Clive Barker\'s Jericho
Il male che non dorme mai...
Alias: CB Jericho, CBJ, Jericho
By Simone Ceccarelli, 07/02/2009
Torna sulla scena ludica il padre dell’horror Clive Barker! Già noto al pubblico dei videogiocatori con il grandissimo Undying, ci impressiona con un gioco che di per se ha catalizzato l’attenzione di stampa e fan fin dalle prime battute, ma ora che è sugli scaffali potremo scoprire se la penna di Clive Barker ha partorito un nuovo capolavoro o se si tratta di uno dei tanti titoli forti solo di un grosso nome. Com’è facile intuire la trama non è nulla di banale e scontato, questa ha risvolti religiosi e militari, fondendo l’uso di poteri paranormali al piombo puro e semplice delle armi da fuoco; Tutto inizia dalla Genesi: Dio, prima di creare Adamo ed Eva da alla luce un’altra creatura a sua immagine e somiglianza (almeno così è nella trama del gioco), tale creatura, nominata “primogenito”, risulta essere un fallimento totale, tanto che Dio in persona decide di confinarla in una dimensione parallela chiamata “scatola” per tutta l’eternità. Il nostro amichetto, però, non ci sta a rimanere nella sua prigione e quindi riesce a creare un portale per poter uscire ed arrivare sulla Terra. Ma dove c’è un cattivo ci sono anche i buoni ed in questo caso è la squadra Jericho, fondata durante la Seconda Guerra Mondiale per indagare sulle ricerche naziste e sul paranormale; questo intrepido team è formato da sette elementi e viene inviato ad Al-Khali, per indagare su quanto sta accadendo in tale città; il nostro alter ego sarà Devon Ross, che però morirà nelle prime fasi di gioco... FINE. No, scherzo: il gioco non finisce qui perché lo spirito del buon capitano scopre d’essere in grado di trasmigrare fra i corpi della propria squadra, per controllarli e usare i loro poteri. Durante il dipanarsi della trama ci troveremo a scendere all’interno di Al-Khali ripercorrendone le fasi storiche che l’hanno caratterizzata, ci troveremo a combattere zombie nazisti, antichi romani e demoni ancestrali fino a giungere al cospetto del Primogenito in persona, con il compito di ricacciarlo nella “scatola” e tappare il portale.
Una scampagnata con gli amici...
Centro focale di questo gioco è il gruppo di sei membri che compongono la squadra Jericho, divisi in due team (alpha e omega), sarà fondamentale, per la riuscita della missione, imparare ad usare le capacità combattive ed i poteri paranormali caratteristici di ogni elemento; potremo, inoltre, comandare il posizionamento degli elementi guidati dalla cpu con la semplice pressione di un tasto, purtroppo però tale tasto è anche designato per lo zoom dei due fucili da cecchino, quindi può risultare facile sbagliarsi durante un combattimento frenetico. Non lasciatevi impressionare: Jericho non è un gioco strategico e la componente tattica si ferma qui, in sostanza ci troviamo di fronte ad uno sparatutto splatter ricco di proiettili volanti e sangue che schizza a destra e manca; i nemici rispondono in maniera convincente, anche se non si lanciano in finezze tattiche limitandosi solo a venirci addosso ad ondate; per i primi scontri basterà la semplice forza bruta delle nostre armi, ma più avanti dovremo combinarle alla perfezione con i poteri della nostra squadra, oppure usare questi per risolvere qualche enigma. E’ qui che si fa sentire un’altra grossa lacuna del gioco e riguarda proprio l’IA dei nostri compagni: ogni tanto può capitare che questi continuino a fare ciò che stanno facendo nonostante i cambi repentini della situazione, come quando un elemento viene ferito (o ucciso), sarebbe normale che il compagno vicino s’adoperasse per prestare le cure necessarie all’amico a terra, ma ciò non sempre avviene costringendoci a “switchare” e prendere possesso dell’elemento vicino per provvedere di persona. Ciò, insieme alla linearità dei livelli ed agli enigmi che sembrano troppo pilotati, lascia qualche alone su un gioco che, comunque, è di notevole fattura e saremo troppo impegnati dalla trama per farci caso.
Una città in rovina
Una sicura nota di merito va alla grafica: i mostri sono una festa dell’orrore (in senso buono, sia chiaro) mentre il sangue è mappato alla perfezione e gli effetti sono di notevole fattura... una gioia per gli occhi. Un po’ deludenti le mappe; diciamoci la verità, in molte situazioni mostrano la loro bellezza anche grazie ad un sapiente uso delle luci dinamiche, ma si notano molti cali di dettaglio. Menzione a parte merita l’audio: le musiche sono talmente belle e d’atmosfera da sembrare uscite direttamente da un film di Hollywood ma di contro abbiamo una localizzazione talmente scadente da risultare fastidiosa come una colica renale. Va bene il risparmio, va bene il non prendere attori professionisti, ma il mio cane imposta meglio la sua voce quando abbaia: le voci dei personaggi risultano atone e spesso contrastano con il carisma che il personaggio trasmette con l’aspetto e le movenze. Ovviamente si può selezionare il parlato inglese che riesce a trasmettere tutto il patos e le sensazioni che un film dovrebbe dare, certo però potevano fare qualcosa in più, in un gioco simile, con una trama così intrigante e profonda i dialoghi sono una cosa fondamentale.
Difetti a parte, questo titolo rimane un gioco valido; ovviamente non incute tutta la paura di cui s’era parlato in periodo di hype ma la mentalità con la quale lo affronterete sarà la stessa con la quale si affronta un Rainbow Six, solo con meno tattica. Comunque la trama è abbastanza intrigante da garantire ben dieci ore di gioco, di più per tutti quelli che vogliono sbloccare gli extra creati dagli sviluppatori. Pensate di perdervelo?
Pagina ufficiale: Clive Barker's Jericho
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Info
SVILUPPATORE:
MercurySteam
EDITORE:Codemasters
GENERE:Azione
SOTTOGENERE:Fps
CONSOLE:xbox 360
GIOCATORI:Singleplayer
Voti
| Grafica: | 86 |
| Bello il dettaglio dei mostri | |
| Sonoro: | 78 |
| Musiche degne di un film di Hollywood | |
| Giocabilità: | 82 |
| Ottima, anche se alcuni comandi risultano scomodi | |
| Longevità: | 88 |
| Dieci ore di gioco e molto più | |
| GLOBALE: | 84 |
| Pro: | Contro: |
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