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Recensione di
Fable II: Knothole Island
per XBox360

Albion si espande: è un bene?
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Genio e sregolatezza
Pochi sono i geni nel mondo videoludico noti al grande pubblico: Peter Molyneux fa parte di questa ristretta cerchia di fortunati. L’ uomo dietro alla serie di Fable è il classico eccentrico, e non fa nulla per nasconderlo, nei rapporti con la stampa come nelle sue folli creazioni. Non c’ è quindi da stupirsi che all’uscita di un’espansione di Fable 2, i molti videogiocatori da cui Molyneux è idolatrato, siano scattati in piedi, indecisi se aspettarsi un’ opera all’altezza dell’avventura originale o una banale caduta di stile, pensiero più che lecito quando si è in tema di DLC. Ebbene, le profezie di tale fetta di giocatori hanno trovato più di un riscontro nel lavoro svolto dai Lionhead Studios, team di cui è responsabile lo stesso Molyneux.
Una scelta pericolosa
Quando si è saputo che anche un personaggio di tale caratura avrebbe intrapreso la via dei contenuti scaricabili, un pensiero scettico ha attraversato la mente dei più, facendo riaffiorare il terribile ricordo delle recenti espansioni di Fallout, una brutta pagina della storia di Bethesda. Altri, invece, hanno confidato nella buona volontà e nell’ indiscutibile talento di Lionhead e del suo leader. Purtroppo Molyneux non si è rivelato il re Mida auspicato dai fan, e non ha reso aureo un titolo al semplice tocco.
Luci (poche) e ombre (molte) sull’isola di Knothole
La quest che dovremo portare a termine avrà da sfondo l’isola di Knothole, raggiungibile dal porto di Bowerstone con un sottomarino. Coloro che hanno giocato al controverso primo Fable sulla prima Xbox ricorderanno le vicende che hanno portato i cittadini di un paese minacciato dalle scorribande dei balverini a trasferirsi su quest’ isola, e sempre gli stessi giocatori si stupiranno di fronte alla sfortuna degli abitanti di Knothole, stavolta alle prese con dei misteriosi mutamenti climatici di cui saremo portati a scoprire le origini, compito che, a dirla tutta, porterà via veramente troppo poco tempo. Tutti gli aspetti caratterizzanti del gameplay di Fable 2 vengono qui portati all’estremo, a partire dalla lucida follia che contraddistingue Albion e la sua popolazione, anche la morfologia della nuova isola è decisamente particolare ed in linea con la concezione del videogioco di Molyneux. Tuttavia gli aspetti positivi del titolo terminano qui: la difficoltà, già orientata al casual in Fable 2, raggiunge in quest’espansione livelli a dir poco irrisori, in cui a deludere non è solo la mancanza di una sfida consistente, ma anche la disarmante monotonia con cui si susseguono le varie quest: la missione più emozionante che vi troverete a completare consisterà nell’uccidere un certo numero di nemici, tornare indietro (qui il backtracking si manifesta nella sua forma peggiore) e recuperare una chiave che vi servirà solo ad entrare in un altro dungeon pieno di zombie-carne da macello. L’ altra grande mancanza della prima espansione dedicata ad Albion è che espande ben poco: l’isola citata nel titolo è esplorabile in poche ore, le subquest, come già detto, rasentano l’inutilità e l’ introduzione di oggetti, armi, vestiti, tagli di capelli e libri (questi ultimi davvero ben scritti) è ridotta all’osso, se non addirittura nulla.
Immancabili le scelte morali davanti a cui saremo posti in molteplici occasioni e che influenzeranno attivamente l’ evolversi delle vicende e del personaggio. Nonostante questo tipo di meccanismi siano ben collaudati, il DLC riesce a peggiorare una volta ancora rispetto al titolo originale: le scelte riescono raramente a colpire il giocatore e farlo ragionare prima di prendere la fatidica decisione; piuttosto si riassumono nella pressione di un tasto quasi automatica, eliminando l’empatia tra il giocatore e il suo alter ego. Della grafica non si può dire molto, trattandosi della medesima che ha già dipinto tutta Albion sui nostri schermi. Ciononostante, manco a farlo apposta, possono saltare all’occhio alcuni passi indietro nello sviluppo dei modelli, troppo simili tra loro, e la discutibile scelta di non riproporre molti dei pittoreschi giochi di luce che poco tempo addietro ci avevano incantato (elemento che, unito alla storia dei cambiamenti climatici, poteva dar vita a situazioni molto interessanti). Comunque, nel complesso il design di edifici, PnG ed ambienti riesce ancora nell’intento di ricreare un quadro d’insieme più evocativo che descrittivo, capace di sopperire ai difetti tecnici e ad alcuni scorci poco ispirati.
Un’ occasione mancata
Il primo tentativo di espandere l’ universo di Fable 2 da parte dei Lionhead non stupisce sotto alcun punto di vista, e si dimostra un titolo completamente mediocre. I concetti espressi nel prodotto originale sono qui portati al limite, che si parli della ridicola difficoltà dei combattimenti o dell’eccentricità della popolazione. Tuttavia il materiale di partenza, già di per sé di ottima fattura, salva Knothole Island dalla completa insufficienza, e lascia aperto il discorso per probabili future espansioni e contenuti a pagamento. Nel frattempo, se amate visceralmente Fable e il suo particolare mondo e siete disposti a perdonare un piccolo inciampo a Molyneux, godetevi qualche ora di gioco in più ad Albion, ma senza pretendere un gioco che sappia tenere alto il vessillo delle “teste di leone”. |
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Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Lionhead Studios
PUBLISHER Microsoft Game Studios
SITO UFFICIALE www.xbox.com/it-IT/g...
GENERE Rpg/Avventura
GIOCATORI 1
ONLINE SI
CONSOLE XB360
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Pagella
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Grafica:
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83 |
Leggermente sottotono rispetto a Fable II |
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Sonoro:
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75 |
Stessa OST e dialoghi davvero ben scritti |
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Giocabilità:
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64 |
Ancora più facile di quella originale |
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Longevità:
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39 |
Pur essendo un' espansione, è davvero troppo corta |
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GLOBALE:
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59 |
Un illustre passo falso! |
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Pro:
- + Atmosfera fuori di testa
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Contro:
- - Troppo corto
- - Troppo facile
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