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Deus Ex: Human Revolution

Un futuro radioso!

By Valerio Turrini, 06/09/2011

Il futuro siamo noi… Ormai sono veramente poche le persone che non hanno giocato il primo mitico Deus Ex su PC e se per caso tu, che leggi questo articolo non lo hai ancora fatto, ti consiglio vivamente di rimediare. Deus Ex, a suo tempo, segnò la storia del gaming su Personal Computer e stabilì degli standard in termini di gameplay e trama, per molti versi ancora insuperati. Con la sua ambientazione cyberpunk e la trama profonda e articolata, Deus Ex apparentemente può sembrare un FPS, ma nel sub-strato nasconde un’anima GDR e una libertà d’azione incredibile. Il seguito del capolavoro targato Ion Storm, Deus Ex: Invisible War venne sviluppato anche su console e la potenza delle macchine di allora, non permise di approfondire molte cose sul comparto tecnico e ciò decretò il mezzo fallimento del titolo. Ma finalmente Eidos, ha deciso di tornare alle origini con Deus Ex: Human Revolution, prequel del primo Deus Ex, ambientato circa 25 anni prima in un periodo di Rivoluzione e rivolta della razza umana. Andiamo a scoprire questo quasi-capolavoro di Warren Spector. L’inizio della Rivoluzione Corre l’anno 2027 e le corporazioni biotecnologiche hanno sostituito le grandi potenze belliche nel comando del mondo, trasformando il pianeta dei giorni nostri, in un luogo nuovo, evoluto e soprattutto tecnologico. Dove prima un braccio veniva amputato, adesso viene sostituito dagli innesti, speciali protesi biotecnologiche che permettono all’uomo di evolversi, ma con un prezzo: sottoporsi costantemente a della droga, per evitare l’espulsione degli innesti dal nostro corpo. Una droga che non tutti possono permettersi e la gente povera, si riduce ad una vita di strada per averla e continuare a vivere. Tra le grandi potenze si distingue la Sarif, apice dell’evoluzione sulla biotecnologia, ed è proprio un dipendente della Sarif il nostro protagonista. Adam Jensen, capo della sicurezza nel dipartimento centrale Sarif di Detroit è la classica persona che si viene a trovare nel posto sbagliato al momento sbagliato. Durante un attacco da parte di una cellula terroristica alle industrie Sarif, Adam viene quasi ucciso da un gruppo di potenziati, che oltre a lui fanno piazza pulita di molti dipendenti. Tra questi c’è Megan Reed, fidanzata di Adam e scienziata, che la sera stessa avrebbe dovuto presentare una scoperta rivoluzionaria sulla biotecnologia, che avrebbe permesso a tutti quanti di avere degli innesti, senza alcun rigetto e senza l’obbligo di assumere droga. Per salvare la vita al nostro protagonista, David Sarif CEO delle Sarif Industries, applica degli innesti ad Adam rendendolo a sua volta un potenziato. Con questo preludio, inizia la storia di Deus ex: Human Revolution. Il titolo targato Eidos ci porterà in città che vanno da Detroit a Shangai, fino a Montreal, alla scoperta di una storia dove niente è come sembra e di una cospirazione mondiale, che affonda le radici negli Illuminati e nei Massoni. Come avrete già capito da queste righe, Deus Ex: Human Revolution non è un gioco dalla storia banale, ma per evitare di rivelarvi cose rilevanti, che scoprirete nel corso del gioco con il vostro sudore, accantoniamo la trama e passiamo invece al gameplay. Futuro bellico Il gameplay di Deus Ex, è uno dei più vari visti in questa attuale generazione. Anche se a prima vista può sembrare uno sparatutto in prima persona con coperture alla Gears of War, il gioco nasconde un’anima GDR molto ricca che permette una libertà immensa e un diverso approccio alle missioni in base ai “poteri” che svilupperemo nel corso dell'avventura. Come in ogni GDR che si rispetti, il potenziamento del nostro personaggio è molto importante, infatti, in base agli innesti che potenzieremo, potremo scegliere tra i vari modi di compiere le missioni. Per fare degli esempi, se applicheremo i potenziamenti per l’invisibilità e la silenziosità dei passi, affronteremo il gioco in modo totalmente furtivo, dove la parola d’ordine è “niente vittime”. Se invece aumenteremo la corazza, la forza bruta di Adam e svilupperemo armi come il Typhon (si tratta di esplosioni multiple scaturite dalle nostre braccia), trasformeremo il nostro Adam Jensen in una macchina da guerra e la parola d’ordine sarà “niente prigionieri”. Per potenziare gli innesti avremo bisogno dei Praxis Point, bonus che ci verranno accreditati al termine delle missioni, oppure che potremo acquistare in determinate sezioni del gioco. Ogni punto ci permette di potenziare un innesto, mentre per svilupparne uno totalmente nuovo, avremo bisogno di ben 2 Praxis Point. Un innesto molto importante da sviluppare, è l’abilità hacker, che ci permette di violare terminali, sistemi di sicurezza, porte e quindi accedere a file segreti, a videocamere e sistemi di sicurezza o a delle aree del gioco altrimenti inaccessibili. Spesso violare un terminale o una porta risulta essenziale per proseguire nel gioco, quindi vi consigliamo di non tralasciare questo innesto. Le sezioni hacker sono molto semplici, ma anche molto realistiche, in quanto rappresentano quello che succede quando si forza un sistema. Iniziamo la nostra intromissione e ci posizioniamo sui vari nodi di sicurezza con il cursore per poi violarli e sperare di non essere intercettati dal firewall. Quando il firewall ci trova abbiamo tre possibilità: la prima è raggiungere il nodo centrale prima che il muro di protezione ci espella dalla rete, la seconda è usare i virus in modo da rallentarlo e prendersela con comodo. Ci sono due tipi di virus che possiamo acquistare ai mercanti oppure trovare negli archivi durante gli hacker. Il virus Nuke sblocca le vie dal nodo evidenziato e non permette la rivelazione di quel passaggio, mentre il Worm blocca momentaneamente il firewall e ci fa guadagnare tempo prezioso. Per quanto riguarda il resto del gameplay, avremo a disposizione parecchi tipi di arma, suddivise in due categorie. Ci sono le armi non letali, che includono pistola a dardi tranquillanti e fucili tranquillanti vari, mentre le armi letali sono le classiche pistole, revolver, fucili d’assalto, mitragliatrici e ovviamente, visto il contesto, hanno tutte un design futuristico. Inoltre tutto l'arsenale ha un costo in termini di spazio nell’inventario, che viene gestito come in Resident Evil 4, dove ogni arma ha bisogno di un certo numero di slot, che possono essere ampliati potenziando gli innesti relativi all’inventario. Nelle città potremo anche visitare i vari mercanti che saranno ben disposti a vendere e acquistare, armi, munizioni e potenziamenti per le armi, che possono essere modificate direttamente dall’inventario. Tra l’altro, anche la balistica è resa bene e bisognerà stare attenti alla portata dei nostri strumenti offensivi, come anche al rinculo degli stessi, fino a che non potenzieremo l’innesto che lo annullerà totalmente, donandoci una mira quasi infallibile (se avete la tremarella di vostro, non esistono innesti per voi, purtroppo). Il nostro consiglio per godere della piena esperienza in termini di sparatorie, è di tenere sempre un mix di armi, lasciando nel nostro inventario almeno una soluzione con tranquillante, se avete scelto la via del pacifista, oppure un’arma letale se avete scelto la via della guerra. In entrambi i casi, sia l’una che l’altra soluzione saranno importanti nel corso della storia e in certe situazioni, saranno essenziali per proseguire. Per quanto riguarda gli innesti, cercate di mantenere un equilibrio tra i due tipi, perché alcune volte essere tattici è inutile, mentre in altri casi è indispensabile per non finire ridoto come uno scolapasta. Affrontare l’ignota tecnologia futura Il bello di Deus Ex: Human Revolution, è la grande illusione di libertà che il gioco regala. Illusione perché non sempre si può decidere dove andare, nel senso che durante le missioni, potremo scegliere diverse vie, ma alla fine la destinazione risulterà sempre quella. Come già detto, ogni quest è affrontabile in stile stealth, oppure nella vecchia maniera alla “Rambo”. Ma per raggiungere i vari checkpoint, non bisognerà per forza passare per quel corridoio pieno di nemici, bensì ci saranno diverse altre strade alternative, alcune nemmeno accessibili ai nemici, tipo i condotti di aereazione, che rappresenteranno una delle poche zone sicure del gioco, dove ne robot, ne umani potranno raggiungerci. Un’altra “zona sicura” è rappresentata dalle stanze chiuse, che metteranno in mostra le lacune dell’IA nemica. Una volta entrati nelle camere, infatti, i nemici rimarranno bloccati all'esterno, mentre i bot potranno oltrepassare il confine senza problemi. Tralasciando questo aspetto, l'IA di Human Revolution in alcuni casi risulta deficitaria. Vedremo scene in cui i nemici avversari si catapulteranno sotto il fuoco amico (e nemico) senza pensarci due volte, schieramenti difensivi poco ragionati e qualche altra situazione che in alcuni casi renderà l'esperienza di gioco meno profonda di come l'avremmo voluta. Per quanto riguarda l’aspetto grafico, il sistema d’illuminazione è più che ottimo, come anche il level design degli scenari, ma le cose che lasciano a desiderare sono le texture dei nemici, poco profonde soprattutto se confrontate con quelle di Adam Jensen. Il comparto sonoro, è uno dei migliori visti in questa generazione, con soltanto qualche piccolo ritardo nel doppiaggio, mentre per il resto si tratta di un ottimo lavoro. Colonna sonora originale, con stacchi di musica classica, unita a techno in stile Daft Punk, mentre le voci della versioni inglese sono senz’altro migliori di quella italiana, con Elias Toufexis che presta voce ad Adam Jensen, già doppiatore di Federico Auditore in Assassin’s Creed 2 e di Sam Fisher in Splinter Cell: Conviction. La versioni italiana purtroppo soffre di un maggiore ritardo e in quanto alla qualità del doppiaggio, non siamo ai livelli della versione inglese. La durata nel gioco è più che sufficiente, infatti oltre al divertimento e alla difficoltà comunque valida (se si chiude un occhio su qualche nemico brillo), le missioni secondarie sono interessanti e in linea di massima collegate con la trama principale e ciò, ci spingerà a completarle tutte. Diciamo che molte cose avrebbero potuto ampliare l’esperienza di gioco di Deus Ex: Human Revolution, come per esempio un’IA sviluppata con più cura e magari un maggior numero di città esplorabili liberamente. Detto ciò ci rassicura il fatto che l’esperienza di gioco verrà ampliata con i vari DLC, uno già in lavorazione e che verrà rilasciato ad Ottobre con il nome The Missing Link, dove saremo impegnati in una mini avventura di Adam Jensen ambientata durante il periodo dell'avventura. E’ un vero peccato che Eidos Montreal non si sia concentrata di più su quelle piccolezze, perché sono il principale motivo per cui Deus Ex: Human Revolution non risulta un capolavoro a tutto tondo, ma “solo” un provare e che sicuramente non sfigura al fianco di quel Deus Ex capolavoro del 2000!


Pagina ufficiale: Deus Ex: Human Revolution, Deus Ex
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Info

SVILUPPATORE:

Eidos Montreal

EDITORE:

Square-Enix

GENERE:

Azione

SOTTOGENERE:

Rpg

CONSOLE:

xbox 360

GIOCATORI:

Singleplayer

SITO UFFICIALE:

Link

Voti

Grafica: 80
Level design spettacolare, effetti ottimi, ma diversi bug e texture sottotono
Sonoro: 85
Ottima colonna sonora futuristica, doppiaggio italiano con fastidiosi ritardi
Giocabilità: 85
Comandi semplici e intuitivi, difficoltà bilanciata. Alcuni bug minori
Longevità: 90
Trama avvincente, missioni secondarie collegate alle principali e interessanti
GLOBALE: 85
Un mancato capolavoro, che con qualche accorgimento sarebbe stato perfetto
Pro:Contro:
  • Level design futuristico
  • Libertà di azione e diverso approccio alle missioni
  • Trama avvincente e ben strutturata
  • IA nemica deficitaria
  • Alcuni bug grafici
  • Doppiaggio leggermente sfasato dal movimento labiale