tornerà molto utile nel corso dell’avventura: potremo salvare, scattare foto per confrontarle o sovrapporle svelando così alcune verità nascoste o risolvere enigmi, comunicare con nostro padre e avere accesso alle telecamere di sorveglianza sparse per tutto il perimetro di gioco per vedere un po’ cosa ci succede intorno, tutto grazie a questo grazioso apparecchietto che ricorda molto un comune Dsi. Il DAS non è l’unico oggetto singolare che adopereremo nel corso della nostra avventura. Si, suo padre non è stato l’unico a progettare un congegno esclusivamente per Ashley. Infatti nostra madre, coinvolta nel progetto Another, una macchina che può modificare o addirittura eliminare i ricordi delle persone, ha progettato un telecomando, il TAS (che coincidenza, ha la forma di un telecomando Wii…), utilizzabile solo dalla graziosa sedicenne, che riesce ad aprire qualsiasi tipo di porta con una combinazione di tasti del Wii Remote, che risulterà davvero utilissimo nel corso della storia. In questa lunga avventura non saremo soli: conosceremo Matt, un piccolo ladruncolo dai capelli spettinati. Dopo averlo scoperto a rubare, Ashley cercherà delle spiegazioni, e inevitabilmente diventeremo amici. Anche lui ha un mistero da risolvere, una questione che gli sta davvero a cuore: suo padre è sparito nelle vicinanze del lago cinque anni prima, e lui vuole assolutamente ritrovarlo. I due hanno molto in comune: entrambi hanno perso la madre da piccoli, e come Matt anche Ashley solo due anni prima è andata alla ricerca di suo padre; Ashley decide così di aiutarlo a ritrovarlo. Tanti misteri da risolvere, con l’ausilio solo di un Wii Remote…niente di meglio da chiedere. Sareste disposti a sacrificare i vostri ricordi per salvare le persone che amate? Questa è solo una delle domande che Ashley dovrà porsi… Ricordi lontani… Già dall’inizio il gioco si presenta come una sorta di giallo interattivo, tinto di un insolito color pastello che risulterà molto piacevole a livello grafico. I volti dei personaggi sono raffigurati in modo sorprendente, così come le loro reazioni, e anche tutti gli ambienti esterni ed interni sono rappresentati in modo sorprendentemente realistico. La pecca più evidente di questo gioco è però riscontrabile nel sistema di movimento dei personaggi. Anche essendo raffigurati in modo eccellente, i loro movimenti lasciano l’amaro in bocca: paragonarli a dei pezzi di cartone che si muovono sarebbe un complimento. Anche l’esplorazione è a dir poco limitata, noi ci limiteremo a premere A per analizzare i vari oggetti e a continuare a correre. La colonna sonora non è per niente coinvolgente: le musiche sono alquanto scialbe e prive di colori; pertinenti si, ma niente di davvero appassionante. La parte davvero invidiabile di questo gioco è il controllo: risolvere enigmi sul Wii non è mai stato così divertente. Stavolta il telecomando della console supera ogni aspettativa, proiettandoci in un sistema di gioco molto gratificante. Si, agitare il telecomando come se fosse una vera provetta riesce a farti immergere nell’atmosfera di gioco fino in fondo, come pochi giochi sanno fare. Girare e rigirare il pad imitando il movimento di un caleidoscopio, lanciare un salvagente con un gesto della mano (alla Wii Sport Resort) per recuperare una vecchia borsa che galleggia nell’acqua, scovare una bambola nascosta in un armadietto sono pochissimi esempi di quello che Ashley dovrà fare nel corso dell’avventura. I personaggi che incontreremo sono davvero tantissimi, circa una ventina, tutti con una personalità diversa; i dialoghi sono convincenti e appassionanti, sicuramente troppo lunghi e ripetitivi, probabilmente per “allungare il brodo” di un gioco che ha problemi di longevità già dai tempi di Two Memories, il predecessore. Comunque, 12-15 ore di gioco sono più che sufficienti per completare l’ultimo lavoro firmato Cing. It's the end?... Se da una parte possiamo dire con certezza che questo prodoto non rappresenta il gioco perfetto e ne abbiamo visti di migliori, Another Code: R non passa di certo inosservato nella giungla videoludica, soprattutto a tutti quelli che hanno già conosciuto Ashley Robbins e vogliono tornare a vestire i suoi panni ancora una volta. Finale sorprendente, che ci fa sperare in un ritorno di Ash e gli altri in un futuro, speriamo non troppo lontano.


Pagina ufficiale: Another Code: R
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Info

SVILUPPATORE:

Cing

EDITORE:

Nintendo

GENERE:

Avventura

SOTTOGENERE:

N/A

CONSOLE:

Nintendo Wii

GIOCATORI:

Singleplayer

SITO UFFICIALE:

Link

Voti

Grafica: 75
Particolare e curata, sicuramente non perfetta.
Sonoro: 50
Musiche pertinenti ma povere, Nintendo in campo sonoro c’ha viziati un po’.
Giocabilità: 90
Il Wii Remote non è mai stato usato in modo migliore.
Longevità: 65
Più lungo rispetto alla versione DS, ma troppo breve, si poteva fare di più.
GLOBALE: 70
Tutto sommato un bel gioco in esclusiva per Wii, non lasciatevelo scappare.
Pro:Contro:
  • Rappresentazione grafica dei personaggi eccezionale
  • Uso perfetto del telecomando Wii nella risoluzione degli enigmi
  • Ambientazioni suggestive e riprodotte molto fedelmente
  • Dialoghi sì coinvolgenti
  • ma fin troppo lunghi
  • Sistema di movimento del personaggio noioso e esplorazione molto limitata
  • Breve
  • troppo breve