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Recensione di
Darkness Within: Sulle tracce di Loath Nolder
per Pc

Ho sentito dei suoni, meglio scappare! Oh no..la porta è chiusa!
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Finalmente sbarca in Italia il maestro dell’horror!
Dopo due anni d’attesa dall’uscita in Europa in lingua inglese, arriva in Italia Darkness Within: Sulle tracce di Loath Nolder, avventura grafica ispirata ai romanzi di Lovercraft, uno tra i più celebri scrittori horror/psicologico mai esistiti, sviluppata da Zoetrope Interactive e distribuita da Adventure Production. Lo statunitense con i suoi romanzi ha ispirato diversi giochi, come Alone in the Dark e viene citato in altri, come in The Witcher e The Elder Scrolls: Oblivion IV. Darkness Within: Sulle tracce di Loath Nolder invece, non si basa su una semplice citazione o sul trarre idea da quei romanzi, bensì rende un vero e proprio omaggio allo scrittore dedicandogli l’intero gioco e prendendo interi paragrafi dai suoi libri. Quello che ne esce fuori è un’avventura grafica in prima persona con visuale in soggettiva tra le migliori mai realizzate, che ne fanno, grazie ad alcune trovate azzeccate, un gioco assolutamente da non perdere per gli amanti del genere dal punto di vista videoludico e dal punto di vista del carattere thriller rappresentato in questo videogame.
Benedetta pazzia, tutte a me?!
Il detective Howard E. Loreid inizierà ad avere degli incubi, finchè una mattina verrà svegliato dal suonare del telefono cellulare. Il suo collega lo avvisa di un nuovo caso: un certo Loath Nolder è scappato dalla sua cella nel manicomio locale. Howard si deve caricare del caso e investigarci su. Ben presto però, alcuni fatti sconcertanti, gli incubi da cui era già afflitto e lo stress delle ricerche, indurranno il suo capo a togliergli il caso in questione, dando al nostro amico Howard un paio di giorni di riposo. Poco male, perchè Howard continuerà da sè, legando i suoi incubi al caso Loath Nolder. Sarà così? Riuscirà a trovare la soluzione? Ovviamente il caro redattore non può dirvelo, però vi lascia una citazione dello stesso Lovercraft, che i programmatori del gioco hanno posto all’inizio dell’avventura: Gli uomini di più ampio intelletto sanno che non c'è netta distinzione tra il reale e l'irreale.
Io punto sul trasmettere
Chissà magari il produttore avrà detto così quando gli è stato chiesto qual’era il punto forte del gioco. Sembra essere davvero questo però: il punto di forza del titolo – che non pecca assolutamente in nulla – è il voler trasmettere a tutti i costi le sensazioni che Howard vive, al videogiocatore che guida quel mouse… e dannatamente riesce a farlo fin troppo bene! Avremo la sensazione di guidare Howard passo passo verso il nulla, verso un pericolo imminente, dove presto quel corridoio che stiamo attraversando, sì sì, proprio quello, ci vedrà nel buio perchè tutte le luci ci si spegneranno davanti con un tonfo di una lampadina che si fulmina, e il nostro caro Howard comincerà ad ansimare dalla paura: sarà così o no? Percorriamo il corridoio e lo scopriremo... ricordiamoci che è un videogame, forse ciò ci è sfuggito!!! In effetti la sensazione è di essere realmente lì, e i ragazzi della Zoetrope sono riusciti in questo grazie sopratutto ad un’accurata realizzazione della visuale in soggettiva. La sensazione di full immersion è data grazie ai movimenti della telecamera – gli occhi del protagonista – dinamici, realizzati in maniera eccellente: Howard quando sentirà uno strano rumore comincerà a guardarsi attorno, e in quegli attimi non potremo controllarlo, bensì potremo, dovremo, sentire le sue paure addosso! Si guarderà a destra e sinistra, si girerà, metterà a fuoco meglio perchè gli sembrerà di sognare, si spaventerà e inizierà a vedere offuscato tutto intorno a sè, con dei movimenti più difficili dello sguardo che non riuscirà più a mettere a fuoco. In tutto ciò il videogiocatore dovrebbe restare calmo e indifferente? Mmh... ve lo lascio credere! Quando riprenderemo il controllo, avremo addosso una pressione talmente alta che avremo paura a far aprire quella porta ad Howard, anzi magari proveremo ad uscire e toglierci dagli impicci. In tutta questa bellissima gestione della visuale soggettiva dimentichiamo che c’è una grafica ottima come sottofondo, e lo dimentichiamo perchè ci sentiamo così immersi nell’azione in quella casa, che la grafica realistica contribuisce a non farcene distaccare. La palette di colori utilizzata per tutto il gioco è azzeccata: colori spenti quando dovrebbero essere ben accesi e colori fin troppo accesi quando non vorremmo, tutto ciò per immergerci in una storia misteriosa, apparentemente normale ma che nasconde dei segreti che solo con l’andare del tempo inizieremo a scoprire ed interpretare. Ottimo anche l'utilizzo dell'illuminazione dinamica. Il comparto audio fa più del suo dovere: tanta cura nei rumori del protagonista, dal suo cuore nei momenti di stress al suo ansimare, passando per un doppiaggio più che convincente che riesce a trasmettere tutte le sensazioni del caso. E poi, i classici rumori, le grida, i passi e gli ululati di tanto in tanto faranno capolino durante le nostre ricerche nelle stanze che andremo ad occupare col nostro cervellone. Insomma: dalla grafica al sonoro, passando per un’ottima visuale soggettiva in grado di immergere appieno, Darkness Within: Sulle tracce di Loath Nolder viene promosso a pieni voti!
La maestra mi diceva: "sottolinea e fai il riassunto"
Darkness Within: Sulle tracce di Loath Nolder presenta un ottimo gameplay, con alcune trovate veramente originali che rendono al titolo un fascino in più, regalando agli amanti del punta e clicca finalmente qualcosa di innovativo. Iniziamo subito col dire che la visuale in soggettiva è interamente guidata dal mouse, cosa che poche avventure grafiche di questo tipo hanno voluto utilizzare: dimentichiamoci finalmente di dover cliccare in alto, in basso, in alto a sinistra, in basso a sinistra, ecc… Ovviamente questa scelta è avallata dal fatto che i produttori abbiano cercato a tutti i costi di far immergere il videogiocatore il più possibile, e dunque la visuale a 360° spezzata non era sensata oltre che ad essere molto meccanica e fastidiosa. Inoltre il gioco non è affrontato come spesso accade attraverso una serie di oggetti da scovare, combinare, creare, modellare, ecc… bensì punta molto al ragionamento: via dunque le combinazioni di una scopa con un cestello da mare del bambino e una lampadina per creare una lampada improvvisata, in Darkness Within – Sulle tracce di Loath Nolder dovremo “semplicemente” studiare degli appunti, prendere qualche torcia e poco altro. La novità sta proprio in quel “studiare gli appunti”: ebbene, il detective Howard è un tipo molto intellettuale: la sua capacità di dedurre è elevatissima – la sua o la vostra? – e per scoprire i segreti della vicenda dovrà utilizzare tutti i suoi neuroni. Per farlo, il gioco introduce due belle novità: lo studio delle lettere e la deduzione degli elementi. Lo studio delle lettere ci impegnerà nel dover sottolineare i punti chiave del testo, poiché Howard ci rifletterà su. Dunque una data, un nome già conosciuto, un avvenimento strano, un avvenimento già visto: basterà sottolineare con l’immancabile penna rossa quella frase o quella parola o quella data, perché Howard ne ricaverà una bella deduzione. Il problema ovviamente è trovare le giuste frasi, parole e date! Il sistema di deduzione degli elementi è altresì interessante: Howard quando vedrà, sentirà o capirà qualcosa – in quest’ultimo caso grazie allo studio degli appunto – metterà l’informazione nel suo “cervello”. Tutti gli avvenimenti strani o le cose che Howard non avrà capito, dunque, staranno in una apposita schermata. In questa schermata, ogni pensiero avrà una sua icona, e per venirne a capo, dovremo aiutare Howard ad allacciare i pensieri, spostando le icone dei pensieri che potrebbero avere un legame negli appositi slot di ragionamento, e combinando i pensieri tra loro. Se saranno giusti Howard farà 2+2 e ci darà qualcosa, altrimenti avremo scelto dei pensieri discordanti e non legati tra di loro in una soluzione logica e plausibile. Dunque lasciando stare gli enigmi – saranno circa 4-5 ma risolvibili in qualche minuto di ragionamento – il gameplay si distacca notevolmente dalle avventure grafiche generali, soprattutto quelle in terza persona, e riscopre con piacere altri aspetti finora trascurati da tantissimi giochi, ponendo il videogiocatore nella condizione di ragionare grazie a delle trovate originali e sicuramente ben gradite. Un po’ di freschezza ci vuole sempre.
Un’ottima avventura grafica!
Il giudizio finale per Darkness Within: Sulle tracce di Loath Nolder non può che essere positivo. L’avventura grafica in questione è dotata un ottimo comparto tecnico e da un gameplay originale. Le verità della trama sono nascoste per bene e toccherà al videogiocatore scoprire tutto. In tal senso il titolo è decisamente rigiocabile in quanto al termine del gioco vi saranno delle statistiche che mostreranno la nostra bravura da detective. Ciò compensa la scarsa longevità, probabilmente l’unico difetto che il gioco possiede. Consigliato agli amanti dei thriller in film e romanzi e agli amanti delle avventure grafiche. E magari, perché no, consigliato anche a chi ne è rimasto affascinato durante la lettura! Sarebbe un buon modo per cominciare ad amare un genere troppo sottovalutato. |
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Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Zoetrope Interactive
PUBLISHER Adventure Productions
SITO UFFICIALE www.adventureproduct...
GENERE Avventura
GIOCATORI 1
ONLINE NO
CONSOLE Pc
CARATTERISTICHE REQUISITI MINIMI DI SISTEMA OS: Windows® 2000 / XP / Vista™ CPU: Processore 1 GHz Intel® Pentium® o AMD® Athlon™ RAM: 256 MB (512 MB raccomandati per Windows Vista™) Scheda Video: 128 MB DirectX® 9.0c compatibile o superiore (nVidia GeForce™ 3 Ti 200 o s
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Pagella
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Grafica:
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80 |
Ottima realizzazione delle case, personaggi poco curati |
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Sonoro:
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90 |
Doppiaggio in italiano ottimo, effetti sonori fedeli ed accattivanti |
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Giocabilità:
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95 |
Belle novità e full immersion |
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Longevità:
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70 |
Poche ore di gamplay ma rigiocabile più volte per scoprire la trama |
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GLOBALE:
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80 |
Da non perdere! |
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Pro:
- + Ci sentiremo là dentro!
- + L'attesa è stata ripagata
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Contro:
- - Avremo paura delle case e di ciò che può esserci nascosto
- - I personaggi potevano essere curati meglio
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