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Digimon Rumble Arena 2

Mostri Digitali alla riscossa

By Marco Gioletta, 15/12/2005

Un altro marchio da sfruttare... Digimon, come molti sapranno, è l'abbreviazione di Digital Monster, termine che indica un gruppo di creature digitali ideate da Bandai. Essi nacquero nel 1997 come protagonisti di una versione alternativa del famoso Tamagotchi, il V-pet. Due anni più tardi, visto il buon successo ottenuto dai suoi mostriciattoli (e anche per cavalcare l'onda del successo dei Pokèmon) nel 1999 Bandai, in collaborazione con Toei Animation, realizzò una serie animata sui Digimon. L'Anime racconta le avventure di un gruppo di ragazzini che finiscono risucchiati in un mondo digitale (Digiworld), dove fanno la conoscenza di alcuni Digimon, che li accompagneranno nella loro missione per salvare prima Digiworld e poi la Terra stessa. La serie ebbe un ottimo successo, al punto da trasformare i Digimon nei maggiori rivali dei famosissimi Pokèmon. Ciò spinse Toei e Bandai a realizzazare numerose altre serie (siamo ormai arrivati alla sesta) e vari film di animazione, che consolidarono definitivamente la popolarità dei mostri digitali (sebbene ormai, al di fuori del Giappone, essi abbiano perso parecchia popolarità, pur potendo contare ancora su numerosi Fan). Le ragioni di tanto successo fu dovuta in gran parte all' ottima trama dell'anime, molto più adulta e avvincente rispetto a Pokèmon, oltre che alla buona caratterizzazione dei personaggi. Naturalmente, furono realizzati anche numerosi videogiochi dedicati ai Digimon, tra i quali uno dei più riusciti fu Digimon Rumble Arena, uscito nel 2001 per Psx, un particolare picchiaduro impostato sullo stile del celebre Super Smash Bros. Visto il buon successo ottenuto dal titolo, Bandai decise di realizzare un seguito, che si materializzò nel 2004 (ben tre anni dopo il predecessore) su PS2. Super Smash Digimon Sin dalle prime battute, il gioco si presenta come una chiara evoluzione (anzi, Digievoluzione) del suo predecessore, con modelli poligonali molto più definiti, particolareggiati e meno spigolosi e sfondi estremamente ben realizzati e ricchi di dettagli. Piuttosto invariato invece il sonoro, che risulta gradevole ma non fa nulla per elevarsi sopra la media. Gli stages invece risultano enormemente più vasti ed interattivi, ognuno dotato delle sue particolarità, garantendo un'ottima varietà agli scontri. Per esempio, in quello denominato conservificio avremo una serie di tubi che trasformeranno per breve tempo il nostro Digimon in un barattolo, mentre nel Lago di Lava il magma si innalzerà o abbasserà ad intervalli regolari. Anche dal punto di vista del Gameplay, il gioco ripropone quanto già visto nel primo episodio, ampliandolo a dismisura. I comandi restano pressoché invariati: un tasto per l'attacco, uno per il salto uno per l'attacco speciale (che stavolta può essere eseguito in tre varianti differenti, a seconda della direzione premuta), uno per la parata, uno per la presa e uno per la digievoluzione, un sistema che permette un facile apprendimento e una buona immediatezza. Tuttavia, le differenze rispetto al predecessore non mancano. Anzitutto, mentre nel precedente gioco gli scontri erano sempre uno contro uno, stavolta potranno scontrarsi fino a quattro Digimon contemporaneamente, generando scontri molto più spettacolari e frenetici (ma anche, come vedremo, più caotici). Inoltre, mentre nel gioco precedente era possibile digievolvere una volta soltanto, e per un periodo di tempo limitato, qui ognuno dei nostri Digimon disporrà di ben due evoluzioni differenti. Una volta che il nostro Digimon evolverà, resterà evoluto fino a quando la nostra barra dell'energia verrà esaurita. Questo meccanismo, pur aumentando la varietà e il numero di attacchi disponibili, rende anche più macchinosa e difficile la digievoluzione, dato che per riuscire a trasformarci dovremo resistere per molto tempo senza venire eliminati e contemporaneamente raccogliere un gran numero di capsule energetiche, fondamentali per l'evoluzione. Se riusciremo a riempire nuovamente la barra dell'energia una volta raggiunta la nostra evoluzione finale, potremo scatenare un attacco speciale, di una potenza davvero devastante (ma, come già detto, riuscirci sarà parecchio difficile!). Piatto ricco, mi ci ficco Ma la cosa che maggiormente colpisce di questo gioco è l'enorme numero di opzioni e modalità a disposizione. Nella modalità un giocatore, non dovremo più limitarci a battere tutti gli avversari in scontri uno contro uno, ma, dopo aver superato il primo scontro, dovremo scegliere il nostro percorso lungo una particolare struttura ad albero, affrontando sfide sempre differenti, che vanno dai normali scontri uno contro uno a furibonde battaglie a quattro tutti contro tutti. Al termine di ogni partita, dovremo vedercela con un differente boss che, una volta battuto diventerà un personaggio giocabile. Inoltre, completando tutte le differenti sfide della modalità singola (non ci vorrà così tanto tempo come potreste pensare) sbloccheremo altri extra del gioco, come livelli e modalità bonus e altri personaggi segreti. Normalmente, per vincere una sfida, sarà necessario azzerare l'energia dei vari avversari fino a fargli perdere tutte le vite a disposizione. Tuttavia, giocando più volte la modalità un giocatore, ci troveremo ad affrontare stipulazioni sempre nuove, come ad esempio la modalità piccolo contro grande, in cui un giocatore inizia lo scontro nella sua evoluzione finale e deve vedersela contro altri tre avversari. Il digimon che riuscirà a dargli il colpo finale evolverà a sua volta, trovandosi solo contro tre, finché solo uno resterà vivo. La cosa interessante è che queste modalità di gioco sono davvero numerose (ben dieci differenti!) e possono essere giocate anche in multiplayer, generando una varietà ed una longevità davvero notevoli. Varietà garantita anche dal buon numero di gadget che i nostri Digimon possono raccogliere nel corso degli scontri. Questi bonus sono sicuramente molto inferiori di numero rispetto a Smash Bros, ma sono sufficienti a non far annoiare mai il giocatore. Un gioco per appassionati Insomma, Digimon Rumble Arena 2 è davvero un buon gioco: semplice, giocabile bello da vedere e molto vario. Non mancano tuttavia i difetti. Tanto per cominciare, la scelta dei personaggi inclusi è molto discutibile, dal momento che sono quasi tutti tratti dalla prima serie, mentre Digimon Tamers (la terza serie) vanta un solo rappresentante. Anche i personaggi segreti sono piuttosto deludenti, risultando o troppo potenti (come nel caso di Omnimon) o semplici copie di Digimon già presenti (tutti i dark Digimon). Inoltre, come già detto, il sistema delle evoluzioni non è efficace al cento per cento: mentre evolvere la prima volta risulta spesso un'operazione troppo lunga e macchinosa, una volta raggiunto lo stadio finale la sproporzione delle forze rispetto ai Digimon base è davvero eccessiva, col risultato che spesso chi evolve per primo finisce inevitabilmente per vincere. In aggiunta, soprattutto negli scontri di gruppo, la telecamera tende ad avere un angolo davvero troppo ampio, al punto che spesso risulta difficile anche solo individuare la posizione esatta del nostro Digimon. Infine, anche il sistema di controllo non è esente da difetti: spesso le collisioni sono troppo casuali e molti giocatori perderanno la pazienza nel tentativo spesso vano di colpire l'avversario. Tuttavia il titolo resta consigliatissimo a tutti i fan di questo bellissimo Anime e anche a coloro che posseggono una PS2 e non hanno mai giocato a Smash Bros, dal momento che, sul monolite nero Sony, non sono molti i giochi a proporre questo modello.


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Info

SVILUPPATORE:

Bandai

EDITORE:

ATARI

GENERE:

Azione

SOTTOGENERE:

Picchiaduro

CONSOLE:

Play Station 2

GIOCATORI:

Singleplayer

Voti

Grafica: 75
Buoni sfondi e personaggi piuttosto ben definiti
Sonoro: 70
Orecchiabile, ma niente di speciale
Giocabilità: 83
Molto vario divertente, anche se confusionario
Longevità: 88
Tante cose da sbloccare e multiplyer praticamente infinito
GLOBALE: 80
Buonissimo gioco, divertente e longevo
Pro:Contro:
  • Gran numero di modalità
  • Giocabile e divertente
  • Unico nel suo genere
  • su PS2
  • Un po' troppo confusionario
  • Tecnicamente non eccelso
  • Scelta dei personaggi non troppo azzeccata