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Recensione di
Art Of Murder 2: Caccia al Burattinaio
per Pc

Bambole e vendetta come arte per uccidere!  

A quest età giochi ancora con le bambole?

Ad un solo anno o poco più di distanza dal primo titolo della serie Art Of Murder: FBI Confidential, avventura grafica di stampo poliziesco, ecco arrivare il seguito, Art Of Murder 2: Caccia al Burattinaio. Questa volta il nostro scopo sarà quello di scovare e mettere in gattabuia un assassino che ha come modus operandi quello di far trovare dalla polizia le vittime in una posa artistica – art of murder, ndr – che siano raffiguranti un quadro o più semplicemente appese sul soffitto attraverso delle corde in stile burattinaio. Da qui, appunto, la polizia, i giornali e la gente comincerà a soprannominare il killer come il Burattinaio. La particolarità del caso sta nel fatto che il killer poggerà in terra una bambolina simile alla vittima, vestita però con abiti settecenteschi. La bella e in gran forma Nicole Bonnet dunque verrà spedita nella splendida di notte Parigi, teatro spesso di tanti giochi, soprattutto del genere avventura grafica. In un’atmosfera spesso troppo rilassata – anche troppo – e con un via vai di ambientazioni, personaggi e omicidi, la storia si svilupperà seguendo i classici canoni del genere, invitando il videogiocatore a compiere diverse azioni interagendo con le più strane persone che avranno i più strani disagi proprio mentre noi saremo lì a chiedere il loro aiuto o alcune informazioni importanti.

La vendetta si serve fredda…ma così è troppo!

Senza svelare troppi retroscena della trama, per altro organizzata un tantino troppo male e spesso troppo scontata, possiamo dire al lettore che essa ci vedrà guidare la nostra Nicole tra belle e varie ambientazioni, posti chiusi e all’aperto, dalla Francia alla Spagna, fino a immancabili rovine, solo perché la signorina vorrà farsi un giro d’Europa a spese del suo capo, conducendo un’indagine privata, ma personale, poiché dopo poche ore di gameplay verremo sbattuti ufficialmente fuori Parigi perdendo il caso. Il succo della vicenda si racchiude tutto in circa 200 anni or sono, quando un gruppo di persone furono ingaggiate durante la rivoluzione francese – però la data non combacia – per ammazzarne altre, e solo uno di essi avrebbe avuto la ricompensa. Ebbene, ad oggi, il Burattinaio, in una giornata di noia totale si farà venire la bella idea di vendicare tutta la gente ammazzata da quelle persone, risalendo al più vicino discendente odierno. Come già descritto, il killer avrà un modus operandi ben preciso: eliminare la vittima – fin qui “nulla di strano” – appenderla al soffitto tramite delle corde oppure metterla in una posa ben precisa, e subito dopo poggiare in terra una bambola vestita con abiti settecenteschi del periodo della rivoluzione francese, come detto. La bambola, oltre a rappresentare un indizio – anche se il killer lunge dal voler aiutare l’FBI – è la vera e propria firma del Burattinaio per farsi riconoscere nel suo atto brutale. Un’altra particolarità del mentalmente instabile killer è quella di prosciugare le vittime di tutto il sangue, con particolare attenzione nel rompere ogni specchio vi sia nelle stanze che visita.

Fatto con lo stampino

Tralasciando che la trama purtroppo non è molto accattivante e non riesce a prendere appieno il videogiocatore con tanta esperienza, possiamo però dire che il difetto più grande di Art Of Murder 2: Caccia al Burattinaio è che non porta nulla di nuovo ed originale ai più navigati del genere.
Effettivamente, che si parli di storia o gameplay, non c’è una singola novità, non c’è alcuna situazione in grado di sorprendere il videogiocatore, che sia un colpo di scena nello svilupparsi della storia o un enigma particolarmente bello e intrigante. La storia, come descritto sopra, l’abbiamo già vista in diversi altri titoli punta e clicca di stampo poliziesco, mentre il gameplay, seppur il classicismo e la non evoluzione nell’avventura grafica è sempre ben accetta, non riesce mai a far lavorare così tanto il cervello al fine di esclamare “però quant’è tosto!!”. Dobbiamo rinviare tutto ad un ipotetico Art of Murder 3 o, forse meglio, ad un nuovo gioco punta e clicca. Venendo al discorso del gameplay, si presenta il tutto con estrema facilità e immediatezza: l’indispensabile inventario in basso capeggerà in qualsivoglia situazione, il diario si aggiornerà automaticamente con documenti e dialoghi, e l’ormai immancabile cellulare/palmare accompagnerà Nicole nel suo lungo peregrinare. Col tasto sinistro selezioneremo gli oggetti dall’inventario o li faremo interagire con l’ambiente, mentre il tasto destro serve per una rapida descrizione dell’oggetto presente in inventario o meno. In aiuto del videogiocatore verrà sia una manina sul puntatore ad indicare che con quell’oggetto si può interagire in qualche modo, e sia un occhio che ci farà capire che c’è una descrizione pronta a partire dalla bocca della protagonista. Non solo, nell’inventario sarà presente anche un pulsante che rileverà tutte le interazioni: lente di ingrandimento per analizzare più dettagliatamente uno spazio o un oggetto, interazioni con l’ambiente e passaggi per cambiare scenario. Il sistema degli enigmi si basa sostanzialmente nell’usare gli oggetti in inventario tra di loro o con l’ambiente, con qualche piccola variante come il classico puzzle da formare o la cassaforte da aprire. Ad aumentare la voglia del “combina-combina” vi è il fatto di doversi occupare di tanti compiti diversi, mettendo in condizione Nicole di dar sfogo alle sua abilità fai-da-te, di elettricista e di artista ingegnosa. Capiterà spesso che la gente ci chiederà dei favori in cambio e, guarda caso, troveremo sempre il necessario a portata di mano o quasi. Il punto favorevole di ciò, sta nel fatto che l’andirivieni è dunque molto limitato se non a qualche scenario che, tramite doppio click, verrà subito passato e visitato. Il sistema di puntamento è abbastanza preciso, salvo in alcuni frangenti dove il mouse segnala interazione in uno spazio molto più grande di quanto realmente occupi l’oggetto interagibile.

Anche l’occhio vuole la sua parte

Citando un classico proverbio, diamo via libera all’analisi tecnica del gioco.
Graficamente il gioco c’è, ed è ben curato. Le animazioni dei personaggi sono molte, seppur ci sia la sensazione dello “stanno aspettando giusto me”, che però solo pochi punta e clicca sono stati in grado di aggirare fino ad oggi. Gli oggetti e gli ambienti presentano ottimi dettagli, e gli enigmi che presentano l’utilizzo di una immaginaria fisica degli elementi combinati con lo scenario, sono credibili. A fare capolino diverse scene d’intermezzo, realizzate in computer grafica, che potevano essere onestamente curate molto di più. Particolare cura per i dettagli, come il passarsi gli oggetti nei dialoghi – raramente è stato fatto – e il labiale che si muove ogni qualvolta la protagonista proferisca parola. Come già detto, le ambientazioni sono molto varie, e ciò contribuisce a non stancare il videogiocatore degli stessi scenari. Da segnalare come alcuni scenari presentino, o possano presentare a seconda della configurazione hardware, dei difetti grafici davvero sgradevoli, con porzioni di texture che vengono a mancare e scie nere che disturbano la visuale. Per fortuna ciò avviene solo in alcuni scenari specifici. Il comparto audio si attesta su buoni livelli, seppur manchino gli effetti legati agli ambienti, presenti ma non quantitativamente sufficienti, diamo nota di una bel doppiaggio italiano e di musiche molto diverse e intriganti, anche se spesso troppo invasive.

Per gli appassionati

La disanima del gioco termina qui. Il consiglio è quello di provare questo titolo solo per gli amanti del genere. Art Of Murder 2: Caccia al Burattinaio è di per sé un prodotto ben realizzato e vario, che non si pone di raggiungere l’olimpo dei punta e clicca, e che non porta con sé né una trama da Oscar né novità sostanziali di gameplay. Dunque, non è un titolo per tutti perché potrebbe annoiare fin dalle prime ore di gioco, bensì è un titolo che può essere tranquillamente giocato dagli amanti del genere, per il solo gusto di allungare ulteriormente la sua esperienza con i punta e clicca polizieschi. E mi raccomando, usate le bambole per giocarci se proprio dovete usarle, e non per firmare le vostre vendette!

Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
City Interactive
PUBLISHER
City Interactive
SITO UFFICIALE
www.artofmurdergame....
GENERE
Avventura
GIOCATORI
1
ONLINE
NO
CONSOLE
Pc
CARATTERISTICHE
Requisiti Minimi: Processore: Pentium 3 500MHz RAM: 128 MB Scheda Video: 32 MB Spazio libero su Hard Disk: 2 GB
Pagella
Grafica: 70
Buona, dettagliata e ricca di cut-scene
Sonoro: 75
Doppiaggio italiano azzeccato e musiche convincenti
Giocabilità: 60
Veramente troppo, troppo povera
Longevità: 55
Completabile in circa 6-8 ore: troppo poco per un punta e clicca
GLOBALE: 65
Nel complesso più che sufficiente


Pro:
  1. + Tanti luoghi da visitare
  2. + Graficamente appagante, ci sentiremo lì presenti

Contro:
  1. - Una trama scontata e male organizzata
  2. - Combinare oggetti e poco altro
  3. - Per molti non sarà giocabile una prima volta, figuriamoci un'altra per ricordarlo




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