Battlefield 3
Guerra e distruzione
By Alessio Calace, 01/11/2011
Finalmente è arrivato!
Sono passati ormai tre anni da quel 27 giugno 2008 che ha visto la serie Battlefield approdare su console next gen attraverso lo spin off Battlefield: Bad Company. In un panorama gremito di FPS, troneggiato da un colosso quale Modern Warfare, che ha dettato i nuovi standard per il genere, i due capitoli Bad Company hanno sempre rappresentato la proposta “alternativa” alla rappresentazione della guerra che i ragazzi della Infinity Ward hanno realizzato, con largo consenso e plauso del mercato e della critica. Quest’anno, tuttavia, alla DICE hanno deciso che il tempo per la diplomazia è finito: è arrivato il momento di competere direttamente per la vetta e non pubblicando spin off, ma scendendo in campo con il terzo capitolo della serie principale, a ben sei anni dall’uscita dell’apprezzatissimo Battlefield 2.
Hollywood Army
Per diventare il primo della classe, la prima cosa da fare è emulare ciò che fa il cocco della maestra. Alla DICE lo sanno bene, ed è per questa ragione che per strutturare la campagna single player di Battlefield 3 hanno giocato e rigiocato i capolavori della concorrenza e visionato un imprecisato numero di film di guerra, costruendo così una story-line che sopra ogni altra cosa colpisce per l’elevato tasso di adrenalina ed azione. Gli avvenimenti di cui è principale (ma non unico, dato che sarete chiamati a prendere il controllo anche di altri personaggi, come la pilota di caccia Hawkins e il carrista Miller) protagonista il Sergente Blackmore e la compagnia Misfit si snodano in tutto il mondo, dall’Iran a Parigi, dal confine sul Caspio alla Grande Mela, abbandonando inoltre fin da subito un approccio narrativo cronologico: flashback, flashforward, prospettive multiple conferiscono alla campagna una struttura a mosaico, i cui tasselli si svelano poco alla volta, mantenendo così sempre vivo l’interesse del giocatore. Bombe atomiche, dittatori, terroristi, CIA e spie russe popolano il conflitto portato sullo schermo da DICE in un’azione al fulmicotone che tiene incollati alla sedia dall’inizio alla fine, per tutte le 8-10 ore necessarie a terminarla (a seconda del livello di difficoltà scelto). Il prezzo di cotanto spettacolo si paga in termini di libertà e autonomia decisionale: per quanto la presenza di veicoli, campi di battaglia ampi e distruttibilità totale siano da sempre i cavalli di battaglia della serie EA, il loro coinvolgimento nella campagna è molto marginale. A parte la celebre missione Thunder Run, ad esempio, non si prende mai il controllo diretto è totale di un mezzo (sempre limitato a sparatorie su “binari”), così come l’azione fortemente scriptata ha ridotto all’osso la dimensione delle mappe (oramai dei semplici percorsi lineari) e la distruttibilità delle stesse: la demolizione degli edifici è ridotta ad eventi pre-calcolati autonomi dalle azioni del giocatore, che possono tuttavia tirar giù alberi, divisori da ufficio e coperture. A ciò però risponde un’ottima varietà di situazioni da fronteggiare, che annoverano tutte le tipiche circostanze che al giorno d’oggi non possono mancare nella campagna di un fps: fasi di cecchinaggio, protezione ed estrazione di commilitoni feriti, combattimenti in campo aperto e in luoghi angusti, scontri corpo a corpo (conditi da quick time event piuttosto semplici e mai frustranti), infiltrazioni e l’immancabile assalto alla villa lussuosa. Nel complesso, la campagna di Battlefield 3 resta impressa grazie ai suoi notevoli e numerosi momenti cinematografici, ma si esaurisce in fretta, forse troppo presto, non approfondendo temi e personaggi interessanti (su tutti il russo Dima) che avrebbero potuto, con qualche piccolo accorgimento, entrare nel cuore dei giocatori, e non supportando il finale attraverso un adeguato climax, tanto che i titoli di coda giungono un tantino inaspettati, spiazzando il giocatore.
Guerra vera
Se la campagna single player abbraccia ed emula in toto lo stile hollywoodiano e scriptato della guerra così come prescritto dal campione Modern Warfare, nel multiplayer lo spirito della serie Digital Illusion torna a farsi sentire prepotentemente. Le quattro modalità (Conquista, Corsa, Deathmatch a squadre e Corsa a squadre) sono infatti incentrate sul gioco di squadra, premiando la fazione che sa meglio organizzare e coordinare le proprie risorse e tattiche piuttosto che i più talentuosi nel combattimento finalizzato alla sola eliminazione dell’avversario. Conquista è infatti la modalità marchio della serie, in cui le due fazioni si affrontano in un vasto campo di battaglia ricco di veicoli per la cattura e difesa di zone sensibili (segnalate da bandiere), mentre Corsa prevede l’assalto (o la difesa) di due postazioni MCOM, la cui distruzione comporta lo spostamento in una zona successiva della mappa. Torna il completo e complesso sistema di punteggio già visto in Bad Company 2, in cui il giocatore è premiato, oltre che per l’abbattimento di un avversario, anche per la designazione di un bersaglio, l’adempimento degli ordini impartiti dal caposquadra, il supporto ai compagni, arricchito in questo capitolo dai punti ottenuti per il fuoco di soppressione, tramite il quale è possibile riempire lo schermo avversario di un effetto blur che impedisce la corretta e precisa visuale sul terreno di gioco, e un sistema di assegnazione punti assist calibrato sul danno effettivamente inferto sul bersaglio. Le nove mappe disponibili offrono una completa enciclopedia di situazioni belliche: spazi aperti e pianeggianti, da sorvolare a bordo di jet ed elicotteri o da segnare con i cingoli dei carri armati, zone costiere complete di sbarchi e mezzi navali, picchi montuosi completi di strette gallerie e profondi dislivelli verticali perfetti per lanci paracadutistici, quartieri residenziali, parchi e mercati per la guerriglia urbana. Se i precedenti capitoli si caratterizzavano per un gameplay tattico e ragionato, incentrato sul combattimento sulle medie e lunghe distanze, Battlefield 3 prosegue nella stessa direzione, ampliando la propria offerta con scontri a corto raggio in ambienti chiusi e stretti. La presenza di un arsenale ampio e profondo, caratterizzato da pezzi riprodotti con grande attenzione (basti pensare che è possibile anche selezionare la modalità di fuoco dei fucili che hanno questa feature) e “personalità” (senza che vi siano armi con comportamento simile tra loro), completato dalla possibilità di modificare i propri ferri con accessori di tutti i tipi (laser, torce, mirini di vario tipo, caricatori aumentati, ecc.) permette di avere i mezzi giusti per affrontare ogni circostanza. Le opportunità di personalizzazione si ampliano sia sul fronte del gameplay grazie alla presenza di perks (corazza, esplosivi potenziati, ecc.) e gadget dagli scopi molteplici (mortai, medipack e defibrillatori, C4, mine, segnalatori di posizione e persino spawnpoint mobili, per la gioia dei tattici scuola Killzone 2) che della pura estetica, mediante la presenza di diverse mimetiche e di piastrine customizzabili. Il sistema di sviluppo del soldato virtuale è completo e profondo, strutturandosi su tre livelli: il grado militare complessivo, l’esperienza con la singola classe (Assalto, Geniere, Supporto, Ricognitore) e l’abilità con le armi e i mezzi impiegati. L’aumento di grado su ciascuno dei tre livelli comporta l’ottenimento di uno sbloccabile (arma, accessorio, perk), motivando così in maniera continuativa il giocatore a misurarsi sul campo di battaglia, magari tentando nuove ed efficaci combinazioni di armi, accessori e abilità: ottenere tutto comporta ore e ore di battaglie, e potrà distinguere i veri veterani dai comuni giocatori. Ad aumentare ulteriormente la longevità di un multiplayer completo ed appagante si aggiungono le mostrine ottenibili al compimento di compiti specifici. A completare l’offerta si aggiunge un multiplayer cooperativo (solo online, purtroppo), che inserisce le meccaniche del comparto multigiocatore nella cornice di missioni simili alla campagna. L’esperimento, per quanto poco approfondito in termini quantitativi (qualche missione in più avrebbe giovato), è senza dubbio riuscito, anzi, i puristi del gameplay tradizionale à la Battlefield troveranno in questa modalità le sensazioni e le caratteristiche che il single player ha significativamente limitato a favore della maggiore regia hollywoodiana. L’interazione sociale è infine amplificata dall’implementazione gratuita della piattaforma Battlelog, utile per creare plotoni di amici con cui mettere a ferro e fuoco la zona di guerra, confrontare statistiche, scambiare chiacchiere.
Guerra di nuova generazione
La versione 2.0 del motore grafico proprietario Frostbite, benché non raggiunga i livelli massimi (così come dichiarato dagli stessi DICE) della sua versione PC, riesce anche su console a creare un impatto visivo che in più di un’occasione lascia a bocca aperta. Non si tratta della migliore realizzazione vista in questa generazione per un FPS, ma senza dubbio Battlefield 3 riesce a portare su schermo il miglior compromesso finora visto tra dettaglio, effettistica, interazione ambientale e dimensioni (in termini di grandezza delle mappe e numero giocatori). Tolti i difetti di turno, riassumibili nel ritardo di caricamento di alcune texture, bassa definizione di alcune di esse, sporadiche compenetrazioni e inspiegabile indistruttibilità di alcuni oggetti (in particolar modo nella campagna), Battlefield 3 rimane uno spettacolo piacevole per gli occhi. I punti forti del Frostbite 2.0, in particolar modo effetti luce realistici e di grande impatto, capaci di dare un grande senso di profondità alle ambientazioni, filtri grafici, scelte stilistiche quali la presenza di sporco/graffi/gocce/lens flare sullo schermo, effetti volumetrici e particellari di fumo ed esplosioni, animazioni fluide, naturali e varie permettono non solo di chiudere un occhio sui difetti di cui sopra, ma persino di dimenticarsene serenamente: spesso ci si trova semplicemente a contemplare lo spettacolare panorama che si dipana sul video, soprassedendo sulla texture che pecca nel dettaglio. Degno di nota il significativo passo avanti compiuto nella realizzazione degli interni, adesso ricchi di dettagli ed in generale più credibili, ben oltre le spoglie baracche dei capitoli precedenti. La distruttibilità, marginale nel single player, domina incontrastata nei comparti multigiocatore: mura ed edifici crollano drammaticamente sotto i colpi delle armi più potenti, o travolti dalla potenza di fuoco dei veicoli più distruttivi. Menzione d’onore per l’audio (assolutamente da provare con un impianto adeguato 5.1), che vanta senza ombra di dubbio il miglior campionamento e la migliore riproduzione in relazione ai contesti in cui si svolge l’azione di qualsiasi gioco sviluppato sino ad oggi.
The battle rages on
EA riesce nel suo intento di scendere in campo con un campione capace di dare serio filo da torcere alla concorrenza: forte di un multiplayer apprezzato, di successo, dalla formula consolidata e ancora più completo grazie all’aggiunta della guerriglia a corto raggio e urbana, propone una campagna che emula i nuovi canoni premiati dal mercato, tradendo in parte il suo spirito. Il compromesso offerto può tuttavia fare la felicità di tutti coloro che hanno sempre desiderato un single player Modern Warfare style e un multigiocatore à la Battlefield. Un’ottima produzione, che riesce a mantenere e soddisfare quasi completamente le promesse e le aspettative generate nell’utenza. D’altra parte i margini di miglioramento sono tutt’oggi presenti, soprattutto nell’ambito della campagna, in cui la serie fatica a trovare un’espressione che sappia coerentemente comporre le esigenze del grande pubblico con le caratteristiche insite nel proprio DNA. Alla DICE sono riusciti, nel giro di tre capitoli, a passare da proposta “alternativa” a principale erede al trono di re degli FPS: non si può dunque che essere fiduciosi del futuro di questa storica serie, a patto che si continui come finora fatto ad investire e a far tesoro del feedback degli appassionati.
Pagina ufficiale: Battlefield 3, Battlefield
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Info
SVILUPPATORE:
Digital Illusion CE (DICE)
EDITORE:Electronic Arts
GENERE:Sparatutto
SOTTOGENERE:N/A
CONSOLE:PC
GIOCATORI:Multiplayer
SITO UFFICIALE:Voti
| Grafica: | 90 |
| Il miglior compromesso su console tra dettaglio, dimensione e interazione | |
| Sonoro: | 97 |
| Effettistica senza pari. Colonna sonora migliorabile | |
| Giocabilità: | 93 |
| Multiplayer strategico e stimolante. Campagna immediata e ricca d’azione | |
| Longevità: | 91 |
| Multi profondo e premiante, campagna frettolosa | |
| GLOBALE: | 92 |
| La Battaglia dei | |
| Pro: | Contro: |
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