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Recensione di
Drakensang: The Dark Eye
per Pc

RPG tra monti e valli di Adventuria
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GDR stampo classico
Drakensang: The Dark Eye vede la sua uscita il 4 Giugno 2009, dopo un paio anni di sviluppo da parte della Radon Labs. Il gioco, uscito alla quasi irridente cifra di 19,99€ è completamente localizzato in italiano, e saprà regalare diverse ore di divertimento a tutti gli amanti del GDR puro e semplice. Quindi il gioco è caldamente consigliato solo agli amanti del genere vista la difficoltà dei controlli e della gestione del personaggio all’interno di un’immensa mappa di gioco.
Sensazione di già visto con qualche novità
La pecca enorme di Drakensang: The Dark Eye sta nel fatto che tutto il gioco è strutturato in modo decisamente simile al più blasonato The Elder Scrolls IV: Oblivion e non solo. Tantissime infatti le peculiarità del titolo che in realtà sono frutto dell’idea di altri programmatori per i loro gioco.
Sostanzialmente questa è la scelta più azzeccata che potessero fare, in quanto Drakensang: The Dark Eye si pone l’obiettivo di essere il GDR dell’anno, dal forte impatto e stampo classico, e quindi la mossa più oggettivamente giusta che si poteva fare era proprio quella di scopiazzare tra i migliori giochi di ruolo mai realizzati. Però, al tempo stesso, questa scelta non porta con sé sostanziali novità, e al videogiocatore più esigente potrebbe non bastare. La sensazione di già visto c’è eccome, e forse è anche troppa.
Decisamente complesso…..
Il gioco come annunciato all’inizio della recensione, è adatto a pochi, ovvero solo gli amanti, i GDR-gamer convinti. Fin dall’inizio, ovvero la classica scelta e personalizzazione del personaggio, bisognerà tenere a mente quale sarà o vorrà essere il nostro obiettivo sul come condurre le missioni. La scelta del personaggio, un tale che si fa chiamare come Boarhelm di Culming, si rivela estremamente difficile vista la fastosità dell’editing del personaggio. Seppur esteticamente non potrà essere modificato almeno nell’aspetto – venendo meno al già citato Oblivion, Drakensang: The Dark Eye lascia un’incredibile possibilità di scelta che potrebbe già scoraggiare chi pensava di avere davanti un gioco semplice per un’avventura senza troppo impegno. Ci sono ben otto razze di personaggi da scegliere, e ognuna di essere ha almeno una sottoclasse. Potremo scegliere se guidare un Occidentale di razza bellica, un Occidentale mago o un Occidentale che affronterà i combattimenti in stile stealth. Potremo anche scegliere tra alcune razze famose e sfruttate nei GDR come gli Elfi e i nani. Spicca anche una razza fantasy chiamata Tulamide e un pirata, che prende il nome di Thorwaliano. Come detto, ogni razza ha una sottoclasse. Gli Occidentali di stampo bellico si divideranno in guerriero, soldato, arciere, gli Occidentali maghi in mago da guerra, guaritore, ciarlatano, gli Occidentali più mansueti in avventuriere e due tipologie di ladro. I Tulamide si divideranno in maschi e femmine: i Tulamide maschi potranno essere elementarista, metamago, alchimista, la Tulamide donna sarà un’amazzone. Gli Elfi, da sempre i più equilibrati, potranno essere cacciatore, stregone, guerriero mentre i nani, più adatti ai lavori manuali e alla sopravvivenza nei boschi, saranno mercenario, zappatore, esploratore. Come detto, i Thorwoliani saranno dei pirata. Ovviamente è inutile dire che ogni personaggio avrà una o più peculiarità, proprie sia della razza che della sottoclasse. Da qui possiamo introdurre il sistema di abilità del personaggio, decisamente vasto, che per un neofita vuol dire morale sotto ai tacchi e autostima sottoterra: uscirne vivi dopo un’attenta analisi è veramente difficile. Ci saranno anzitutto sei schede che elencherà tutte le caratterizzazioni del personaggio. Anzitutto la prima scheda ci mostra l’inventario del nostro eroe: la figura del personaggio alla sinistra ci permetterà di spostare gli oggetti come armi e armature sulla zona interessata. L’inventario viene giostrato da due borse, che avranno un peso da non superare – già visto in altri GDR – e in più un reparto in cui ci saranno gli oggetti delle missioni che non avranno peso – anche questo sa di già visto. Nella scheda successiva spunteranno fuori i primi numeri e parametri. Familiarizzeremo con gli Attributi, le principali abilità del personaggio, plasmate alla razza e classe scelti.
Degli attributi fanno parte Coraggio, intelligenza, intuizione, carisma, destrezza, agilità, costituzione, forza di cui tre elementi saranno i migliori proprio relativamente alla scelta del personaggio, e prenderanno il nome di Talenti - ovvero le classi principali già viste in Oblivion.
Come Valori Base il personaggio conterà su parametri come vitalità, energia astrale, resistenza alle armi, resistenza alla magia, schivata, attacco, blocco, attacco a distanza, punti danno e qui i Talenti saranno due. In più, la scelta del personaggio comporterà uno o più bonus/malus dei sottoparametri. I sottoparametri sono tantissimi, divisi per reparto. Poiché sono davvero tanti, e la caratterizzazione del personaggio non finisce qui, preferisco risparmiare al lettore queste “sciocchezzuole” che in realtà sono di vitale importanza, e cito soltanto i reparti, lasciando all’immaginazione del lettore stesso l’immensità di tutto. I reparti dei sottoparametri sono abilità fisiche, sociali, artigianali, sopravvivenza, conoscenze, e per ognuno di essi ci sono circa dieci elementi. Ogni elemento fa parte degli attributi descritti poc’anzi. Nella scheda successiva vi sono i Talenti per quanto riguarda i
combattimenti. Vi sono elencate tutte le diverse armi che avremo a disposizione, per lo più armi bianche, con la relativa efficacia di queste se messe in mano al nostro amico che già cominciamo ad odiare ancor prima di vederlo in azione. Non solo, potremo anche decidere che atteggiamento avrà con la suddetta arma, ovvero se cercare subito l’attacco oppure coprirsi e contrattaccare. Nella scheda successiva vi sono le immancabili Abilità speciali, divise per attacco diretto, attacco a distanza, abilità difensive. Ognuna di esse, potrà essere imparata a seconda del livello di esperienza raggiunto, e il sistema si basa su di uno schema classico ad albero. Ancora più avanti con le schede raggiungiamo il reparto Magie. Ce ne saranno tantissime, e nel nostro mago da guerra – Mago Guerriero vi ricorda qualcosa? ndr – ce n’erano già abbastanza. Alcune le impareremo con l’andare della storia, altre invece con dei libri. Ogni magia ovviamente andrà ad interessare l’energia astrale, che si ricaricherà automaticamente. Infine l’ultima scheda, quella dell’apprendimento, ovvero Il libro dei metodi dove verranno riportate le informazioni conosciute gratuitamente e le conoscenze assimilate tramite addestratori – vi ricorda qualcosa? - in campo di alchimia, forgiatura, arcieria . I più scaltri e intenditori avranno già capito che il sistema di crescita è il medesimo di qualsiasi altro GDR, ovvero combattimenti ben riusciti, quest principali e secondarie portate a termine che donano punti abilità.
…ma decisamente appagante!
Quando entreremo nel vivo del gioco l’impressione sarà buona: una grafica curata ma non eccelsa ci darà il benvenuto, con colori vivaci e ambiente reattivo. Il sistema di controllo può essere effettuato attraverso il metodo punta e clicca o con tastiera, ma consigliamo caldamente di usare il mouse per il movimento visto il buon feeling col combattimento. In alto vedremo la minimappa, a sinistra, e lo status del personaggio con le classiche tre barre: salute, energia astrale e resistenza. In basso l’immancabile inventario che mostrerà le magie disponibili e le abilità speciali. Fa capolino il sistema di movimento complesso: potremo scegliere se far correre, camminare o far avanzare in modalità furtiva il nostro eroe, che forse tra un po’ odieremo meno. Il sistema complesso di abilità infatti, sa regalare emozioni e soddisfazione, quando inizieremo a ricevere sottoquest portandole a termine. La sensazione è quella di poter costruire un combattente – o chiunque voi siate – dalle capacità infallibili, una vera e propria macchina che nessuno può essere in grado di sconfiggere. “Pompare” il nostro eroe sarà l’obiettivo di chiunque.
La novità sostanziale che il titolo propone – finalmente – è quella di introdurre un sistema di combattimento in “multi”, ovvero richiamando un gruppo di mercenari, o amici di amici, e farli combattere con noi in stile Age Of Empire. Per far ciò, dovremo dare delle disposizioni adeguate alla nostra truppa, cercando di cogliere l’aspetto più importante del combattimento: il terreno di scontro e la pretattica. Ci viene in aiuto un sistema chiamato pausa tattica proprio per organizzare il nostro gruppo e battere i nemici. Ben presto dimenticheremo l’obiettivo principale, ovvero quello di aiutare il povero Ardo – chi?? – nella città di Ferdok, per concentrarci sulla bella signorina della sottoquest o sul ricco bottino che potremo ricevere con l’altra sottoquest. Il tutto condito da un sistema di combattimento ben sviluppato, immediato ed appagante grazie all’introduzione del party game, peculiarità soprattutto dei MMORPG.
Tecnicamente c’è ma senza eccellere
Consideriamo che Drakensang: The Dark Eye è un gioco RPG e quindi è caratterizzato da un orizzonte piuttosto vasto, una mappa estremamente grande e tanti dialoghi e personaggi da caricare in tempo reale e senza blocchi. Fatte queste premesse, diciamo che il gioco è tecnicamente è piacevole. Rimane l’amaro in bocca perché con una così bella e complessa organizzazione strutturale del personaggio, delle missioni e di tutto ciò che ne viene, una grafica maggiormente curata sarebbe stata l’ideale, la ciliegina sulla torta che però viene a mancare.
Anche il doppiaggio è sufficiente: seppur completamente localizzato, i dialoghi avranno l’audio solo nell’input, lasciando spazio al movimento del personaggio intento a spiegare, che però rimarrà muto.
Solo per gli appassionati
La considerazione finale da fare su questo gioco rispecchia la premessa: questo gioco è per pochi, solo per gli appassionati del genere, che pur troveranno tanti difetti e sentiranno con forza la sensazione di già visto, molto accennata durante queste righe. Tecnicamente è più che sufficiente considerato il genere, e la trama risulta essere un po’ troppo dispersiva. Però, se giocato seriamente e con pazienza, questo gioco potrebbe regalare tantissime soddisfazioni. Dunque, se siete pronti a passare sopra i difetti, la difficoltà iniziale e un sistema tecnico che non lascia a bocca aperta, pur di far crescere il vostro eroe a livelli mostruosi regalandovi così tanta soddisfazione, allora Drakensang: The Dark Eye per ciò che può offrire e per il suo prezzo, modestissimo, fa decisamente al caso vostro! |
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Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Radon Labs
PUBLISHER FX Interactive
SITO UFFICIALE www.drakensang.com/...
GENERE Rpg/Azione
GIOCATORI 1
ONLINE NO
CONSOLE Pc
CARATTERISTICHE Windows Xp/Vista Pentium IV 2,4 Ghz 1,5 Gb di memoria RAM 9,5 Gb di spazio libero sull''Hard disk Scheda grafica da 256 Mb(Nvidia Geforce 6600 o superiore - Ati Radeon X800 o superiore) DVD-ROM Scheda audio
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Pagella
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Grafica:
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65 |
Peggiore di Gothic 3 e Oblivion, e sono di 3 anni fa |
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Sonoro:
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70 |
Apprezzabile la localizzazione in italiano |
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Giocabilità:
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90 |
Siamo a livelli alti |
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Longevità:
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90 |
Come un RPG che si rispetti |
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GLOBALE:
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75 |
Merita il prezzo di 19,99€ |
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Pro:
- + Difficile, solo per gli appassionati!
- + Può regalare tante soddisfazioni
- + Può regalare tante ore di divertimento
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Contro:
- - Difficile, solo per gli appassionati!
- - E' un mix di giochi più blasonati
- - Tecnicamente non stupisce
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