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Recensione di
Battlefield: Bad Company 2
per Pc

I quattro cattivoni delle meraviglie
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La guerra vista dalla cattiva compagnia
Battlefield: Bad Company 2 torna dopo un anno e mezzo dal successo ricavato dal primo episodio di quella che si prospetta essere diventata una saga ormai in stile Call of Duty. Ritorna il team di battaglia Digital Illusions CE/EA per portare su console nextgen e stavolta anche su PC la riproposizione di una guerra territorialmente realistica e divertente grazie alla compagnia che guideremo durante l’avventura. Eccoci dunque davanti al titolo completo che ha visto prima di questa recensione ben due anteprime sulle pagine di GAME vista l’appetibilità del gioco. Ed ora, via con la valutazione.
La Bad Company non muore mai
Dopo le varie missioni suicida del primo capitolo, Battlefield: Bad Company 2 ci ripropone il seguito con i suoi stessi quattro membri per un altro obiettivo ad alto rischio. Dopo la missione Aurora e la quasi totale sparizione della bomba atomica dei giapponesi, la compagnia dei nostri cattivi beniamini viene inviata in Bolivia per indagare sulla riproduzione fedele dell’arma nucleare, stavolta made in Russia. L’obiettivo dunque diventerà uno e di vitale importanza: riportare in America l’arma devastante che i Russi hanno intenzione di usare per non far cessare la mole impressionante di morti che la guerra sta continuando a portare con sé. Nuovamente nei panni di Marlowe, toccherà dunque visitare varie location e impadronirsi di tutti i progetti della bomba e studiarla, per poi sottrarla al nemico una volta individuato chi c’è dietro questo scopo malefico. Sì, trama semplice, come tutti gli sparatutto in prima persona che puntano a divertire.
Parola d’ordine: divertimento!
Eh già, ormai non è tanto scontato fine con i giochi di oggi. Ebbene, al diavolo tutto il resto posso solo dire che finalmente Battlefield: Bad Company 2 mi fa usare questa parola! Sì, perché il gioco FA DIVERTIRE e se ne sentiva la mancanza. Il gameplay seppur sia assolutamente lineare come conviene in ogni FPS, vi regalerà la sensazione di trovarvi davvero sul campo di battaglia. A dispetto del primo episodio in cui il gioco veniva lanciato grazie all’indiscussa fisica realistica di cui erano dotati tutti gli edifici che risultavano essere molto distruttibili, in Battlefield: Bad Company 2 l’intero campo di gioco potrà essere devastato come si vuole nella sua completa totalità. Il concetto di semi-distruttibilità introdotto nel primo episodio del gioco viene sostituito da una totale devastazione che comporterà ancor di più scelte rapide nell’approccio al fuoco nemico. Ogni copertura non sarà mai sicura, che sia l’interno di una struttura, una staccionata, una copertura di sacchi pesanti o un muretto della città, e questo aspetto gioca a favore dell’immersione, assolutamente fantastica. Non sentendosi mai sicuri di dove ci si trova, il videogiocatore è costretto in senso positivo a guardarsi disperatamente attorno alla ricerca di nuovi ripari o nemici da seccare prima di poter far danni, dando quindi l’impressione di rimetterci la pelle in prima persona piuttosto che in un videogame. Il gameplay è stato però molto alleggerito rispetto al primo capitolo. Infatti, la struttura semi sandbox che costringeva il giocatore a muoversi in spazi aperti e prendere i veicoli per spostarsi, è stata sostituita da un insieme di campi da battaglia in una mappa più piccola e lineare, che obbliga il giocatore a spostarsi a piedi tra i vari obiettivi senza mai eccedere nella lunghezza del percorso, oppure obbligandolo a prendere i veicoli in un bel alternarsi di episodi da fermo e in movimento, magari scappando dai nemici per un dato evento. Ecco dunque sviscerarsi nuovi aspetti del gameplay che mutano l’esperienza di gioco rendendola sicuramente frenetica e non dando ripetutamente l’idea della linearità di cui soffre il titolo. Ogni campo di battaglia sarà vasto e la presenza di numerosi edifici permetterà al videogiocatore vari approcci: i più diretti e senza scrupoli, potranno immergersi nella battaglia in scontri a fuoco faccia a faccia, i più tattici preferiranno salire sui tetti degli edifici e colpire col fucile da cecchino. Io? Io bè, il più delle volte ho sfondato varie porte e ho fatto il giro dalla parte più lontana, cogliendo i nemici di sorpresa mentre cercavano di vedersela con i nostri tre compagni. Ecco dunque come intuibile che Battlefield: Bad Company 2 grazie alla sua capacità di riprodurre fedelmente i vari scenari che una guerra può presentare, come la devastazione completa degli ambienti, regala anche una buona dose di alternanza di quello che è un gameplay semplice, offrendo al videogiocatore la possibilità di interagire con l’ambiente piuttosto che essere un elemento che lo calpesta soltanto. Facile immaginare dunque come il divertimento salga alle stelle quando si ha tra le mani una mitragliatrice fissa o un lanciarazzi, facendo cadere a pezzi le intere strutture per puro godimento i vari ripari che accuratamente avevano scelto i nemici. Come detto, oltre i vari scontri a fuoco a cui siamo abituati, vi saranno anche sezioni in cui a farla da padrone sarà la nostra abilità nel guidare un veicolo e al tempo stesso sparare per non farlo esplodere o altri eventi che metteranno a dura prova altre nostre capacità. Eliminato totalmente il sistema di cura, anche in Battlefield: Bad Company 2 comparirà l’auto-miracolazione grazie alla quale una volta colpiti ripetutamente dai nemici, stando al riparo per qualche secondo torneremo con la vita “piena” pronti a imbracciare nuovamente il fucile e far strage.
Più in forma che mai
La nuova versione del Frostbite consiste in una nuova fisica sicuramente più vicina alla realtà, grazie i calcoli in real time che tengono conto della precisione dei proiettili, l’angolazione e coincidenza che vanno poi a determinare quanto essi “fanno male” alla struttura. Il gioco presenta molte cut scenes con la grafica del gioco in cui però non è possibile interagire in alcun modo risultando dunque veri e propri filmati da osservare, oltre che vari script come la pioggia o l’alternanza giorno-notte che in alcune missioni ci faranno immergere a tal punto da far apparire la battaglia come davvero reale, dandoci l’impressione che l’orologio scorra per davvero e non si sprechi tutto in un pomeriggio. Graficamente il gioco vive vari alti e bassi. Non ci sono perdite di framerate consistenti neanche impostando al massimo i vari filtri, e questo è da lodare, però purtroppo ci si rende conto di vari difetti che minano la qualità complessiva del comparto tecnico. Partiamo dal presupposto che seppur gli ambienti non sono davvero vasti quanto sembra, sono tutti dotati di un ottimo livello di dettaglio e riprodotti fedelmente, però le ombre risultano spesso piatte e poco credibili, come anche le varie cut scenes che mostrano delle espressioni facciali poco carismatiche e un livello generale di dettagli non entusiasmante. Ciò è sicuramente riconducibile al fatto che il motore di gioco riesce a gestire tutte le collisioni e gli innumerevoli effetti particellari senza mai cadere come detto in perdita di framerate riducendo l’esperienza di gioco per colpa di scatti, quindi nel complesso il risultato è notevole. Senza contare che gli effetti particellari sono davvero fantastici e senza questa qualità, la distruttibilità degli ambienti avrebbe perso davvero tanti punti sia a livello visivo che a livello di divertimento. Anche dal punto di vista audio siamo presenti ad un ottimo lavoro, il doppiaggio italiano è fatto bene, così come i vari campionamenti sia degli effetti atmosferici che di quelli regalati da tutto il fuoco armato. Purtroppo la longevità della campagna in single player non è elevata, il gioco si può finire in 6-8 h a livello di difficoltà normale e qualche ora in più a livello di difficoltà più elevata, ma sostanzialmente siamo in media con il resto degli sparatutto. Dal punto di vista multiplayer, sicuramente l’esperienza di gioco si allungherà per altre 20-30 ore tranquillamente.
Un degno rivale per COD
Battlefield: Bad Company 2 è a conti fatti un degno rivale dell’ormai inarrivabile Call of Duty. Probabilmente visto questo seguito, ci sarà da aspettarsi altri capitoli della saga che ha avuto sicuramente molto più successo di quanto si credeva al lancio, vuoi per un accurato carisma dei personaggi, vuoi per una nuova esperienza della solita guerra mondiale.
Battlefield: Bad Company 2 si presenta in una veste sicuramente meno ironica e più matura, e si migliora laddove le critiche si facevano più insistenti. Sicuramente da giocare con gusto e per tanto tempo per chi ama gli sparatutto, sicuramente da provare per chi come me non mastica il genere: insomma, Battlefield: Bad Company 2 non deve mancare dallo scaffale di nessun amante dei videogiochi. |
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Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
DICE
PUBLISHER EA Games
SITO UFFICIALE www.battlefieldbadco...
GENERE Sparatutto
GIOCATORI 1
ONLINE SI
CONSOLE Pc
CARATTERISTICHE Requisiti minimi: * Processore: Core 2 Duo @ 2.0GHz * Memoria RAM: 2GB * Scheda Grafica: GeForce 7800 GT / ATI X1900 * Memoria Scheda Grafica: 256MB * Sistema Operativo: Windows XP Requisiti consigliati: * Processore: Quadcore
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Pagella
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Grafica:
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80 |
Tecnicamente valido, ma si poteva fare di più |
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Sonoro:
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85 |
Ottimi effetti atmosferici e delle armi |
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Giocabilità:
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95 |
Divertente sia in singolo che in multiplayer |
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Longevità:
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80 |
Campagna non lunghissima, ma il comparto online farà il resto! |
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GLOBALE:
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85 |
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Pro:
- + Sà divertire!
- + Possibilità di approcciarsi ai combattimenti a fuoco in maniera differente
- + Ambienti totalmente distruttibili
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Contro:
- - Piccoli problemi di aliasing
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