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Call of Duty: Black Ops

Quando il nome vale più del prodotto...

By Angelo Bruno, 11/11/2010

Ennesimo passaggio di consegna Continua la sfida quasi scacchistica tra Treyarch e Infinity Ward per riuscire ad offrire un’esperienza “coddiana” migliore. Purtroppo questa scissione ha, nel tempo, allontanato l’identità di Call of Duty, mutandone tanti aspetti: abbandono della Seconda Guerra Mondiale per far spazio a qualcosa di più hi-tech, ritorno nel ’40, zone inedite e stratagemmi di vario tipo per proporre qualcosa di nuovo. Questo ultimo step della produzione, Call of Duty: Black Ops, si presenta ulteriormente differente nella formula di gameplay, ma soprattutto nel modo di raccontare lo storyline. Verso la pellicola cinematografica Effettivamente, Treyarch ha provato con questo nuovo capitolo della serie a migliorare uno dei punti deboli del gioco, ovvero la storia. Spesso debole, banale e mal narrata, lo storyline dei vari protagonisti di Call of Duty veniva messa sempre all’ultimo posto a favore invece di effetti particellari particolari e curati, texture definite e azione frenetica. In Call of Duty: Black Ops fin dai primi istanti di gioco notiamo una profonda volontà da parte degli sviluppatori di offrire una sceneggiatura coi fiocchi e degna del nome che porta la serie. Protagonista per tutta l’avventura è Alex Mason, soldato della Studies and Observation Group, catturato con il solo scopo di rivelare le scottanti verità che ha scoperto durante le sue missioni assieme al resto del gruppo. La narrazione avverrà attraverso dei flashback, idea non originalissima ma che produce il solito effetto di tenere incollato il videogiocatore allo schermo per fargli scoprire effettivamente cosa è successo e cosa è andato storto. Mason, intontito e sottoposto a scariche elettriche, faticherà spesso a ricordare nei dettagli le vicende che lo hanno visto protagonista, e potremo scorgere tutta la sua confusione, il suo smarrimento e l’angoscia tipica del soldato cui subconscio lo costringe a dimenticare. La formula proposta funziona davvero alla grande: ottima sceneggiatura condita da una perfetta armonia tecnica, donano a Call of Duty: Black Ops quello che mancava alle vecchie produzioni, riuscendo finalmente a strappare applausi per l’ennesima rivoluzione a cui è stato sottoposto il prodotto. Spara soldato, spara! Se c’è qualcosa in cui la serie COD, tra il continuo scambio di mani nello sviluppo, non riesce proprio a cambiare è la linearità di fondo. Come da tradizione, Call of Duty: Black Ops è ricco di script che funzionano come specchietto per le allodole: eventi programmati infatti faranno capolino di tanto in tanto per simulare un cambio di programma negli obiettivi o qualcosa che è andato storto, dando l’impressione di trovarsi davanti ad un gameplay dinamico. In realtà non così ma, anzi, il fatto di offrire spesso ambientazioni chiuse o strette aumenta l’idea di trovarsi davanti a un qualcosa di fin troppo studiato: solite truppe nemiche composte da 3 a una decina di elementi ci bloccheranno la strada davanti o torneranno a farsi sentire alle nostre spalle, mentre cerchiamo di raggiungere come sempre la zona in cui si trova il nostro obiettivo. In un certo senso la ridotta longevità del titolo gioca a favore dell’utente che già dopo 3 ore di scontri a fuoco potrebbe annoiarsi col pad in mano. Il team Treyarch ha cercato di ovviare alla solita solfa di gameplay aggiungendo alcune armi inedite e facendo ricomparire l’utilizzo dei veicoli che, quasi sempre nelle loro fasi, saranno stracolmi di script. Purtroppo la sensazione rimane quella di trovarsi davanti un titolo quasi completamente morto, che non riesce davvero ad offrire niente di nuovo sul piano della giocabilità e che si culla del suo nome e del suo, come sempre, avvincente e completo comparto multiplayer. Sicuramente però qualcosa in più da offrire alla modalità single player e a tutto l’impianto di gameplay si può e si deve fare per un titolo giunto ormai ad una fase di “copia-incolla” a piene mani. Il nuovo conio Protagonista indiscussa del comparto multiplayer è l’inedita valuta del gioco introdotta in Call of Duty: Black Ops. I CoD Point, questo il nome della valuta, serviranno per acquistare armi e potenziamenti per il profilo online del videogiocatore, e si andranno ad affiancare all’immancabile level-up tramite esperienza. In un certo senso, questo nuovo sistema di crescita va a compensarsi col classico, allargando di fatto tutta la customizzazione del comparto multiplayer. Si potranno personalizzare in modo diverso e più approfondito le battaglie multiplayer, andando finalmente a cancellare le solite truppe di cecchini infallibili che si creano per ogni partita in Call of Duty. Sostanzialmente, tutti i bonus online sono stati resi facilmente raggiungibili e, di conseguenza, si da spazio anche ai neofiti del gioco… e di questo probabilmente in molti storceranno il naso. Basteranno poche uccisioni consecutive per poter richiamare gli odiati cani da guerra e le novità a livello di gadget che propone il titolo. Per quanto riguarda le modalità, ad affiancare quella più originale Contracts, ve ne saranno altre quattro che faranno uso dei CoD Point, ovvero Gun Game, One in Chamber, Sticks and Stones e Sharpshooter. Infine, ogni modalità sarà supportata da ben 14 mappe tra cui molte inedite e non riferite allo storyline del gioco. Sicuramente il comparto multiplayer offerto da Call of Duty: Black Ops è vario, intrigante e completo, mettendo su un piatto d’argento un prodotto quasi infinito: peccato però constatare ancora come l’offerta per il povero e classico videogamer da campagna in singolo giocatore sia decisamente mediocre con 6 ore circa per poter rivendere o buttare il gioco. Tutto fumo e niente arrosto? Call of Duty: Black Ops si presenta a prima vista come il titolo graficamente eccellente. Ricco di stile, cinematics ed effetti particellari spettacolari... tuttavia dopo qualche minuto di gioco si notano svariati problemi a livello di texture. Nonostante il motore grafico sia stato aggiornato ed adattato per supportare senza problemi ambienti aperti e più vasti, la realizzazione generale è solo buona rispetto ai vari eccellenti effetti. Si notano modelli poligonali semplici conditi da texture a bassa definizione a favore di una fluidità generale entusiasmante. Seppur le location siano molto varie e ricche di spunti, grazie anche all’espediente dei flashback e di uno storyline migliore, aldilà dei già citati effetti visivi resta un comparto grafico da migliorare e pieno di lacune che in qualche modo sono state coperte dai tanti script e da un ritmo di gioco decisamente alto. Infine, buono il comparto audio soprattutto grazie al convincente doppiaggio italiano. ...ed il compito è fatto! Call of Duty: Black Ops è la conferma di come le cose in casa COD non vadano più per il verso giusto. Il titolo è sostanzialmente privo di idee, e la decisa e ferma convinzione di aumentare l’offerta per il multiplayer a discapito di quella in singolo, per quanto viene a costare il gioco penalizza globalmente anche molto il prodotto. Seppur ci siano state ottime idee e tutte ben implementate nella storyline e nel modo di narrare, non vi è lo stesso successo sul piano del gameplay, ancora molto povero, troppo semplice a livello di funzionalità e decisamente ripetitivo. Come sempre, spicca l’ottimo comparto multiplayer grazie al quale ogni fan del genere potrà cimentarsi per decine e decine di ore, se non centinaia, tra le diverse ed inedite modalità proposte. Ancora da migliorare l’aspetto grafico, che mostra ancora carenze a livello di texture e modelli poligonali, in parte mascherati da un massiccio uso di cinematics, prima, e script, poi. Titolo consigliato? C’è tanta carne al fuoco per gli FPS, se cercate qualcosa di immediato e semplice, Call of Duty: Black Ops fa al caso vostro, altrimenti guardate pure altrove.


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Info

SVILUPPATORE:

Treyarch

EDITORE:

Activision

GENERE:

Fps

SOTTOGENERE:

N/A

CONSOLE:

xbox 360

GIOCATORI:

Multiplayer

SITO UFFICIALE:

Link

Voti

Grafica: 70
Ottimi effetti particellari, mediocre realizzazione generale
Sonoro: 85
Ottimo doppiaggio, buoni gli effetti e la soundtrack
Giocabilità: 60
Nulla di realmente innovativo e troppo ripetitivo
Longevità: 70
Il multiplayer è da 95, ma la campagna in singolo non va oltre il 45
GLOBALE: 70
E' un buon gioco, ma c'è tanto altro in questo ramo
Pro:Contro:
  • Ottimo e riuscito tentativo di dare lustro alla storyline proposta
  • Un protagonista carismatico per una storia avvincente
  • Multiplayer eccezionale...
  • ...ma insufficiente esperienza in singolo giocatore
  • Ripetitivo
  • Di Call of Duty e del suo splendore c'è solo il nome

Info aggiuntive

CARATTERISTICHE:

requisiti di sistema minimi Sistema Operativo: Windows Vista/XP/7 Processore: Intel Core2 Duo E6600 or AMD Phenom X3 8750 or better Memoria: 2GB Disco Rigido: 12GB Scheda Video: Shader 3.0 or better 256MB NVIDIA GeForce 8600GT/ATI Radeon X1950Pro or bett