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Recensione di
Call of Duty: Roads to Victory
per PSP

E' scoppiata una nuova guerra nel minimondo di PSP  
Da poco uscito il terzo episodio per le "consolone" di nuova generazione, e considerato uno dei migliori sparatutto in prima persona ispirati alla guerra, l’esercito di Call of Duty invade anche la piccola di casa Sony e lo fa con una realizzazione tecnica a dir poco agrodolce. Sorgono i soliti dubbi sull’impegno da parte dei programmatori di avvicinarsi alle caratteristiche madri del titolo, ovvero grafica realistica, controlli da sballo, effetti sonori esplosivi e vasta longevità. A nostra memoria fino ad ora, solo due titoli sono stati riproposti quasi alla perfezione: queste meraviglie portano il nome di Grand Theft Auto: Vice City Stories e Tekken: Dark Resurrection, produzioni che hanno determinato nel mondo della Playstation Portable, fedelissime conversioni direttamente dalla loro "sorella maggiore". La domanda giunge pertanto spontanea: riuscirà questo nuovo Call of Duty a non far rimpiangere i fan dopo la commercializzazione su di una piattaforma tascabile? E soprattutto, riuscirà a divertire folle e folle di guerrafondai patiti? La risposta purtroppo è positiva solo a metà, poiché i talentuosi ragazzi dell’Amaze Entertainment hanno si mostrato nel loro lavoro parecchi aspetti sufficientemente rilevanti, ma non sono riusciti a riproporre le stesse emozioni a cui la serie ci ha abituato da tempo. Paradossalmente per una produzione di questa importanza, la caratteristica migliore si è rivelata il comparto audio: effetti incredibili formati da grida, dialoghi, spari di ogni genere e tantissime tipologie d’esplosione, portano le piccole casse del ‘mostricciattolo nero’ a pompare come non mai, fintanto che desidererete una rotella supplementare per alzare ancora di più il volume.

Tre nazioni in guerra...

I giocatori potranno rivivere il 1940 dagli occhi degli Stati Uniti, da quelli del Canada e della Gran Bretagna e tuffarsi a capofitto nelle 14 missioni che includono le modalità ‘bunker sieges’, ‘air battles’ e ‘full scale invasion’. In queste sfide sarete coinvolti nelle battaglie all’interno dei bunker, alla guida di rumorosi aerei della Seconda Guerra Mondiale per poi ritrovarvi a combattere all'ultimo sangue in un'arena selvaggia invasa dal nemico. Ripercorrerete tutte le situazioni più drammatiche che fecero mestamente famosi quei periodi, capitanando un gruppo di soldati tutto vostro e potendo contare sul vostro arsenale e sul fidato radar, pronto a rilevare in ogni momento la vostra posizione sulla mappa. E’ nelle fasi iniziali che comincerete ad osservare il comparto grafico del gioco: insieme ad una buona rappresentazione a livello visivo dei soggetti e degli sfondi, vediamo ahimè sorgere dei fastidiosi piccoli scatti e rallentamenti, soprattutto nelle aree di gioco colme di esplosioni e di personaggi.

Un gameplay da rivedere

Purtroppo il vero neo del titolo è rappresentato dall’insufficiente giocabilità: comandi scomodi e mai lineari, accompagnati da frustranti problemi tecnici e di configurazione, fanno precipitare il voto globale, per una valutazione che, vista comunque la bontà in diversi fattori che determinano il gioco, poteva e doveva essere più alta. Fortunatamente la durata del titolo è valorizzata da un ottimo collegamento ad hoc (purtroppo manca quello in rete) che finirà per coinvolgere in una agguerrita lotta alla sopravvivenza fino a sei players in contemporanea, ausiliati da ben 7 tipologie di battaglia, tra cui il famosissimo ‘capture the flag’. In definitiva per un titolo blasonato negli anni come Call of Duty si poteva fare senz’altro di più: vista comunque la penuria di titoli del genere e dopo aver finito Brothers in Army, una partitina con gli amici a questo CoD sarà senz’altro piacevole.

A cura di : Riccardo "Riki" Fusco


Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Amaze Entertainment
PUBLISHER
Activision
GENERE
Fps
GIOCATORI
1 - 6
ONLINE
NO
CONSOLE
Psp
Pagella
Grafica: 70
Sfondi e personaggi degnamente rappresentati...ma troppi rallentamenti
Sonoro: 89
La vera sorpresa del titolo!
Giocabilità: 55
Indecorosa e pacchiana per un titolo del genere
Longevità: 72
Godibile con gli amici
GLOBALE: 68


Pro:
  1. + Sonoro di alta scuola melodica

Contro:
  1. - I controlli gettano fango sul titolo




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