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Recensione di
Devil May Cry 4
per PlayStation3

La mitica Sparda è tornata ad affettare anime!
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Da quanto tempo...
L’attesa è finalmente finita: Devil May Cry 4 è arrivato! Tanti anni passati ad aspettare, spesi magari crogiolandosi con i precedenti capitoli della saga, per vedere come il nostro eroico Dante ed il suo mondo si sarebbero evoluti nella settima generazione di console e come Capcom sarebbe riuscita nuovamente a sorprenderci. Innegabilmente la sorpresa che i signori della ex Japan Capsule Computers ci hanno riservato è molto ben riuscita, con picchi qualitativi veramente impressionanti ma soprattutto con una storia coinvolgente, articolata e molto ben congegnata. Il genere è come al solito un ibrido, contraddistinto dal tipico mix tra il genere action e il platform, sapientemente gestito ed in grado di restituire tanto buon divertimento al videogiocatore.
Cambia il protagonista, ma il risultato?
Novità in ambito personaggi. Se nei precedenti capitoli di Devil May Cry ci eravamo abituati, ed affezionati, al mitico Dante, indiscusso (fino ad oggi) “anchor man” della serie, lo sconcerto iniziale sarà inevitabile, poiché il nuovo protagonista, un giovane cavaliere di nome Nero, eccetto la somiglianza con il mitico figlio del demone Sparda, ha ben poco in comune con lui. Senso dell’umorismo piuttosto scarso, impulsività ma anche forza fisica: tutte caratteristiche su cui gli sceneggiatori della Capcom sono riusciti a ricamare una storia ben intrecciata ed avvincente. Ma se proprio non potete fare a meno di Dante, del suo umorismo e di Ebony e Ivory (le sue fidate pistole), non dovete disperare, perché non molto oltre la metà del gioco potrete farlo nuovamente tornare in azione!
E’ vera Next-gen?
Quasi! Perché il lavoro svolto dalla casa giapponese è notevolissimo, con una miriade di dettagli sullo schermo ed effetti molto convincenti e ben riusciti. Le texture sono di ottimo livello, così come lo è lo sfruttamento dell’HDR che ci restituisce delle illuminazioni convincenti; tante belle cose, arricchite da cut scenes veramente suggestive e caratterizzate da una regia in grado di mettere in risalto le varie vicissitudini che saranno affrontate nel corso del gioco. E’ in questa oramai famosa coppia di parole, “Nextgen”, che è racchiuso tanto del contenuto di Devil May Cry 4 e che, dopo i vari Halo 3,Assassin’s Creed e via discorrendo, riesce a stupire ancora una volta anche i più scettici. I critici magari indicheranno nel gameplay, molto simile a quello dei predecessori, uno dei difetti del titolo Capcom. In parte è vero, tuttavia la novità rappresentata da Nero e dal suo braccio demoniaco, con una azione più frenetica che mai e una curva di difficoltà, come al solito, parecchio ostica nullificano di fatto la mancanza, voluta dalla stessa software house, di innovazione nel gameplay, grazie ad un sistema collaudato, apprezzato e, giustamente, riproposto in una versione leggermente rinfrescata.
Metallo!
Esattamente, metallo! Sia da un punto di vista prettamente legato alle armi in possesso del protagonista (e dello stesso Dante, ovviamente) che nel comparto sonoro. Una osmosi tra musica lirica e duro e puro Heavy Metal, sapientemente mixate e che riescono letteralmente a trascinare il giocatore nelle fase più frenetiche di gioco, contraddistinte da effetti azzeccati e ben realizzati. Il neo, dal punto di vista audio, è il doppiaggio, in inglese, a volte non propriamente ben riuscito e che rovina alcune scene. Nulla di grave comunque!
I difetti? Ci sono…
Un level design veramente ben realizzato, che lascia trasparire l’impegno profuso dai designer, dai programmatori e dagli animatori di Capcom, che però è, a conti fatti, un po’ limitato, soprattutto da un punto di vista numerico, considerando che i quadri che saremo chiamati ad affrontare sono ben pochi. Quattro/cinque location, che attraverseremo dapprima con Nero e che, in seguito, ripercorreremo a ritroso con il redivivo Dante. Monotonia a “secchiate” insomma, che influenzano la rigiocabilità del titolo. Diversi livelli di difficoltà e la classifica online sono uno scarso incentivo per i videogiocatori, considerando anche il fatto che tutti i boss e molti combattimenti, dopo non molto tempo, diventano un po’ ripetitivi.
Il diavolo e l’acqua santa
Senz’altro abbiamo di fronte un grandissimo gioco, divertente e che appagherà senz’altro i fan della saga creata da Capcom. Le innovazioni sono notevoli, da un punto di vista grafico, rispetto ai capitoli precedenti, ed il gameplay, solido e collaudato, è stato molto apprezzato durante la nostra prova. Un gioco che, una volta terminato, fa venire in mente una domanda: a quando Devil May Cry 5? Speriamo che Capcom ci risponda al più presto… |
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Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Capcom
PUBLISHER Capcom
GENERE Azione
GIOCATORI 1
ONLINE NO
CONSOLE Ps3
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Pagella
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Grafica:
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91 |
Cut scenes favolose |
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Sonoro:
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80 |
Colonna sonora coinvolgente |
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Giocabilità:
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87 |
Collaudata ma divertente |
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Longevità:
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82 |
Diversi gradi di difficoltà |
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GLOBALE:
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87 |
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Pro:
- + Grafica ben realizzata
- + Effetti sonori di buon livello
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Contro:
- - Doppiaggio non impeccabile
- - Ripetitivo
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