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Recensione di
Dante's Inferno

per PlayStation3

Electronic Arts riscrive la Divina Commedia



Letteratura e videogames: Si apre una nuova pagina?

Quando EA annunciò che Visceral Games stava sviluppando un gioco dedicato alla Divina Commedia del sommo Dante, mezzo mondo videoludico cominciò a
sognare. Lo scenario narrativo dell’opera di Dante Alighieri è da sempre considerato nel mondo della letteratura e non solo, come uno dei migliori mai creati dalla mente umana. La notizia che un producer di videogame della fama di Electronic Arts avesse intenzione di sfruttarlo per dedicargli un gioco è stato solo uno degli elementi maggiori che hanno fatto accrescere fino allo spasmo l’attesa verso questo titolo. EA dal canto suo ha rincarato la dose investendo in una massiccia operazione pubblicitaria, che ha fatto aumentare ulteriormente, qualora ce ne fosse bisogno, l’attesa di vedere questo titolo sugli scaffali dei negozi. La data tanto attesa è finalmente giunta, il 5 febbraio è ufficialmente il giorno scelto da Visceral Games per farci varcare i cancelli dell’Inferno ed addentrarci sotto la guida attenta di Virgilio, verso un viaggio il cui ritorno non è affatto scontato.

Divina Commedia Alternative Edition

Durante lo sviluppo del titolo, diversi dettagli sono trapelati dalle bocche degli sviluppatori ed addetti ai lavori del progetto. A grandi linee si era già compreso che le analogie tra l’opera originale ed il videogame sarebbero finite ben presto. Dante viene tradito dalla chiesa per cui il nobile crociato si è macchiato le mani di sangue di infinite vittime in suo nome. Arrivato ormai ad una situazione di disperazione più totale, Dante ritornando al suo paese natale viene a conoscenza che l’anima della sua amata Beatrice è stata catturata e condotta nei meandri degli Inferi. Senza troppi indugi di sorta, il crociato errante decide di andare a salvare la ragazza, nel tentativo di redimersi dai peccati di cui si è
inconsciamente macchiato. Come ben noterete, non c’è alcun punto in comune tra le due opere, se non quello di prendere liberamente spunto dall’opera originale dantesca, per dare nomi e contorni alle atmosfere del videogioco.

Una buona realizzazione tecnica

Graficamente parlando il titolo risulta essere di buon livello, ma non eccelso come ci saremmo aspettati. I modelli dei personaggi risultano tutto sommato di buona fattura, con picchi di qualità da ritrovare specialmente nei personaggi principali, ma con qualche perplessità per la realizzazione poligonale dei nemici comuni, assai numerosi e presenti in tutti i livelli di gioco. Le atmosfere dell'avventura, come annunciato già da tempo, risultano essere dalle tonalità decisamente tetre, forse fin troppo, tanto che più di una volta abbiamo dovuto modificare il contrasto dello schermo in cui abbiamo giocato il titolo, a causa della poca nitidezza di certi frangenti di gioco. Il comparto sonoro risulta essere d’effetto e particolarmente suggestivo: le urla dei dannati sono davvero strazianti e rendono bene l’idea infernale dell’ambiente circostante, anche se in un secondo momento della recensione, l’insieme delle caratteristiche di gioco saranno dovutamente approfondite. I temi musicali di gioco risultano essere godibili ed il doppiaggio italiano ci ha lasciati soddisfatti del lavoro svolto dai nostri attori connazionali.

La falce e la croce

La giocabilità del titolo si erge principalmente sull’utilizzo della falce e della croce in possesso del nostro crociato protagonista. Se la prima è evidentemente il maggior strumento di offesa contro gli attacchi delle deviate creature infernali, la croce ha ben altro ruolo: si tratta principalmente di un oggetto di difesa e di diversivo all’azione di attacco, in grado di stordire soprattutto i nemici. La croce inoltre darà la possibilità di redimere una volta indeboliti, i nemici che si pareranno di fronte a noi. Qualora scegliessimo la strada della redenzione, otterremo dall’eliminazione del nemico sconfitto, punti utili al potenziamento della croce stessa. Qualora invece decidessimo di eliminare il nemico con la falce otterremmo punti potenziamento per quest’ultima. Il bilanciamento dei punti sulle due armi a livelli iniziali non è poi così influente in termini di godibilità del gioco, tutt’altra cosa è invece ai livelli più avanzati, dove un cattivo bilanciamento di questi due mezzi di difesa ed offesa, rischia di aumentare consistentemente il livello di difficoltà degli scontri anche solo contro i nemici comuni. Nulla di nuovo sotto il sole, non siamo di fronte tecnicismi come quelli visti recentemente in Bayonetta, oppure alla varietà di azione di un God of War, però il sistema di gioco si rende godibile e mai banale.

Tutto è bene finchè…

La longevità del titolo si attesta su livelli standard del genere, ovvero intorno alla decina di ore prima di intravvedere i titoli di coda. Finora la recensione lascerebbe intravedere un gioco discreto o quantomeno accessibile a tutti, ma a questo punto mi vedo costretto ad una riflessione approfondita, che mi ha accompagnato fin dall’inizio del gioco, quando ho incontrato Caronte all’inizio
dell’Inferno. Visceral Games ha prodotto un titolo buono, il cui unico tratto caratteristico distintivo dalle altre produzioni è l’atmosfera di gioco. Dante’s Inferno non propone una visione soft dell’Inferno ed in particolare dei suoi abitanti come magari indirettamente altri giochi del genere da anni fanno. Il nuovo titolo di EA preme bruscamente l’acceleratore verso contorni di gioco estremamente gore e disturbanti, un'accelerata che sa quasi di mossa suicida. Dante’s Inferno si spreca nel voler diventare sempre più malsano e disturbante nei suoi contenuti di gioco. Personalmente potrei citare il dover combattere contro orde di neonati cadaverici o il dover cercare soluzioni di enigmi squartando pareti di interiora dalla natura apparentemente umana e grondanti di sangue solo per rendere l’idea al lettore che si sentirà sorpreso nel leggere queste righe di testo così amare. Finish moves di brutalità inaudita o il generale voler rappresentare scene dalla natura volutamente raccapricciante fino all’estremo, sono elementi che personalmente riescono difficili da essere apprezzati. Intendiamoci, il sottoscritto non è uno che gioca solitamente a titoli dai contenuti leggeri, tanto che ancora oggi si diverte come un matto a finire e rifinire prodotti come Dead Space o Resident Evil 5, ma il lavoro di Visceral Games va ben oltre il minimo buon gusto. Siamo ben coscienti che il titolo di EA è ambientato agli Inferi e difficilmente quest’ultimi possano essere rappresentati come dei luoghi dai verdi pascoli, ma sinceramente non ci saremmo aspettati un titolo che dopo qualche ora si rende quasi ingiocabile perché disturbante e raccapricciante a tal modo da compromettere seriamente l’esperienza di gioco intera. Siamo sfortunatamente di fronte ad un prodotto in cui l’ambientazione riesce a distruggere in parte il buon lavoro fatto per gli altri aspetti di gioco.

Saper darsi dei limiti? Una nuova virtù!

Qual è la differenza tra Dante’s Inferno ed un ottimo gioco? Probabilmente il saper darsi dei limiti, senza compromettere l’esperienza di gioco e tutto il buon lavoro fatto dietro. Visceral Games ha creato un titolo dalle caratteristiche tecniche buone e di quelle legate al gameplay interessanti, tutte rovinate da un voler volutamente esagerare l’esperienza di gioco. Ignoriamo se questo sarà o meno materia di aspra discussione e magari di futura popolarità per il titolo EA, ma francamente in sede di valutazione questa scelta stilistica ha affossato irreversibilmente un gioco dalle ottime potenzialità.

Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Visceral Games
PUBLISHER
EA
SITO UFFICIALE
www.dantesinferno.co...
GENERE
Azione/Avventura
GIOCATORI
1
ONLINE
NO
CONSOLE
Ps3
Pagella
Grafica: 83
Graficamente soddisfacente, ma A tratti scenari troppo tetri
Sonoro: 84
Doppiaggio italiano di buona fattura
Giocabilità: 80
Intuitiva e mai banale... Un tantino di dejà vù
Longevità: 62
Discreta durata dell’avventura principale
GLOBALE: 77
“Voler esagerare è peccato mortale”


Pro:
  1. + Gameplay efficace
  2. + Effetti sonori che fanno atmosfera

Contro:
  1. - Scelte stilistiche molto discutibili…
  2. - …che minano irrimediabilmente l’esperienza di gioco
  3. - Gameplay che sa di già visto




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