Borderlands
La prima prova in solitaria di Gearbox
By Enrico Rossi, 24/10/2009
Meglio soli che male accompagnati...
Per la prima volta i ragazzi Gearbox sviluppano un videogioco interamente prodotto dai loro studi, sforzandosi con i propri mezzi e senza portare avanti lavorazioni per conto terzi. Per i più neofiti, Gearbox è una azienda che produce videogame, fondata nel 1999 da Randy Pitchford, Stephen Bahl, Landon Montgomery, Brian Martel e Rob Heironimus, specializzata in sparatutto in prima persona ha lavorato per conto di diversi grandi produttori: Ubisoft, Sega, 2K Games, Microsoft Game Studios, Electronic Arts, Activision e Vivendi Games e ha collaborato alla realizzazioni di diversi videogiochi con altrettante compagnie. Ricordiamo Gearbox essenzialmente come sviluppatore di molti degli spin off di Half Life e la serie Brothers in Arms; attualmente sta sviluppando alcuni videogiochi per Nintendo WII, un nuovo episodio di Brothers in Arms e Alien: Colonial Marine. Dopo questa breve presentazione sulla compagnia il 23 di ottobre sbarcherà sul mercato un nuovo prodotto: Borderlands, che dopo aver cambiato “faccia” diverse volte è pronto a farci divertire con la sua stravagante componente, a metà strada tra un Shooter e un gioco di ruolo pronto, e a stupire con il fantastico Cell Shading.
Terre di confine
La storia verso la quale saremo proiettati non è complicata e piena di intrighi o inganni... parla di un pianeta, Pandora, dove molti anni prima viveva una razza aliena impegnata nella costruzione del Vault, (in stile Fallout 3), dove riposero tutte le loro ricchezze. Noi, avventurieri di Firestone, dovremo cercare questo sito e impadronirci del suo contenuto. Sulla strada troveremo altri intenzionati come noi, alcuni risulteranno amici, alcuni fra essi si aggiungeranno a noi formando una squadra, altri risulteranno meno amichevoli e dovremmo in alcuni casi anche sbarazzarcene. Il gioco inizierà con il nostro alter-ego su di un futuristico mezzo di trasporto pubblico sul quale, in tipico stile GDR, dovremo scegliere le abilità, tra quelle disponibili, del nostro personaggio: il Soldato, devoto principalmente alle armi da fuoco, il Cacciatore, ottimo per attacchi dalla lunga distanza, la Sirena, dotata di capacità curative, ed il Berseker, che predilige il combattimento corpo a corpo. Ognuna di queste modalità avrà un propria peculiarità e un proprio sviluppo. Avvenuta la scelta inizierà l'avventura e aggirandoci per la città accumuleremo le prime quest che ci permetteranno di prendere confidenza con il personaggio ed esaurire il tutorial iniziale. Le missioni saranno ordinate in un diario e potremo scegliere quale attivare o quale rinviare ad un prossimo momento. Quest’ultime si aggirano sui temi classici dei MMORPG: dall’uccisione di un certo numero di nemici al recupero o/e la protezione di un determinato oggetto, il tutto immersi in una struttura open world che ci permetterà di richiamare una determinata quest a nostro piacimento dove l’unica limitazione sarà rappresentata dal livello medio dei nemici che ci si troverà ad affrontare, indicato già nel diario delle missioni. Come succede molto spesso nei giochi di ruolo, l’identità del nostro alte-ego verrà svelata dopo alcune ore, Firestone comunque servirà essenzialmente come tutorial. In città incontreremo un dottore il quale ci affiderà le prime missioni e introdurrà concetti base come l’utilizzo dei distributori delle armi o il generatori di scudi e il medikit. Conclusosi l’addestramento verremo a conoscenza di certi portali che ci permetteranno di switchare da un capo all’altro della mappa ma una volta raggiunto il livello 10 sbloccheremo l’officina, dove potremo acquistare i mezzi di trasporto. Inizialmente saranno disponibili solo due Dune Buggies, di differente livrea, su cui potremo montare un lanciarazzi o una mitragliatrice; il sistema di guida risulterà facile e intuitivo, molto simile a quello utilizzato in Halo, con un analogico direzioneremo il veicolo con l’altro controlleremo la velocità del mezzo.
Il gameplay non delude
Il gameplay molto simile ai giochi di ruolo, quest dopo quest, ci permetterà di acquisire determinate skill points, spendibili in un apposito menù composto da tre alberi, che ricorda molto quello utilizzato in World of Warcraft. Una delle peculiarità di questo prodotto sarà senza ombra di dubbio il tool per le armi: di fatto Gearbox ha realizzato un programma che permetterà di costruire, a seconda di alcuni parametri, miriadi di armi permettendo così a Borderlands di avere un arsenale quasi illimitato. Procedendo nel corso delle quest scopriamo che sebbene l’acquisto delle armi sia possibile presso diversi distributori automatici sparsi sul territorio, il modo migliore per procurarsele è direttamente sul campo: questo è possibile sia raccogliendo ciò che i nemici lascieranno cadere alla loro morte, sia esplorando gli avamposti in cerca di specifici bauli. Questi ultimi generano il contenuto in maniera casuale alla loro apertura, e con un pizzico di fortuna ci si potrà impadronire di qualche arma viola. Esattamente, ogni arma apparterrà ad un tipo di colore di qualità crescente: grigio, verde, blu e viola, inoltre saranno rivelate le caratteristiche in un apposito menù che ci permetterà di avere maggiori informazioni, ad esempio sulla potenza di fuoco o sulla capienza del caricatore. Una componente fondamentale dell’equipaggiamento è rappresentata senza ombra di dubbio dagli scudi che per un certo lasso di tempo ci permetteranno di essere riparati contro i colpi dei nemici. Come ogni gioco di ruolo che si rispetti questi scudi potranno essere migliorati nel tempo e/o nella protezione. La salute vera e propria è invece visibile attraverso una classica barra e da un numero che ne indicherà lo stato e che crescerà insieme al livello del personaggio. Essa a differenza dello scudo non è rigenerativa, ma può essere ricaricata sia tramite medikit istantanei, sia tramite pack medici trasportabili nell’inventario, anche se ne avremo a disposizione solo uno per volta. In caso di morte avremo due possibilità: il “Fight for your life”, in cui mentre lo schermo si schiarirà avremo l'opportunità, uccidendo un nemico, di ritrovarci in piedi con salute e scudi al minimo, oppure nel caso non riuscissimo, in stile life chamber di Bioshock, verremo teletrasportati nella città più vicina. L’intelligenza artificiali purtroppo risulta essere il tallone d’Achille del gioco, avremo infatti modo di scontrarci con nemici alle volte poco reattivi, ma anche incontrare avversari lucidi e pronti allo scontro. Questa disparità riscontrata, alle volte spiazza e stona nel contesto generalmente sopra la media del prodotto. Molto interessate risulterà, senza ombra di dubbio, la cooperativa online che permetterà a quattro giocatori di collaborare durante la quest principale. L’impressione che desta questa modalità è molto positiva, inoltre l’aumento della forza dei nemici darò luogo a meccaniche di gioco o tattiche di squadra da studiare, dando vita così ad un gameplay più profondo e godibile.
Dal realismo ad un azzeccato Cell Shading
Dal punto di vista tecnico Borderlands non delude le aspettative, dopo un inizio un po’ travagliato dove Gearbox tentò di implementare una grafica realistica al videogioco, si passò ad un più azzeccato Cell Shading che oggi è riuscito a rappresentare appieno le tematiche del prodotto. I colori sono molti vivi e immaginarsi uno scenario realizzato con più realismo sarebbe stato piacevole, ma allo stesso tempo le stilossisime caricature cartoon riescono a donare una punta di sarcasmo e fantasia all’intera avventura che ben si lega ad una trama non troppo complicata, uno gameplay tra lo shooter e l’RPG e una soundtrack molto divertente. La parte del sonoro fa anche lei una bellissima figura, avremo una composizione musicale di alto livello che intervallerà canzoni serie e con grosse scariche di adrenalina a brani più lenti e divertenti, il tutto creando un’ottima cosmesi con l’ambientazione, le varie situazioni di gioco e il motore grafico.
In conclusione siamo di fronte ad un ottimo titolo che dopo un inizio non entusiasmante ha trovato una propria anima che lo rende allo stesso tempo particolare e molto interessante. Il gameplay a metà strada tra uno shooter e un gioco di ruolo può fare storcere il naso a qualcuno ma se posso spezzare una lancia a suo favore posso dire che l’idea abbozzata dai Gearbox non è assolutamente male, anzi questa miscela fra due generi è ben congegnata e potrà sicuramente avere un seguito. L’unica perplessità rimane riguardo l’effettiva varietà della campagna singolo giocatore che sembra mantenere la leggerezza tipica degli FPS aggiungendo alcuni aspetti non proprio ottimi degli RPG, come le quest per certi versi troppo simili tra loro. Bordelands si propone sul mercato come un prodotto originale ed innovativo che grazie a questa grafica accattivante ed una composizioni di brani azzeccati lo rende un prodotto consigliattissimo ad appassionati e non. Attenzione la ricerca del Vault è iniziata.
Pagina ufficiale: Borderlands
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Info
SVILUPPATORE:
Gearbox Software
EDITORE:2k Games
GENERE:Fps
SOTTOGENERE:Rpg
CONSOLE:Play Station 3
GIOCATORI:Multiplayer
SITO UFFICIALE:Voti
| Grafica: | 90 |
| Il Cell Shading deve piacere per essere apprezzato | |
| Sonoro: | 90 |
| Veramente fantastico | |
| Giocabilità: | 85 |
| A metà strada tra un RPG e FPS | |
| Longevità: | 80 |
| Trama decisamente ben fatta | |
| GLOBALE: | 85 |
| Assolutamente divertente | |
| Pro: | Contro: |
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