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Recensione di
Damnation
per Pc

L'america dei dannati
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Una battaglia ancora in atto...
Immaginate una realtà parallela dove la guerra di secessione americana non è mai finita e il dittatore di turno, Lord Prescott, sfruttando un esercito di super soldati e la propaganda tenta di dominare il mondo: questo è lo scenario scelto da Codemaster per il suo western steam-punk Damnation. Nei panni del moderno cow-boy Hamilton Rourkeci ci uniremo al gruppo dei ribelli e insieme ai nostri compagni esploreremo una serie di livelli a sviluppo verticale. Passando da fasi di arrampicata ad altre di combattimento senza quartiere contro l’esercito nemico ci batteremo per determinare le sorti della nostra amata nazione.
I nemici che ci si porranno davanti andranno dai semplici soldati, potenziati da un micidiale siero, a prototipi di robot armati fino ai denti; così, di livello in livello, scopriremo la storia di Rourke e determineremo le sorti del mondo.
Un Mix di stili
Damnation nasce come un concentrato di diversi stili di gioco: Il principale è sicuramente quello dello shooter in terza persona, ma sarà alternato a fasi platform e di guida che introducono una piacevole variazione al gameplay. L’influenza di alcuni capolavori recenti si avverte come nelle fasi sparatutto molto simili a quelle viste in Gears of War (senza però l’utile sistema di coperture). L’idea di Codemaster è quella di rivalutare un genere come il western, che non ha mai sfondato in ambito videoludico, adattandolo ad uno scenario dark futuristico.
Purtroppo il risultato non è degno dell’obiettivo in quanto il gioco incespica in pesanti carenze tecniche: il sistema di controllo, estremamente impreciso, affligge tutti i diversi aspetti del gioco rendendo Rourke un burattino a noi estraneo e molto difficile da manovrare. Addirittura peggiore il sistema di mira che fa acqua da tutte le parti: utilizzare qualsiasi arma diversa dal fucile da cecchino vorrà dire vedere tre quarti dei nostri colpi andare sprecati partendo in direzioni del tutto casuali. Impossibile quindi una qualsiasi tattica di attacco a distanza. I nostri alleati soffriranno ancora più pesantemente questo limite e li vedremo scaricare caricatori per interi minuti senza riuscire a colpire alcun nemico e non riuscendo a fornire alcuna copertura. Le armi poi, limitate a poche tipologie classiche (shotgun, mitragliatore, lanciarazzi e fucile da cecchino), non rendono un’adeguata sensazione di potenza dandoci l’impressione di essere costantemente armati di fucili ad aria compressa. Le sessioni di guida soffrono invece della scelta di una telecamera fissa che non ci darà la possibilità di valutare quando utilizzare il turbo causando troppo spesso spiacevoli salti nel vuoto. Le fasi platform, pur essendo limitate alle solite quattro acrobazie viste in tutti i titoli, risultano forse la componente meglio riuscita del gioco. Un aiuto lo danno i poteri che uno sciamano fornirà a Rourke, permettendogli di individuare la posizione dei nemici all’interno dei livelli, feature che sarebbe tatticamente utile se fosse poi possibile attaccare i nemici da lontano. Ottimo, invece, il salvataggio a checkpoint che permette nei casi di chiusura “violenta” del gioco, spesso provocati dalla frustrazione che Damnation inevitabilmente suscita nel giocatore, di non dover ripetere interamente i passaggi già affrontati. La componente multiplayer riesce a dare maggiore profondità al gioco: potremo così affrontare in cooperativa LAN e Internet tutte le missioni del gioco, oltre alle classiche modalità versus (Deatmatch, Team Deatmach, cattura la bandiera e re della collina).
Look da rifare
La scelta di utilizzare l’onnipresente Unreal Engine 3 non è bastata a salvare la veste grafica di un gioco che si presenta dozzinale già dal primo filmato prerenderizzato. Le ambientazioni spoglie e piatte non riescono a fare presa nel giocatore, così come l’assoluta mancanza di espressioni facciali risulta grottescamente ridicola. Al tutto si unisce un interattività praticamente nulla e ad un numero di glitch e di bug grafici assolutamente imperdonabile in un gioco destinato alla next-gen.
Vedere la telecamera ballare negli ambienti chiusi e i nostri compagni letteralmente teletrasportarsi in giro non aiuta certo a rivalutare un comparto grafico decisamente sottotono. Volendo trovare una nota positiva si può dire che il level design sarebbe stato ottimo se non fosse per l’assenza di particolari e per la “piattezza” delle texture.
Damnation è un titolo che, pur avendo una grande potenzialità in termine di idee, paga una realizzazione tecnica non ai livelli di un titolo next-gen. Il gameplay, nonostante l’aggiunta di una buona componente online, non riesce a raggiungere la sufficienza piena a causa delle carenze che si avvertono un po’ in tutte le tipologie di gioco che Damnation ci offre. Si salva solo il comparto audio grazie ad un doppiaggio italiano complessivamente buono. Spiace vedere come un titolo che aveva le carte in regola per donare grandi soddisfazioni e rivoluzionare un genere sia stato così malamente realizzato. In definitiva un gioco che potrà tranquillamente venire a mancare nelle nostre collezioni. |
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Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Blue Omega Entertainment
PUBLISHER Codemasters
SITO UFFICIALE www.damnationthegame...
GENERE Azione/Sparatutto
GIOCATORI 1 - 8
ONLINE SI
CONSOLE Pc
CARATTERISTICHE PEGI 18+
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Pagella
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Grafica:
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50 |
Modelli poligonali e texture inadeguati |
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Sonoro:
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65 |
Buon doppiaggio italiano |
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Giocabilità:
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40 |
IA abbastanza sviluppata ma controlli troppo imprecisi |
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Longevità:
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55 |
Rigiocabilità bassa |
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GLOBALE:
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55 |
Tante buone idee, ma sviluppate male |
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Pro:
- + Ambientazioni e storia interessanti
- + Livelli non lineari
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Contro:
- - Grafica sottotono
- - Controlli e telecamere imprecisi
- - Poco innovativo
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