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Call of Duty 5: World at War

E' di nuovo II Guerra Mondiale

Alias: COD 5

By Andrea Garroni, 07/02/2009

Tempi di Guerra…già passata Ultimamente di FPS in giro se ne vedono parecchi, soprattutto di genere militare (futuristico o contemporaneo che siano). L’eccezione, assieme a Medal of Honor, è da un pò di tempo la serie di Call of Duty, che ci porta assai spesso in una ambientazione passata ed in particolar modo all’epoca della seconda guerra mondiale. Oramai siamo giunti alla quinta sinfonia della saga e, nonostante i cambiamenti a livello di sviluppatore che si sono susseguiti nel corso degli anni, la melodia è sempre la stessa: prodotto di alta qualità, ma, francamente, dopo anni trascorsi ad ammirare le gesta di eroi nella seconda grande guerra, sa un tantino di minestra riscaldata. L’allusione non va certamente alla scelta da parte di Treyarch di utilizzare il medesimo engine di Call of Duty 4: Modern Warfare, ottimo e ancora attuale, quanto alla scelta ostinata di riproporre continuamente una ambientazione già vista e rivista. Tutte storie diverse, vero, ma ogni tanto un po’ di novità non guasterebbe soprattutto a livello di atmosfera. L’inversione di tendenza si era puntualmente verificata con il quarto capitolo della saga, ambientato nella nostra epoca per scelta di Infinity Ward, che ha riscosso un grande successo, forse superiore a quel che si era visto con il terzo capitolo, sviluppato sempre da Treyarch, e che ancora oggi ha una vasta schiera di “seguaci” soprattutto nel comparto online. Arrivano: Banzaiii! Novità da un punto di vista narrativo (che influisce sensibilmente nell’esperienza di gioco, a livello di gameplay soprattutto) è l’introduzione, oltre all’onnipresente fazione nazista (una osservazione: nel corso dei precedenti tre videogame abbiamo ucciso talmente tanti nazisti che ora, nel quinto episodio, dovrebbero rimanerne ben pochi. Così non è.), dei tanto “simpatici” giapponesi, che sono in grado di “animare la festa” con tanta violenza, spesso gratuita, ed appagante al fine di godersi appieno un videogame di questa portata. Noi impersoneremo in questo capitolo un soldato dello United States Marine Corps, gruppo di fanteria impegnato nella contrapposizione all’esercito imperiale giapponese dell’oceano Pacifico, oppure vestiremo i panni di un soldato dell’Armata Rossa, impegnata nella battaglia di Berlino. In entrambi i casi lo scopo sarà uno solo: difenderci dall’attacco nemico, con la costante tensione provocata dall’accerchiamento a cui saremo perennemente sottoposti (sottile arte che Treyarch conosce benissimo). Online e in cooperativa Passi in avanti si registrano nel comparto online, che introduce finalmente una modalità in cooperativa online da 2 a 4 giocatori, per una esperienza che si rinnova e che offre limiti molto vasti (64 giocatori in tutto per ogni arena, contro i 18 delle versioni console). Le altre modalità sono piuttosto classiche e vanno dal classico Deathmatch a squadre, cerca e distruggi, sabotaggio e via discorrendo per una esperienza che si annuncia senz’altro lunga. Grafica niente male, ma… Il comparto tecnico di Call of Duty 5: World at War è di buon livello, sebbene non possa competere con produzioni, senz’altro più costose, del calibro di Dead Space (che ha avuto un maggior tempo di “gestazione”), con buone animazioni e discrete textures, anche se un po’ troppo simili a quelle del terzo capitolo. Il lato grafico, appunto non eccelso, ha però un indiretto vantaggio, che di questi tempi male non è: i requisiti di sistema. Se le versioni PlayStation 3 e Xbox 360 non presentano difficoltà di sorta, spesso i requisiti minimi richiesti per giocare decentemente sono piuttosto altini (evviva “l’era Crysis”!), mentre in questo caso si attestano su valori terrestri, visto che basta un processore single core da 3 Ghz per poter giocare fluidamente e soli 512 Mb di memoria ram richiesti (consiglio: occhio a Vista). In conclusione Call of Duty 5: World at War è senz’altro un gran bel titolo per questa stagione videoludica, con un interessante e coinvolgente comparto online ed una storyline discreta, coadiuvata da una ambientazione collaudata e da un ritmo sapientemente cadenzato. Purtroppo, come accennato in precedenza, il titolo presenta quello che, per molti, è diventato oramai un difetto, ovvero l’ambientazione. La seconda guerra mondiale è stata proposta in infinite versioni da una moltitudine di giochi ed è a tutti gli effetti un periodo pesantemente inflazionato nel settore dei videogames, con ambienti e situazioni che altro non fanno che alimentare nel videogiocatore la sempre più opprimente sensazione di deja vu che permea la serie. Un vero peccato, visto lo sforzo profuso da Activision e Infinity Ward nel precedente capitolo, che ha segnato indelebilmente la saga di Call of Duty, in positivo, e che diventa automaticamente il metro di paragone per i suoi successori. Un piccolo passo indietro, a conti fatti…


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Info

SVILUPPATORE:

Treyarch

EDITORE:

Activision

GENERE:

Fps

SOTTOGENERE:

N/A

CONSOLE:

PC

GIOCATORI:

Multiplayer

SITO UFFICIALE:

Link

Voti

Grafica: 79
Rispetto ad altri titoli perde il passo
Sonoro: 83
La guerra arrivera nel vostro stereo
Giocabilità: 75
Immediata ma con pochi cambiamenti
Longevità: 82
Co - op online fino a 4 giocatori ed arene da 64 slot
GLOBALE: 78
Si torna in guerra...
Pro:Contro:
  • Effetti convincenti
  • Ottimo il comparto sonoro
  • Gameplay frenetico...
  • ...ma già visto
  • Tecnicamente non di livello

Info aggiuntive

CARATTERISTICHE:

Windows Vista/XP, Processore: Intel Pentium 4, 3.0 Ghz Memoria Ram: 512Mb Scheda Video: Shader 3.0, nVidia GeForce 6600GT / ATI Radeon 1600XT da 256Mb