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Recensione di
Driver: Parallel Lines
per PlayStation2

La doppia vita di The Kid!  
Rispettare i semafori e i limiti di velocità è il dovere di ogni automobilista… sì ma che noia! Ammettiamolo: trasgredire le regole stradali è sempre stato il sogno proibito di ogni cittadino imbottigliato nel traffico e gli sviluppatori di Reflections lo sanno bene. Dopo un deludente terzo capitolo della serie, Driver, il celebre gioco di “corse criminali” che nel 1999 debuttò su PSX vendendo milioni di copie, torna a far danni su PS2. Alla guida troviamo il diciottenne The Kid, giovane asso del volante che decide di mettere a disposizione il suo talento non per la Formula Uno ma per la criminalità Newyorkese degli anni 70. Scelta non proprio fortunata: ben presto The Kid verrà ringraziato dei favori svolti con un bel tradimento che gli costerà 28 anni di reclusione. Uscito di carcere, avrà un solo obiettivo: vendetta... oltre una buona doccia ovviamente! La storia, così come la durata del gioco, viene perciò scissa in due periodi ben distinti: la New York del 1978 che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare nelle prime missioni, lascia spazio ad una caotica metropoli dei giorni nostri. Il cambiamento viene manifestato con svariati particolari: vetture e armi moderne, un nuovo design di strade ed edifici, musiche alla radio in linea con il periodo e perfino vestiti diversi per le persone: una storia, dunque, che procede su due linee parallele (ecco spiegato il titolo del gioco). Ci accorgiamo subito che Driver Parallel Lines ha cambiato struttura, avvicinandosi molto a quella del capolavoro Rockstar ma ritirando timidamente la mano quando si tratta di toccare completezza e originalità. Sarà possibile non soltanto sfrecciare a tutto gas (con tanti veicoli previsti da comprare... ehm, da rubare...) ma anche scorazzare a piedi, ovviamente ben armati. Le due fasi risultano sempre equilibrate e mai frustranti; le diverse vetture rispondono bene ai comandi anche quando avrete una mano sul volante e una sul grilletto; purtroppo il sistema di lock-on fa i capricci. Degna di nota è la gestione della polizia, dotata di una buona IA: passate con il rosso o superate i limiti di velocità ed ecco che inizierà uno spettacolare e adrenalinico inseguimento (chissà perché, invece di chiedervi la patente, cercheranno di uccidervi?). Il livello grafico non è per nulla deludente, minato solo da alcuni rallentamenti e texture poco dettagliate (ma FMV spettacolari). Ci sentiamo di smentire i ragazzi di Reflections, che promettevano un ritorno alle origini, ma dobbiamo comunque complimentarci per la rinascita della serie. Una validissima alternativa a GTA, una nuova, folle esperienza che consigliamo a tutti di provare… poliziotti esclusi!

Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Reflections
PUBLISHER
Atari
SITO UFFICIALE
www.atari.com/driver...
GENERE
Azione/Guida
GIOCATORI
1
ONLINE
NO
CONSOLE
Ps2
CARATTERISTICHE
supporta 16:9, Dual Shock, Memory Card, Vibrazione
Pagella
Grafica: 82
Funzionale e godibile ma si può fare di meglio
Sonoro: 76
Pochi brani alla radio ed effetti non eccezionali
Giocabilità: 90
Gameplay vario a sufficienza, buona risposta dei comandi
Longevità: 74
15 ore di storia sono poche ma gli extra lo compensano
GLOBALE: 78
Alla guida del crimine!


Pro:
  1. + Immediato!
  2. + FMV stupendi!
  3. + Ricorda GTA!

Contro:
  1. - Frame rate sotto tono
  2. - Storia breve



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