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Dead or Alive: dimensions - 3DS

Il ritorno delle procaci combattenti

By Alessandro Di Pietro, 29/05/2011

Picchia tu...che picchio io Alzino la mano tutti coloro che hanno vissuto il periodo d'oro dei picchiaduro!!! Sicuramente, chi era appassionato, non farà fatica a far raffiorare i tanti ricordi legati a saghe storiche che impegnavano interi pomeriggi: magari organizzando un bel torneo con gli amici più agguerriti, tutti nella stessa stanza, perché l'online non era ancora contemplato, col gesto automatico di far scivolare nello slot delle nostre amate console l'ultimo Street Fighter 2, Fatal Fury o Samurai Shodow. Avere sulla propria console domestica una di queste “icone” rappresentava il maggior vanto per la propria console casalinga ancora legata alla corsa tecnologica per cercare di replicare quell' “arcade perfect “di sala giochi memoria. L'ulteriore passo in avanti lo diede però la prodigiosa grafica poligonale e con essa nuovi sfidanti tramavano all'orizzonte: Virtua Fighter della Sega non lasciò di certo indifferente quel pubblico che non poteva che sgranare gli occhi di fronte a quel prodigioso step evolutivo e anche Tekken della Namco, si diede da fare per convincere tutti che il tempo dei semplici sprite stava per diventare un ricordo e che una nuova frontiera visiva era giunta. Fu così che bene o male ogni Software House, soprattutto per le allora più performanti console Saturn e PS1, si prodigò a sviluppare il miglior picchiaduro possibile: a volte fallendo miseramente, a volte creando nuove serie che sarebbero entrate nel cuore dei giocatori. Centro Estetico: Dead or Alive Proprio in questo turbinio “creativo” anche Tecmo, allora compagnia in cerca di un nuovo Brand che ridesse lustro e guadagno alle casse della società, realizzò per idea dell'eccentrico Tomonobu Itagaki, Dead or Alive. Il gioco riuscì a ritagliarsi un buon seguito di fedeli fans anche grazie alle prosperose protagoniste che fecero delle loro “forme”, uno dei tasselli vincenti di questo prodotto: noti saranno in seguito gli spin-off, con le protagoniste intente a praticare vari sports da spiaggia con costumi che non lasciano nulla all'immaginazione. Ovviamente la sua fortuna non può essere ristretta solo a questo “particolare” visto che comunque parliamo di un gioco che aveva ed ha, nelle sue meccaniche, il buon merito di coinvolgere e divertire. Di acqua sotto i ponti dal primo capitolo ne è passata tanta e oggi, certamente, il genere non rappresenta più il riferimento nelle produzioni console: non per questo però è scomparso e probabilmente, da un lato, fa sorridere come per il nuovo nato 3DS, siano proprio due esponenti del mondo picchiaduro, ad essere i migliori titoli sviluppati finora sul nuovo Hardware. Picchiaduro (tri)dimensionale Così eccoci qui a parlare dell'ultimo nato della serie: Dead or Alive dimensions. Ovviamente quel “dimensions” sta proprio ad indicare la propensione a voler sfruttare la visualizzazione 3D della console Nintendo. L'effetto, infatti, riesce ad aumentare notevolmente l'impianto scenico anche se è regolando l'effetto al minimo che i puristi godranno di una fluidità di azione maggiore. Come accadeva per gli episodi “casalinghi”, anche in questo caso non saremo limitati nello scontro nel “quadro” in cui inizieremo l'incontro, ma l'avversario potrà essere scaraventato giù da un tetto oppure da un dirupo scosceso, e si potrà continuare il combattimento in un'altra “porzione” di ambiente. Nel complesso tutto risulta ben definito e questa è la controprova di come il 3DS abbia potenzialità grafiche ancora tutte da esplorare: i personaggi sono costituiti da un buon numero di poligoni, animati in modo fluido e le ambientazioni ben struturate, presentano un colpo d'occhio che non sfigura affatto se pensiamo che tutto si muove sul piccolo schermo della console. Il sistema di controllo risulta semplice ma non semplicistico: due tasti sono dedicati ai calci e ai pugni mentre con un terzo attiveremo la parata. E' proprio grazie a quest'ultima che gli scontri assumeranno un tono più tattico: grazie alla possibilità di scansare il colpo avversario e partire al contrattacco, potremo mettere in difficoltà il rivale, stando attenti però a non subire lo stesso trattamento. Ma il gioco in singolo non è solo costellato dalla modalità Arcade in cui sfidare i combattenti in rapida successione, c'è anche spazio per quella che può essere definita la modalità Storia in cui è possibile ripercorrere, attraverso anche quello che appare come un tutorial messo per insegnare al meglio come applicare le mosse del personaggio che stiamo usando, ciò che ha portato alcuni dei protagonisti a combattere lungo gli episodi già usciti della serie. Buona anche la scelta, nei combattimenti, di posizionare sul touch screen l'elenco delle mosse del combattente selezionato: ciò infatti permette, piuttosto che premere i pulsanti a caso, di sperimentare le varie mosse possibili in modo concreto fino ad assimilarle magari mentalmente. Visto che parliamo di un titolo Tecmo che abbiamo visto al lavoro sul nuovo capitolo di Metroid: Other M per Wii, come “Cameo” troveremo uno stage dove farà la sua comparsa il temibile nemico di Samus, Ridley: ovviamente su questo presupposto anche la bionda cacciatrice di taglie proprio come guess star farà la sua comparsa per mettere a cuccia l'alato nemico. Per i collezionisti virtuali è anche possibile sbloccare, via via che si affrontano i combattimenti, i modellini tridimensionali dei 25 combattenti messi dentro la piccola cartuccia del 3DS e ai quale potremo scattare delle foto da condividere con gli amici. Insomma ad una modalità per giocatori solitari davvero corposa, fa ovviamente piacere vedere anche una modalità multiplayer ben implementata: tra sfide online o in locale, Dead or Alive: dimensions diventa virtualmente infinito per chiunque adori questo genere. Sul lato sonoro gli effetti appaiono curati al punto giusto e la colonna sonora tendente al rock e all'elettronica, ben si adattano alla frenesia degli scontri. I testi nel gioco sono in italiano mentre il doppiaggio è in lingua inglese pur potendo scegliere anche l'originale in giapponese. Wanted: Dead or Alive Tecmo conferma, con Dead or Alive dimensions, come le potenzialità della piccola macchina di Kyoto possano portare già da adesso ad avere titoli curati nelle meccaniche e sotto il profilo tecnico: tutto appare fluido e le varie modalità di gioco ( Arcade, Sopravvivenza, Sfida in coppia) ci porteranno via un bel po' di ore di gioco anche se l'IA della CPU non farà mai del tutto per ostacolare il nostro cammino. Adesso però scusatemi.... Kasumi sta chiamando per un nuovo match e non è buona cosa far aspettare una così manesca donzella.


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Info

SVILUPPATORE:

Team Ninja

EDITORE:

Tecmo

GENERE:

Picchiaduro

SOTTOGENERE:

N/A

CONSOLE:

Nintendo DS

GIOCATORI:

Singleplayer

SITO UFFICIALE:

Link

Voti

Grafica: 90
Bello l'effetto 3D...e disattiavandolo i 60 FPS sono standard
Sonoro: 85
Musiche azzeccate e effetti sonori curati
Giocabilità: 85
Semplice ma non banale
Longevità: 90
Buon numero di modalità di gioco e in multiplayer può essere infinito
GLOBALE: 88
il 3DS colpisce duro con un Picchiaduro che lascia il segno
Pro:Contro:
  • Graficamente molto bello
  • Buon numero di combattenti
  • Effetti sonori e musiche davvero azzeccati
  • Livello di difficoltà non altissimo
  • Forse la modalità Chronicle poteva essere sviluppata meglio