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Batman: Arkham City

Il Ritorno ad Arkham, espansa a città!

By Andrea Pautasso , 24/10/2011
Successo insperato A distanza di due anni dal lancio del primo episodio dedicato al mondo dell’uomo pipistrello di Rocksteady, che ha portato quest’ultima ad essere assorbita dal gruppo Warner Bros. grazie al successo indiscusso di Batman: Arkahm Asylum, ecco uscire l’atteso seguito di una delle rivelazioni videoludiche degli ultimi anni, ovvero Batman: Arkham City. Co-protagonista A primo impatto riesce subito visibile e palpabile come Rocksteady abbia deciso di cambiare decisamente impronta narrativa al seguito di Arkham Asylum, proponendo un Bruce Wayne o se preferite Batman, immischiato in un contorto gioco di equilibri, tra lui e le più brillanti e folleggianti menti criminali di Gotham City. Con l’uscita di Arkham City, Rocksteady non si è fatta pregare ed ha dato fondo alla cronologia del crimine della città che fa da sfondo alle vicende del tenebroso protagonista. Ecco spuntare oltre agli immancabili Joker, Killer Croc, Poison Ivy, altri nomi eccellenti come il Pinguino, Due faccie e la sempre ambigua Catwoman. Proprio su quest’ultimo personaggio, Rocksteady ha sviluppato buona parte delle sostanziali novità di gioco. Potremo infatti, in determinati contesti narrativi, interpretare gli attillati e graffianti panni di Catwoman, scoprendo come questo personaggio sia radicalmente diverso nell’approccio di gameplay rispetto a l'uomo pipistrello. Decisamente più agile e con gadget più votati all’elusione che all’inflizione di grossi danni, Catwoman è senza dubbio un esperimento ludico ben riuscito, che riesce ad alternare in modo saggio e ponderato, l’Azione di Batman, che rimane comunque preponderante. Nel segno della continuità Sotto l'aspetto grafico il gioco rimane molto simile e fedele agli ottimi standard qualitativi che si sono potuti apprezzare nel suo predecessore, cercando in alcuni casi di migliorare laddove possibile un comparto tecnico, che già al tempo non aveva nessun particolare difetto. Il Sonoro, almeno per quanto riguardo la versione italiana del gioco, si basa su un doppiaggio improntato alla Nostalgia, ovvero affidato a quel cast di doppiatori che resero celebre Batman ai tempi del cartone animato degli anni ’90. Il risultato è senza dubbio apprezzabile, poiché è indiscutibile la sensazione di “welcome back” data da voci familiari che nell’infanzia di molti, ha rappresentato dei veri e propri momenti indimenticabili. Il Sonoro riceve un'ulteriore evoluzione, passando dall’effetto ambientale di Arkham Asylum, ad un Sonoro più intelligente e modellato all’Azione di gioco, dove ogni passo del protagonista di turno (Catwoman o Batman) avrà degli alti e bassi nell’acutizzarsi dei brani, con un set di tracce sonore senza dubbio azzeccate. Sulla via del seguito perfetto Il gameplay di Batman: Arkham City risulta quasi del tutto immutato dal suo predecessore e ci sentiamo di dire, che questo è un bene, visto l’enorme spessore qualitativo che questo comparto aveva in Arkahm Asylum e che viene riproposto con lo stesso standard, anche nel suo successore. I comandi di gioco rimangono pressoché gli stessi, cercando di inserire novità nel comparto mosse, oltre nuove armi che l’uomo pipistrello potrà utilizzare per la sua personale lotta contro il crimine. Incrementati in modo esponenziali gli extra, che passano dagli immancabili indivinelli dell’Enigmista, alle sessioni di Realtà aumentata, ai compiti secondari a cui un Batman indispettito dai soprusi dei villani del crimine, non potrà che impedire ogni volta che li capterà con il proprio radar. L'ambientazione di Arkham City, rispetto al suo predecessore, risulta molto più congeniale al personaggio e al suo contesto. Ora avremo modo di vagare per lungo e largo in una Gotham City tetra e riprodotta fedelmente, attraverso la quale ci riuscirà facile riconoscere alcuni scorci dell'opera originale firmata DC. La longevità del gioco si attesta su livelli molto simili al suo predecessore, ovvero intorno alle quasi 15 ore di gioco prima di intravedere i titoli di coda, ore di gioco aggiungiamo noi, che non si fanno particolarmente sentire, vista la qualità generale della produzione. Le difficoltà di gioco sono state riviste in occasione del lancio di Arkahm City, notando un incremento generale della situazioni proposte in game, ma nulla di imprescindibile, atto e fatto per rendere l’esperienza di gioco accattivante a tutti i felici possessori del predecessore. Game of the Year? In definitiva Batman: Arkham City diventa davvero difficile da non consigliare, a fronte di una produzione a tratti superba, che fa riflettere sulle vere potenzialità del brand, in passato davvero bistrattato e che ora grazie ai ragazzi di Rocksteady sta vivendo una vera e propria “primavera notturna”. Per chi ha amato Arkham Asylum l’acquisto è pressoché obbligato, per coloro che avessero dubbi sulla produzione, consigliamo di metterli completamente da parte ed immergersi senza timore in un videogame che vale seriamente l’acquisto. Senza dubbio Uno dei migliori giochi dell’anno e della sua generazione, non è blasfemia pensare che possa essere un serio candidato al titolo di Miglior Gioco dell’Anno.

Pagina ufficiale: Batman: Arkham City
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Info

SVILUPPATORE:

Rocksteady Studios

EDITORE:

Warner Bros.

GENERE:

Azione

SOTTOGENERE:

Avventura

CONSOLE:

xbox 360

GIOCATORI:

Singleplayer

SITO UFFICIALE:

Link

Voti

Grafica: 93
Definita e tenebrosa, difficile pretendere di più
Sonoro: 95
Doppiaggio nostalgico, scelta vincente
Giocabilità: 96
Semplice ma ragionata, un mix raro ed efficace
Longevità: 95
Vien già voglia di rigiocarselo…
GLOBALE: 96
“Un pipistrello da sogno”
Pro:Contro:
  • Ambientazione quasi raddoppiata
  • Nuovi cattivi e tutti di spessore
  • Trama godibile e tanti extra da sbloccare
  • Gameplay praticamente immutato