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Recensione di
Dead Space
per PlayStation3

La paura è dietro l’angolo?
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Una nuova saga
Sono anni oramai che nell’ambito dei videogames horror si assaporano solamente “vecchie glorie” che, giunte a imprecisati ed incalcolabili cambiamenti di piattaforma, di ambientazione e via dicendo, vengono periodicamente riproposte al grande pubblico con una grafica migliorata, una nuova storia (non sempre originalissima) e un evidentissimo “numeretto” che lo differenzia nel titolo dal capitolo precedente. E’ il caso, ad esempio, di Resident Evil e di Doom, concept di gioco che vengono riproposti continuamente (per nostra fortuna, vista la qualità che portano), ma ogni tanto una bella ventata di aria fresca nel settore, e nelle nostre case, male non fa. Ecco perché l’arrivo di questo attesissimo Dead Space è più che ben accetto, poiché è basato su un nuovo IP, un nuovo filone del genere e, probabilmente, è il capostipite di una saga che punta a sfruttare ogni possibile ramo del merchandising a livello mondiale e che dovrebbe avere, viste le potenzialità di cui dispone, un ampio consenso di pubblico e critica. Un progetto ambizioso quello di Electronic Arts, che ha affidato a EA Redwood Shores lo sviluppo di questo titolo tripla A, che ben presto sarà corredato da una versione a fumetti e persino di un film animato, in uscita in DVD e in BluRay (per l’alta definizione) nei prossimi mesi.
Isaac, sei claustrofobico?
Se veramente il protagonista di questo gioco fosse afflitto da qualche ansia o preoccupazione per gli ambienti angusti, tetri e ricchi di rumori abominevoli, ebbene sarebbe già morto ancor prima di installare il gioco su hard disk (rivolto agli utenti PS3 e Windows, a cui, prossimamente, si aggregheranno i possessori di Xbox 360). Se invece siete voi ad esserne afflitti, mettetevi l’anima in pace: Isaac Clarke dovrà forzatamente scappare dalla USG Ishimura, enorme astronave costruita per raccogliere materie prime e minerali esauriti sulla Terra, e voi dovrete accompagnarlo sino alla fine in questo disperato tentativo. Una nave che sta cadendo a pezzi a causa di misteriosi malfunzionamenti, a cui ben presto si aggiungeranno le esigenze omicide di un "simpatico manipolo" di alieni in grado di far impallidire persino gli xenomorph di Alien.
Ispirato dal passato, realizzato nel futuro
Proprio dalla quadrilogia di Alien EA ha attinto a piene mani nella definizione del concept, realizzando un gioco, nettamente di un livello sopra alla media, che è ispirato da molti film horror (di fantascienza e anche di altri generi) e da molti registi che in passato hanno realizzato capolavori cinematografici. Tutto corredato dalla forza economica e soprattutto tecnica di Electronic Arts, che ha realizzato un gioco, ambientato nel futuro, centinaia di anni avanti ai nostri giorni, in cui il pianeta Terra è rimasto pressocchè privo di risorse naturali e l’umanità, sviluppata l’adeguata tecnologia per i viaggi nello spazio, è stata costretta a cercare le materie prime nelle profondità della galassia, distruggendo interi pianeti e raccogliendo, tramite enormi navi-miniera come la USG Ishimura, quel che serve per poi riportarlo sulla Terra. Proprio la Ishimura sarà il fulcro di Dead Space: improvvisamente, nel corso di una normale missione di estrazione, tutte le comunicazioni con la nave vengono misteriosamente interrotte e il comando della flotta manda in avanscoperta una squadra di ingegneri.
Chi ben comincia...
Purtroppo il nostro Isaac (che già ha la nostra totale simpatia) ben presto si ritroverà isolato a bordo della Ishimura infestata dai Necromorph, alieni effettivamente terrificanti,che stanno distruggendo tutti i sistemi della nave dall’interno e che sembrano intenzionati a fare a brandelli il nostro protagonista. Missione prioritaria è salvare tutti i superstiti a bordo della nave e scappare prima possibile (assai difficile dopo la distruzione della nave che ci ha portato a bordo, ad opera dei Necromorph). Una impresa, per l’appunto, disperata, soprattutto in considerazione della grande ed innovativa (nonchè realistica) novità di questo gioco: noi non impersoneremo un marine spaziale dotato di armi ipertecnologiche. Noi saremo nei panni di un ingegnere privo di addestramento, in balìa degli eventi e costretto a barcamenarsi in imprese francamente disumane, dall’affrontare la gravità zero fino allo scontro con dei misteriosi alieni ben poco socievoli e il loro relativo smembramento. Proprio questa è l’altra grande novità di Dead Space che già segna un nuovo metro di paragone. Perché ogni variante dei Necromorph ha dei peculiari punti deboli e sarà indispensabile affrontarli con il preciso scopo di amputare zampe, arti e teste al fine di arrestare più efficacemente e rapidamente la loro avanzata. Tutto senza l’uso di vere e proprie armi da fuoco, sostituite con molta originalità da vari elementi che troveremo lungo il percorso e che il nostro ingegnere assemblerà e potenzierà di volta in volta per renderle più efficaci (tenendo bene a mente che riparare nel corso del gioco i danni alla nave provocati dagli alieni sarà indispensabile). Come se non bastasse saremo chiamati ad affrontare dei nemici intelligentissimi ed in grado di mirare con estrema precisione ai nostri punti vitali.
Graficamente eccelso, con alcuni difetti
Il comparto tecnico di Dead Space è in grado di far impallidire molti giochi di recente realizzazione (vedere, citando un gioco dall’atmosfera simile, Bioshock), con texture e animazioni ineccepibili, sebbene il tutto sia afflitto da lievi rallentamenti (quasi impercettibili a dire il vero) soprattutto nella gestione delle scene caotiche e ricche di elementi in movimento sullo schermo, a cui si va purtroppo a sommare un grave difetto, ascrivibile ad una inadeguatezza nella realizzazione degli effetti particellari durante le fasi di decompressione: un effetto speciale venuto piuttosto male rispetto alla magnificenza e alla dovizia dei particolari curati da EA Redwood Shores. Perplessità provengono anche dalla gestione della telecamera, piuttosto lineare e stabile in gran parte delle occasioni ma che, in alcuni ambiti di gioco, viene volutamente bloccata, rendendo impossibile una visione a 360 gradi in “affollate” situazioni di gioco, un fastidio più che altro che potrebbe risultare sgradevole per diversi giocatori. L’ambientazione è superba e i vari ambienti realizzati con il preciso e diabolico intento di far morire di paura il giocatore, con ambienti angusti, caratterizzati da un buio opprimente e da continui rumori sinistri in grado di farci sobbalzare sulla sedia dal terrore anche se sullo schermo non accade nulla. Il sound design (che è sempre più una forma d’arte) è qualcosa di incredibile: mai in un gioco di questo genere è capitato di incontrare una varietà di suoni, sapientemente cadenzati nel corso dell’avventura, in grado di tenere il terrorizzato giocatore incollato alla sedia dall’inizio alla fine del gioco con la costante sensazione di avere la morte nascosta in un angolino buio (angolino?).
In conclusione
Dead Space è uno dei migliori giochi sviluppati da Electronic Arts ed è a tutti gli effetti uno dei migliori esponenti del genere horror fantascientifico, con picchi di “terrore” veramente superbi e difficilmente riscontrabili in altri prodotti dell'ambito videoludico. Se siete appassionati di videogiochi horror, dei film di Carpenter e di Romero, se Alien è per voi una simpatica mascotte paragonabile a Topo Gigio, Dead Space fa al caso vostro. Se avete problemi di cuore è fortemente sconsigliato: Doom è una commedia a confronto. |
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Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
EA Redwood Shores
PUBLISHER Electronic Arts
SITO UFFICIALE deadspace.ea.com/age...
GENERE Sparatutto
GIOCATORI 1
ONLINE NO
CONSOLE Ps3
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Pagella
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Grafica:
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90 |
Impressionante e ricca di effetti |
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Sonoro:
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96 |
Colonna sonora coinvolgente |
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Giocabilità:
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87 |
Controlli ottimi |
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Longevità:
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84 |
Ambienti vasti e diversi livelli di difficoltà |
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GLOBALE:
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89 |
“BU!” |
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Pro:
- + IA curatissima
- + Effetti sonori terrificanti e ben gestiti
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Contro:
- - Difetti nella gestione della telecamera
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